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Borse fiacce in attesa di Draghi. A Milano risalgono lusso e Telecom

la giornata dei mercati

Borse fiacce in attesa di Draghi. A Milano risalgono lusso e Telecom

(Reuters)
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Seduta fiacca per le Borse europee che chiudono attorno alla parità nonostante la crescita oltre le attese della Cina nel secondo trimestre (+l'1,7% congiunturale e +6,9% tendenziale, oltre l'obiettivo di crescita annua del 6,5% indicato dal Governo di Pechino). L'attesa, ora, è per le indicazioni di Mario Draghi che verranno fornite giovedì prossimo, quando è fissata la prossima riunione della Bce. Con Wall Street debole e il petrolio attorno alla parità (Wti a 46,55 dollari al barile), Piazza Affari chiude a +0,03% mentre il miglior listino europeo è Londra, spinta dai titoli delle materie prime. A Milano brilla il lusso in scia a tutta l'Europa con Ynap e Salvatore Ferragamo, che chiudono in rialzo rispettivamente del 2,9% e dell'1,45%. Riprende quota Telecom Italia (+1,3%) dopo il calo di venerdì legato allo scontro tra l'ad Flavio Cattaneo e il primo socio Vivendi; oggi , inoltre, c'è stata l'apertura del ministro Carlo Calenda alla creazione di una società delle reti tlc con Open Fiber. Ciò mentre Prysmian (+1%) sale in attesa di novità sul fronte General Cable, che potrebbe tornare un target per il gruppo dei cavi. In particolare, il cda dell'azienda Usa ha deliberato la nomina di Jp Morgan come advisor per ipotesi di valorizzazione, tra cui anche la vendita del gruppo. Sul mercato valutario l'euro è stabile a 1,147 dollari e si attesta a 129,35 yen. Il dollaro/yen si attesta a 112,75.

Le utilities pagano pegno, buon debutto per Culti sull'Aim

In coda al listino le utility con A2A (-1,3%), Terna (-0,7%) ed Enel (-0,7%) mentre fuori dal listino principale Salini Impregilo (+1,9%) festeggia la commessa che si è aggiudicata la controllata americana Lane. Sull'Aim, infine, da segnalare il +12% di Frendy Energy che Edison si appresta a rilevare con un'Opa e Culti (specializzata nella produzione e distribuzione di fragranze di ambiente e cosmesi che fa capo alla famiglia Manes), che ha esordito con un rialzo del 6%. Si è aperta una settimana intensa per i debutti sull'Aim Italia. Dopo DoBank la scorsa settimana e stamane Culti Milano si preparano ad esordire domani Pharmanutra, azienda pisana specializzata nello sviluppo di complementi nutrizionali e dispositivi medici, seguirà mercoledì la Spac Glenalta che ha fatto sapere di aver raccolto 98 milioni di euro, giovedì Sit Group, azienda padovana che progetta e sviluppa sistemi di sicurezza per apparecchi a gas e, infine, venerdì sarà la volta di un'altra Spac, Sprint Italy promossa da Gerardo Braggiotti con Fineurop. In attesa di ammissione alla negoziazione da parte di Borsa Italiana, rimangono la Alfio Bardolla, società di training che fa capo all'omonimo imprenditore, e la Spac Eps. Raffaele Jerusalmi, ceo di Borsa Italiana - in occasione dello sbarco di DoBank - aveva annunciato che il 2017 dovrebbe confermarsi «uno dei tre anni migliori nella storia di Borsa Italiana come nuove quotazioni».

