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Dossier La liquidità degli asset è il tema chiave di una giusta strategia

    Dossier | N. 17 articoliWealth Management

    La liquidità degli asset è il tema chiave di una giusta strategia

    Intervista a Marco Angelucci
    (Cordusio Real Estate Advisory)

    Come è cambiato l’approccio all’immobiliare?
    Il mercato immobiliare italiano sta confermando i segnali di ripresa, con un incremento del numero di transazioni ed un livello di prezzi in via di stabilizzazione. Per il cliente wealth la liquidità è un elemento basilare: un delicato equilibrio tra la cautela indispensabile per investimenti consistenti di medio/lungo termine e il desiderio di diversificazione verso settori tradizionalmente considerati protettivi.Il contenimento del rischio porta verso le zone di pregio dei capoluoghi o di note località turistiche.

    Come definite una strategia di pianificazione?
    Il nostro approccio si basa su un’analisi complessiva del patrimonio dei clienti in termini di composizione, valori e capacità di produrre flussi di reddito nel medio/lungo termine. Il nostro modus operandi è condividere i presupposti e definire gli obiettivi di medio lungo termine. Valutiamo la necessità di diversificazione nel settore accompagnata un riposizionamento dei portafogli ricercando soluzioni per migliorare il rapporto rischio/rendimento o procedere alla dismissione di asset divenuti improduttivi. Il tema della liquidità dei portafogli viene analizzato su tre caratteristiche principali: settore, ubicazione e forma di investimento.

    Quanta parte di patrimonio di un vostro cliente tipo destinereste oggi al settore immobiliare?
    Tradizionalmente la componente immobiliare nelle famiglie italiane è molto ampia (40-50%). Con riferimento al segmento degli Hnwi (high net worth individuals) i nostri strumenti di mappatura hanno rilevato diversi cluster omogenei dove si evidenza un decremento dell’incidenza media degli immobili al crescere della ricchezza posseduta. Quindi, nella prassi Cordusio ha definito una percentuale del 30-35% come “soglia di attenzione” sopra la quale proporre al cliente un approfondimento strategico volto a valutare il profilo di rischio e l’adeguatezza dello stesso rispetto agli obiettivi perseguiti nel medio/lungo termine. Va rilevato comunque che analizzare il peso percentuale del real estate non è di per se significativo se non si confronta con la composizione del resto del patrimonio e se non si associa al relativo grado di rischio/illiquidità: avere il 50% del patrimonio in bilocali affittati nel centro di Roma o Milano è molto diverso da avere la stessa percentuale rappresentata da aree edificabili periferiche o capannoni industriali.

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