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EasyJet si prepara alla Brexit e sceglie Vienna come sede Ue

il futuro del gruppo aereo britannico

EasyJet si prepara alla Brexit e sceglie Vienna come sede Ue

Non solo banche d’affari e società industriali. Anche le compagnie aeree cercano casa in Europa da dove potere operare nel momento in cui i negoziati sulla Brexit diventeranno operativi a partire dal 2019. La prima a fare il grande passo è la compagnia britannica Easjyet che ha annunciato di avere avviato le procedure per stabilire a Vienna la sua sede europea.

«Il processo di certificazione è nelle fasi finali - ha annunciato la compagnia in un comunicato - e contiamo di ricevere il certificato di operatore aereo (Cao) e la licenza a breve». Con questa certificazione easyJet potrà istituire una nuova compagnia aerea “easyJet Europe” la cui sede sarà a Vienna consentendo al vettore di continuare ad operare voli all’interno dell’Unione Europea nel momento in cui il Regno Unito avrà lasciato l’Unione Europea.

I motivi che hanno portato la società a scegliere Vienna sono legati al regolatore Austro Control ritenuto più adatto alle esigenze di easyJet. Il vettore opera in Austria da 11 anni e nel 2016 ha aumentato del 60% il numero dei passeggeri trasportati.

Con questa decisione la compagnia punta a proteggere il suo mercato dal momento che la metà dei passeggeri di easyJet partono da un aeroporto europeo e il 30% delle rotte collegano destinazioni all’interno dell’Unione, una circostanza che espone la compagnia ai cambiamenti che verranno a prodursi con la Brexit.

Con la costituzione di easyJet Europe il gruppo sarà formato da tre compagnie basate in Austria, Svizzera e Regno Unito. Tutte e tre faranno parte di easyJet plc, quotata alla Borsa di Londra (London Stock Exchange) e basata nel Regno Unito. Il capitale della capogruppo è a maggioranza europeo incluso il 33% della quota del fondatore Stelios Haji-Ioannou e della sua famiglia, tutti cittadini di Cipro.

I circa cento aeromobili che oggi operano in Europa saranno registrati nella nuova compagnia “easyJet Europe” così come i 4mila dipendenti che lavorano nei paesi dell'Unione europea, che in prospettiva continueranno a lavorare, con i contratti locali, per il nuovo vettore.

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