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Un «déjà vu» del caso Havas

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Un «déjà vu» del caso Havas

«Ma Vincent Bolloré è un industriale o un raider? Cosa vuole da Havas? Noi non abbiamo sinergie con Bolloré: vuole farci crescere o speculare e rivendere?». Alain de Pouzilhac, presidente di Havas fino alla scalata di Vincent Bolloré, è forse l’unico che aveva capito tutto: «La sua verità - disse il manager a Le Figaro - cambia a seconda delle necessità». De Pouzilhac non si sbagliava: pochi mesi fa, Bolloré ha rivenduto ai soci di Vivendi tutte le sue azioni di Havas, lasciando la società in un mare di debiti. Il timore che circola è che la storia si ripeta ora con Telecom Italia: dopo aver fatto smentire a Flavio Cattaneo tensioni con Vivendi, Bolloré sembra fare di tutto per alimentare la sensazione opposta. Un gioco già visto in Francia, ma non per questo accettabile in Italia: se Bolloré non vuole più Cattaneo in Tim, lo dica chiaramente. Oppure metta nero su bianco che ha fiducia nel manager. E soprattutto, nell’azienda: il gioco delle tre carte non fa bene a nessuno, né ai dipendenti di Telecom, né al mercato. E soprattutto, alla sua credibilità. (A.Pl.)