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Gavio, pronta la maxi-riorganizzazione

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Gavio, pronta la maxi-riorganizzazione

  • –Laura Galvagni

Semplificazione, internazionalizzazione e partnership strategiche. Sono solo alcune delle linee guida che hanno ispirato il nuovo piano industriale del Gruppo Gavio. Progetto che verrà svelato al mercato, con target specifici, il prossimo 19 luglio dal ceo di Astm Alberto Rubegni e dal numero uno di Sias Paolo Pierantoni ma il cui sviluppo è legato a doppio filo con alcune mosse chiave.

La prima chiama in causa quella che è la visione generale del futuro della compagnia. In questo senso le idee sono chiare e il modello è quello che già si era cercato di implementare in Impregilo prima dell'avvento di Salini, ossia abbinare le concessioni con le costruzioni. Per farlo, però, la struttura del gruppo ha bisogno di una revisione profonda che passa attraverso una ridefinizione dei ruoli delle due società chiave: Sias e Astm.

In virtù di questo, la volontà è di realizzare una catena semplificata e questo verrà fatto attraverso due step. Il primo ha già condotto alla fusione di Abc Costruzioni in Itinera e porterà poi all'integrazione di alcune tratte autostradali, ossia Ats in Adf e Cisa in Salt. Quindi ci sarà anche l'aggregazione di Sineco in Sina. In questo modo si creeranno tre macro aree: concessioni, costruzioni e ingegneria. Tutte potenzialmente sinergiche tra loro e simbolo di un approccio industriale unico capace, è l'ipotesi attorno a cui si sviluppa il piano, di creare maggior valore. Per quanto riguarda le strade a pedaggio, poi, l'obiettivo sarebbe di integrare tutte le società in un'unica realtà, una “concession company”, direttamente controllata da Sias. Resta fuori dai radar, per il momento, Ecorodovias ma se in futuro fosse possibile consolidarla è immaginabile che possa seguire lo stesso percorso delle altre concessioni. Si vedrà. Di certo questo primo passaggio sarà accompagnato anche da un altro tassello chiave: la definizione delle aree geografiche di interesse. E in quest'ottica, gli occhi sono puntati su tre zone: Italia, Sud America e America del Nord. Per questo sono state previste anche delle business unit dedicate ai paesi target, oltre che per l'ingegneria, le costruzioni e la tecnologia.

La volontà, evidentemente, è di sviluppare ciascuna di queste unità. E ciò potrebbe avvenire attraverso partnership strategiche come è già avvenuto con Ardian su Autovia Padana che qualche mese fa ha acquistato il 49% della concessione . Il tutto per raggiungere più velocemente l'obiettivo delle diversificazione geografica. I partner potrebbero essere potenzialmente grandi fondi infrastrutturali piuttosto che fondi pensione o assicurativi. Questi sono sostanzialmente chiamati ad accompagnare il processo di internazionalizzazione del gruppo. Un processo iniziato con l'acquisto di Ecorodovias nel 2016. Proprio di recente, peraltro, attraverso due distinti passaggi, il gruppo Gavio ha stretto la presa sulla compagnia sudamericana arrivando a detenere, in trasparenza, fino al 46,73% del capitale. Ed ora rappresenta quindi la piattaforma strategica attraverso cui il gruppo intende promuovere la crescita nel settore delle concessioni brasiliane. Allo stesso modo l'acquisizione di Omanite construction company è il punto di partenza per partecipare al progetto americano P3 che abbina grandi costruzioni e concessioni. Le basi per la crescita quindi sono state lanciate ed è attorno a questi pilastri che la compagnia cercherà di raggiungere i target futuri. Per i quali sarà cruciale anche il raggiungimento degli obiettivi di risparmio di costo ed efficientamento. Tra il 2017 e il 2018, per esempio, sono previsti 40 milioni di minori costi operativi, 15 milioni di minori spese grazie a una miglior gestione degli investimenti e tre milioni in meno di costo del debito.

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