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Debutto boom per doBank a Piazza Affari (+14%)

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Debutto boom per doBank a Piazza Affari (+14%)

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Esordio col botto in Borsa per doBank, specializzata nei servizi per la gestione dei crediti problematici. Le azioni della società specializzata nei servizi per la gestione dei crediti problematici hanno terminato la prima seduta di contrattazione con un rialzo del 13,89% e un prezzo di 10,25 euro a fronte di un collocamento avvenuto a 9 euro. Il massimo intraday è stato toccato a 10,57 euro. Il volume di scambio è stato di 10,2 milioni di titoli pari al 12% circa del capitale. Il periodo di offerta rivolta esclusivamente a investitori istituzionali si era concluso con una richiesta di titoli superiore di 4,65 volte rispetto ai titoli in oggetto.
«Abbiamo un book importante con investitori sia di lungo termine, sia hedge - ha sottolineato questa mattina Andrea Mangoni, a.d. di doBank, a margine della cerimonia di inaugurazione delle contrattazioni - nell'azionariato ci sono investitori internazionali, anglo-americani e anche molti italiani. Siamo soddisfatti».

In una nota di ieri la società aveva comunicato che a esito del collocamento la capitalizzazione sarà pari a circa 704 milioni euro (al netto delle azioni proprie) e Avio deterrà 43.550.000 azioni corrispondenti al 54,4% del capitale sociale totale. doBank - si legge sul sito della società - nasce nel 2015 dall’acquisizione, sotto la leadership di Fortress, dei due più grandi servicer italiani indipendenti. Nel 2016 doBank acquisisce il 100% di Italfondiario. Il Gruppo doBank è composto da doBank, Italfondiario, doRealEstate, IBIS e doSolutions.

Risultati semestre non saranno diversi da quelli in crescita del passato

«Oggi è un traguardo importante per la crescita di doBank – ha commentato il presidente della società, Giovanni Castellaneta, suonando la campanella di inizio delle contrattazioni a Piazza Affari – siamo pronti ad affrontare le prossime sfide che ci attendono». Il manager ha puntato l’indice sul track record, ossia sui risultati in crescita registrati negli anni passati e che, a detta dell’amministratore delegato, Andrea Mangoni, continueranno. «Fino a oggi siamo andati molto bene, ci siamo impegnati a raggiungere risultati importanti e vedrete i risultati del semestre fino a giugno non saranno diversi da così», ha indicato il numero uno della società, ricordando ai collaboratori «da oggi avremo lo scrutinio del mercato e dunque sarà ancora più importante crescere».

«Un book importante con investitori di lungo termine e anche hedge»

Il collocamento istituzionale dei titoli doBank aveva ricevuto richieste da parte di primari investitori italiani ed esteri per 132.494.626 azioni al prezzo di offerta fissato in 9,00 euro per azione e l’ammontare delle richieste era stato di circa 4,65 volte il numero di azioni oggetto del collocamento Istituzionale senza tener conto delle 6.200.000 azioni oggetto della facoltà di incremento o delle azioni oggetto dell’eventuale esercizio dell’opzione greenshoe concessa ai coordinatori dell’offerta. «Abbiamo un book importante con investitori sia di lungo termine, sia hedge – ha sottolineato Andrea Mangoni – nell’azionariato ci sono investitori internazionali, anglo-americani e anche molti italiani. Siamo soddisfatti».

doBank continuerà a detenere azioni proprie corrispondenti circa al 2,19% del capitale sociale ( pari a 1.750.000). Il ricavato complessivo dal collocamento Istituzionale e di spettanza esclusiva dell’azionista venditore (Avio, a propria volta partecipata da Fortress e dalla quotata Eurocastle), senza tenere conto dell’eventuale esercizio dell’opzione greenshoe, è stato pari a circa 312 milioni.


Fortress, nessuna intenzione vendere ancora nel breve o medio periodo

«Pensiamo che l’azienda possa crescere ancora non abbiamo alcuna intenzione di vendere né nel breve periodo né nel medio. Si tratta di una partecipazione industriale», ha dichiarato il managing director di Fortress, Francesco Colasanti, a margine della cerimonia di inaugurazione delle contrattazioni in Borsa.
L’azionista Fortess, in sede di ipo, ha venduto azioni pari al 44,3% del capitale sociale senza ancora considerare l’eventuale opzione di over allotment e la greenshoe, non ha intenzione di cedere ulteriori azioni in un’ottica di medio termine.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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