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«Chi compra green bond non investe nell’emittente ma nel…

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«Chi compra green bond non investe nell’emittente ma nel progetto»

Chris Wigley è uno che di green bond ne mastica molto. È componente del Green Bond Principles Committee ed è gestore di Mirova, la società del gruppo Natiixis Global AM specializzata negli investimenti socialmente responsabili. Mirova gestisce circa 7 miliardi di euro. Gli abbiamo posto alcune domande su questi prodotti finanziari che secondo Climate Bond Initiative nel 2017 hanno raggiunto quota 58 miliardi di dollari in emissione con una stima, per fine anno, di 150 miliardi (nel 2016, 81 miliardi di dollari)

Alcuni investitori evitano i green bond di aziende che hanno business non sostenibili, per esempio nucleare, fossil fuel e altri. Voi di Mirova siete dei “puristi” o no?
In Mirova consideriamo tutti i green bond caso per caso. Non escludiamo un investimento sulla base del settore di appartenenza. Investire in green bond per noi significa finanziare progetti e non emittenti. Per esempio, tendenzialmente non investiamo in compagnie petrolifere, potremmo però in teoria considerare il finanziamento di progetti green di una di tali società. Ciò avviene, in particolare, se si tratta di sostenere la transizione di una società verso un modello più sostenibile. Tuttavia, come in tutti i settori, vi sono titoli validi e titoli non validi. La sfida per gli investitori Esg (ambiente, sociale, governance, ndr) è selezionare i green bond validi. Verifichiamo diversi criteri come ad esempio l’utilizzo dei proventi, il processo di valutazione del progetto, la gestione dei finanziamenti, il reporting periodico e la valutazione finanziaria.

Sono sufficienti i Green Bond Principles per definire che cos’è un green bond o no? E perché?
I Green Bond Principles (Gbp) sono lo standard per i green bond a livello internazionale. Basiamo la nostra analisi delle emissioni green su questi

principi, ma poi facciamo un passo ulteriore. Abbiamo un team di oltre dodici analisti Esg che analizzano ogni nuovo green bond in modo dettagliato. Approssimativamente il 10% del Bloomberg Barclays Green Bond index non è adatto per l’investimento. I Gbp sono sufficienti per definire un green bond ma, a causa della diversità dei valori degli investitori, è difficile definire progetti “green” per tutti.

Il “green” non sta diventando una leva commerciale per collocare prodotti finanziari? Quali sono i rischi?
In Mirova vediamo i green bond come un investimento win-win-win: una vittoria per gli emittenti alla ricerca di finanziamenti, una vittoria per gli investitori alla ricerca di informazioni supplementari e una vittoria per il pianeta. Come tali, i green bond dovrebbero essere interessanti per gli investitori. Tuttavia, gli investitori beneficiano anche di analisi Esg che possono fare la differenza tra green bond forti e green bond deboli.

Le piccole e medie imprese sostenibili sono fuori dai radar dei grandi investitori. Quali sono i suoi suggerimenti per dare visibilità alle loro pratiche Esg?
Gli investitori azionari responsabili investono in small e mid cap. Anche gli

investitori in green bond investono in titoli obbligazionari green emessi da società di piccola e media capitalizzazione – in Francia, Scandinavia e Asia ad esempio – ma gli investitori potrebbero fare di più per questo settore. I prospetti informativi e i roadshow offrono informazioni supplementari e i listini azionari potrebbero potenzialmente fornire maggiore visibilità alle società medio piccole emittenti di green bond.

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