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A Milano giù Telecom (-2,7%) su frattura insanabile…

la giornata dei mercati

A Milano giù Telecom (-2,7%) su frattura insanabile Vivendi-Cattaneo

Flavio Cattaneo (Reuters)
Flavio Cattaneo (Reuters)
Andamento titoli
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I dati di giugno sull'inflazione e sui consumi degli Stati Uniti che alimentano dubbi sull'andamento dell'economia americana e sulle prossime mosse della Fed fiaccano le Borse europee, che guardano già all'appuntamento con la Bce di giovedì prossimo, e fanno scivolare il dollaro a 1,1460 per un euro. Chiusura intorno alla parità comunque per gli indici azionari continentali mentre sono tornati gli acquisti sui titoli governativi: Piazza Affari ha chiuso le contrattazioni in calo dello 0,14% appesantita dal caso Telecom e dalle banche.

Le azioni del gruppo tlc sono arretrate nel finale del 2,7% su indiscrezioni che indicano come ormai insanabile la frattura tra l'amministratore delegato Flavio Cattaneo e l'azionista di controllo Vivendi. Vendite su Unicredit(-1,8%) e Ubi Banca (-1,2%) tra i bancari. Fuori dal Ftse Mib in controtendenza CreVal(+4%) dopo la cartolarizzazione di crediti in sofferenza da 1,4 miliardi di euro. Bene Leonardo - Finmeccanica (+2,5%) grazie al "buy" di Ubs e al contratto del consorzio Eurofighter per i velivoli Typhoon. Sale il petrolio (+0,7%) sull'andamento delle scorte Usa.

Acquisti sulle utility, correggono le assicurazioni dopo settimana vivace

In Europa (qui i principali indici azionari) banche e assicurativi hanno vissuto una giornata di correzione dopo una settimana vivace soprattutto per le compagnie di assicurazione, mentre le società minerarie sono state ben comprate. A Piazza Affari, le utility (+1,3% Italgas, +1,1% Terna e +0,7% Snam) hanno subito recuperato terreno dopo il rosso di ieri legato in primis alle indiscrezioni sulla volontà della Bce di discutere da settembre la progressiva riduzione degli acquisti di asset e quindi di andare verso una normalizzazione dei tassi, contesto a cui le società di pubblica utilità sono sensibili. Bene i petroliferi (+1,2% Tenaris, +0,6% Saipem) visto che il prezzo del greggio si è mosso oggi principalmente al rialzo ponendo le premesse per il quinto rialzo consecutivo: un movimento favorito dalla debolezza del dollaro ma anche dai dati degli ultimi giorni sulle scorte Usa. In rosso i titoli del risparmio gestito (-1,2% Banca Mediolanum, -0,9% Azimut, -0,1% Banca Generali). Realizzi su Fiat Chrysler Automobiles(-0,7% dai massimi da fine aprile) dopo che il gruppo italo-americano ha registrato un incremento del 7,9% nelle vendite di giugno in Europa a fronte di un mercato cresciuto del 2,1%.

Nel resto d'Europa è stata Londra la piazza più penalizzata dalle vendite innescate anche dal netto rafforzamento della sterlina nei confronti del dollaro(+1% a 1,3073 dollari per un pound) e dell'euro (a 0,8760 sterline per un euro): il Ftse 100 ha ceduto lo 0,47% in chiusura con vendite sui finanziari e sull'immobiliare. Praticamente invariata la chiusura di Parigi (con il Cac40 sugli stessi livelli di ieri), Francoforte (-0,03%) e Madrid (-0,03%). Sotto i riflettori il settore auto: +1,46% Volkswagen, -0,4% Daimler sempre indebolita dal tema delle presunte manipolazioni delle emissioni inquinanti delle vetture diesel. A Parigi sale Technip (+2,7%), le banche in fondo al Cac40.

