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Yellen si conferma colomba: aumento graduale dei tassi

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Yellen si conferma colomba: aumento graduale dei tassi

(Afp)
(Afp)

Janet Yellen distende le sue ali da colomba al Congresso americano e, per sostenere la ripresa, promette di continuare a volare con cautela verso rialzi dei tassi d’interesse e riduzioni degli asset accumulati con le strategie di quantitative easing. Una rotta di normalizzazione della politica monetaria che, alla fine, potrebbe mantenere un costo del denaro inferiore e un portafoglio di asset superiore a precedenti fasi di espansione.

Il prudente ottimismo del presidente della Banca centrale ha incoraggiato Wall Street, spingendo il Dow Jones verso nuovi livelli record in apertura di scambi. «Il tono della Yellen è stato nell’insieme accomodante e di supporto alla crescita», sottolinea Mickey Levy di Berenberg che parla di un «new normal» per la Banca centrale fatto da tassi che rimangono comunque bassi e portafogli di titoli comunque ampi per gestire il «new normal» di una ripresa che avanza ma non in maniera uniforme.

L’intervento di Yellen è arrivato mentre il Canada è diventato il primo Paese del G7 a unirsi agli Stati Uniti in una strategia di strette di politica monetaria, rafforzando ipotesi che la graduale normalizzazione avviata dalla Fed trovi progressivo seguito anche a livello globale: la sua Banca centrale ha alzato i tassi di riferimento dopo sette anni, portandoli allo 0,75% dallo 0,50 per cento.

Yellen ha parlato durante quella che potrebbe diventare, come lei stessa ha ammesso, la sua ultima testimonianza semestrale al Parlamento, cominciata ieri alla Camera e che si concluderà oggi al Senato: Donald Trump potrebbe sostituirla entro la scadenza del suo mandato, all’inizio dell’anno prossimo. Forse con il suo attuale capo-consigliere economico ed ex direttore generale di Goldman Sachs Gary Cohn, oggi in pole position per la successione. E forse anche per questo Yellen è parsa rispondere con candore su temi delicati al di là della politica monetaria. Si è detta contraria ad alleggerire troppo le regolamentazioni e la supervisione bancaria scattate nel dopo crisi, davanti alle indicazioni che la Casa Bianca intende renderle meno severe. Ha bocciato ipotesi di maggiori controlli sulla Fed, invocati da leader repubblicani, a cominciare da stretti esami congressuali delle sue decisioni di politica monetaria che condurrebbero a «estreme interferenze e politicizzazione». Sulle pratiche che guidano le scelte sui tassi Yellen ha infine preso le distanze da proposte di formule più rigide, una strada che vede tra i fautori il primo governatore della Fed nominato da Trump, il finanziere Randal Quarles.

I riflettori dei mercati e degli operatori economici sono tuttavia rimasti puntati sulla sua analisi dell’economia e sull’outlook di politica monetaria. Yellen ha dipinto una ripresa solida che dovrebbe conoscere in futuro recuperi di un’inflazione che oggi latita. Non abbastanza robusta però da spingere la Fed a rinunciare a flessibilità e moderazione.

«Addizionali strette graduali sono probabilmente appropriate nel corso dei prossimi anni per sostenere l’espansione economica e ritorni dell’inflazione all’obiettivo ideale del 2 per cento», ha detto. Ma i tassi di riferimento sono stati descritti oggi come solo «in qualche misura al di sotto» del livello neutrale, che non ha effetto di stimolo né di freno. E dato che questo è considerato inferiore a standard tradizionali, Yellen ha fatto sapere che la Fed non dovrà alzarli drasticamente per «raggiungere una posizione di neutralità». La Fed nella sua ultima riunione ha pronosticato un’altra stretta sui tassi entro l’anno, dopo tre mini-rialzi che li hanno spinti in una fascia compresa tra l’1% e l’1,25%, e Yellen ieri non ha offerto ulteriori precisazioni.

Prudenza è stata anche la parola d’ordine per l’altro strumento di ritiro degli stimoli economici: la riduzione del portafoglio da 4.500 miliardi in titoli del Tesoro e garantiti da mutui che la Fed aveva accumulato per combattere la passata crisi. Comincerà quest’anno, come anticipato, ma i tempi rimangono da definire e potrebbero essere influenzati dalla performance della ripresa. «Ammesso che l’economia evolva in larga misura come previsto, inizieremo probabilmente a mettere in atto il programma di ritiro quest’anno», ha riassunto Yellen riferendosi ai piani per il portafoglio.

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