A Milano esordio in doppia cifra(+14%) per la matricola doBank
Debutto brillante per Dobank in Borsa. Le azioni della società specializzata nei servizi per la gestione dei crediti problematici hanno terminato la prima seduta di contrattazione con un rialzo del 13,89% e un prezzo di 10,25 euro a fronte di un collocamento avvenuto a 9 euro. Il massimo intraday è stato toccato a 10,57 euro. Il volume di scambio è stato di 10,2 milioni di titoli pari al 12% circa del capitale. Il periodo di offerta rivolta esclusivamente a investitori istituzionali si era concluso con una richiesta di titoli superiore di 4,65 volte rispetto ai titoli in oggetto. «Abbiamo un book importante con investitori sia di lungo termine, sia hedge - ha sottolineato questa mattina Andrea Mangoni, a.d. di doBank, a margine della cerimonia di inaugurazione delle contrattazioni - nell'azionariato ci sono investitori internazionali, anglo-americani e anche molti italiani. Siamo soddisfatti».

Focus resta sulle banche centrali: giovedì la parola a Draghi

Sui mercati internazionali gli occhi sono stati puntati sugli indicatori chiave che possono predire le mosse delle banche centrali, la Fed in primo luogo. I due giorni di audizioni della Yellen al Congresso Usa hanno confermato la politica di graduale normalizzazione monetaria, mentre sul fronte della Bce ieri si sono diffuse sui mercati indiscrezioni su un possibile annuncio del tapering Bce nella prossima riunione del 7 settembre, il che ha messo sotto pressione l'obbligazionario (oggi rientrata con acquisti sia sui Paesi core sia sulla periferia). Il momento della verità arriverà la prossima settimana con il meeting di politica monetaria della Bce e la successiva conferenza stampa del presidente Draghi. Sul fronte italiano, da segnalare che stasera arriverà la revisione del rating sovrano da parte dell'agenzia Dbrs che nel gennaio scorso aveva downgradato l'Italia a «BBB» con outlook stabile. Intanto Wall Street viaggia piatto frenato dai realizzi su JpMorgan dopo che l'istituto ha rilasciato una trimestrale con utili sopra le attese.

Usa: invariati prezzi al consumo in giugno, vendite giù a sorpresa
I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono rimasti invariati a giugno, dopo il ribasso del mese precedente. L'inflazione resta dunque sottotono, cosa che sarà tenuta in considerazione dalla Federal Reserve nel determinare la propria strategia monetaria. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, l'indice dei prezzi al consumo è appunto rimasto fermo, mentre gli analisti attendevano un aumento dello 0,1%, dopo il calo dello -0,1% del mese precedente. Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, e' cresciuto dello 0,1%, anche in questo caso meno del +0,2% atteso dagli analisti. Su base annuale il dato generale è in aumento dell'1,6% rispetto a giugno 2016 e sotto il valore considerato ottimale dalla Federal Reserve, pari al 2%, mentre il dato "core" è in aumento dell'1,7% rispetto a un anno fa. In giugno i prezzi dell'energia sono calati, con quelli della benzina in ribasso del 2,8% rispetto a maggio e dello 0,4% su base annuale, mentre quelli di generi alimentari sono rimasti invariati rispetto a maggio e salgono dello 0,9% rispetto a giugno 2016. Intanto le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono scese a sorpresa in giugno e per il secondo mese di fila. Si tratta di un segnale di rallentamento dell'economia, che la Federal Reserve dovrà tenere presente nelle proprie valutazioni. Il dato, reso noto dal dipartimento del Commercio americano,è calato dello 0,2%, dopo il calo dello 0,1% di maggio (rivisto al rialzo dal -0,3% della prima stima). Il dato di giugno è stato inferiore alle stime, visto che gli analisti attendevano un aumento dello 0,1%.

Produzione industriale Usa a giugno +0,4%, oltre le stime
A giugno la produzione industriale degli Stati Uniti è cresciuta più delle previsioni e per il quinto mese consecutivo, grazie alla ripresa delle esplorazioni petrolifere e dell'attività mineraria. I valori restano in linea con una fase di crescita economica. Secondo quanto reso noto dalla Federal Reserve, il mese scorso la produzione industriale è salita dello 0,4%, dopo il rialzo dello 0,1% di maggio (rivisto in aumento dal dato invariato della prima stima). Gli analisti attendevano un rialzo dello 0,3%. La produzione è in aumento del 2% rispetto a giugno 2016, mentre nel secondo trimestre è balzata del 4,7%, più di tre volte rispetto all'1,4% dei primi tre mesi dell'anno. Rispetto al mese precedente, l'utilizzo della capacità degli impianti è salito di 0,2 punti percentuali al 76,6%, sotto il 76,8% previsto. Prima della recessione, il dato era solitamente oltre l'80%. Da segnalare che la produzione nel settore manifatturiero, che rappresenta quasi tre quarti del totale, è aumentata dello 0,2% (+1,2% su base annuale). La produzione nel settore minerario, seconda maggiore componente, è cresciuta dell'1,6% il mese scorso e aumenta del 10% su base annuale. La produzione di utility è rimasta ferma in giugno e cala del 2,2% nei dodici mesi.

JpMorgan apre la danza delle banche Usa, +13% utile II trim a 7mld $

JpMorgan ha registrato un utile netto di 7,029 miliardi di dollari nel II trimestre del 2017 con un incremento del 13% rispetto al corrispondente periodo 2016 e in crescita del 9% rispetto al I trimestre di questo esercizio. In una nota del gruppo si precisa che l'utile netto per azione è migliorato del 17% a 1,82 dollari. I risultati superano le previsioni degli analisti. I ricavi netti sono saliti del 5% a 26,4 miliardi di dollari. Il margine di interesse è aumentato dell'8% a 12,5 miliardi di dollari guidate dall'impatto dei tassi in crescita e dell'aumento dei prestiti mentre le altre fonti di ricavi sono salite del 2% a 13,9 miliardi ricevendo un beneficio di 645 milioni legati a una transazione su un contenzioso legale. Il presidente e ceo del gruppo Jamie Dimon ha definito "molto solidi" i risultati del trimestre annunciando l'intenzione di intensificare i piani di ritorno del capitale pur proseguendo negli investimenti sul business per ottenere una profittabilità di lungo termine. A Wall Street il titolo perde il 2% circa. In rosso anche gli altri titoli del settore bancario che hanno pubblicato i conti: Wells Fargo ha riportato un incremento degli utili del 5% a 5,81 miliardi nel II trimestre, Citigroup ha visto calare gli utili del 3% a 3,8 miliardi nello stesso periodo.

Inflazione: Istat conferma -0,1% a giugno, +1,2% su anno
A giugno l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% su base mensile e aumenta dell'1,2% rispetto a giugno 2016 (da +1,4% di maggio), confermando la stima preliminare. Lo rende noto l'Istat. Il rallentamento dell'inflazione per il secondo mese consecutivo, spiega l'Istituto, confermando l'interpretazione offerta il 28 giugno con la diffusione delle stime, «si deve principalmente alle componenti merceologiche i cui prezzi presentano maggiore volatilità: Alimentari non lavorati e Energetici non regolamentati, che decelerano rispetto al mese precedente (rispettivamente +1,4% da +3,8% i primi e +2,9% da +6,8% i secondi). A mitigare questo rallentamento i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, che accelerano di nuovo (+4,1% da +3,2% di maggio)».

BTp: spread con Bund nel finale cala a 170 punti base
Seconda parte di seduta in lieve recupero per i titoli di Stato italiani in rapporto ai Bund. Il differenziale di rendimento tra il benchmark decennale italiano (Isin IT0005240830) e il pari scadenza tedesco termina infatti a 170 punti base rispetto ai 172 punti base fatti segnare in apertura (stesso differenziale della vigilia). Invariato il rendimento del decennale italiano: dopo che ieri aveva chiuso in deciso rialzo al 2,33% oggi è sceso al 2,30 per cento e non si è più mosso.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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