Telecom recupera: non risolto nodo Cattaneo, Calenda apre a "polo delle reti"
Telecom Italia rialza la testa in Borsa dopo la scivolata di venerdì pomeriggio, che aveva fatto perdere al titolo il 2,7%, innescata dalle voci su una uscita imminente dell'amministratore delegato Flavio Cattaneo in rotta con il primo azionista di Vivendi. Intanto nel week end il caso Cattaneo non ha preso una piega definita: alcune indiscrezioni riferiscono che da Vivendi non e' stata formulata una proposta per l'uscita, altre insistono sul prossimo arrivo di un nuovo top manager (Amos Genish) in Telecom che otterrebbe deleghe operative al momento in mano allo stesso Cattaneo. La "rottura" tra l'a.d. e Vivendi è stata innescata dalla questione degli investimenti per la banda ultra larga nelle aree a fallimento di mercato e dalle conseguenti critiche di Cattaneo ai bandi Infratel dedicati alla costruzione di questa infrastruttura che hanno portato a esplicite divergenze con esponenti del governo. Proprio il ministro dello sviluppo Carlo Calenda, che aveva risposto nelle settimane passate a Cattaneo, in un'intervista a Il Sole 24 Ore ha offerto due spunti di novita' alla vicenda: da una parte ha definito Cattaneo "un ottimo manager" mostrando la volontà di chiudere le polemiche sulla vicenda Infratel,
dall'altro si e' detto aperto a ragionare sulla costruzione di una società delle reti che quindi unisca Tim e Open Fiber. «Sono favorevole ad una società delle reti e non escludo che in un futuro anche prossimo se ne possa riparlare, ma deve esserci la volontà delle parti di farlo» ha detto.

Fuori dal Ftse Mib, chiude ancora in luce doBank dopo il brillante esordio a Piazza Affari di venerdi'. Acquisti su Salini Impregilo grazie alla nuova commessa in Usa per la controllata Lane. Bene Sias e Astm a due giorni dalla presentazione del nuovo piano al 2021.

Bene Renault su vendite I semestre. L'a.d. di Easyjet passa a Itv
Fiacco il comparto bancario e quello delle utility con A2a e Enel in calo. Tra gli istituti di credito soffrono Banco Bpm, Unicredit. Nel resto d'Europa si distinguono i minerari e le tlc, che sono i due comparti su cui si concentrano gli acquisti. A Parigi brilla Publicis così come Renault che chiude bene dopo aver confermato i target 2017 e aver annunciato vendite del primo semestre pari a 1,9 milioni di auto(+10,4%). Brillante Itv a Londra: il gruppo media ha nominato Carolyn McCall come nuovo amministratore delegato in arrivo da EasyJet. McCall, che ha diretto il gruppo editoriale Guardian Media prima di approdare a EasyJet, prenderà in mano il gruppo l'8 gennaio 2018.

Euro consolida sul dollaro: focus su Bce giovedì, inflazione rallenta

L'euro (segui qui l'andamento del cambio con il dollaro) consolida le posizioni nei confronti del dollaro e si mantiene al di sopra di quota 1,1450: i negoziati sull'uscita del Regno Unito dall'Unione europea e l'appuntamento di giovedì con la Bce sono i due temi al centro dell'attenzione degli operatori. Il cambio euro/dollaro si attesta a 1,146 dagli 1,1470 di venerdì quando il biglietto verde aveva aggiornato i livelli di dieci mesi fa sull'euro dopo i dati deludenti su inflazione e consumi giugno negli Stati Uniti. «L’inflazione di giugno ha, infatti, rallentato più delle attese, attestandosi all’1,6% (livello minimo da nove mesi). Negative anche le vendite al dettaglio risultate in calo per il secondo mese consecutivo - ricordano gli analisti Mps Capital Services - Quest’ultimo dato riduce la possibilità di un forte recupero del Pil nel II trimestre; a tal proposito segnaliamo che la Fed di Atlanta ha rivisto al ribasso al 2,4% dal 2,6% le stime su tale dato».

Intanto si conferma l'andamento lento dell'inflazione nella zona euro. Eurostat ha ribadito che il tasso di inflazione annuale a giugno è stato sceso all'1,3% dall'1,4% a maggio. Ad aprile era all'1,9%, a marzo all'1,5%, a febbraio
al 2%, a gennaio all'1,8%. A giugno 2016 era a 0,1% Nella Ue 1,4% dopo 1,6% a maggio (un anno prima era a 0,1%). In Italia il tasso di inflazione annuale a giugno era all'1,2%, in forte calo rispetto a maggio quando era arrivato a quota 1,6% dopo 2% ad aprile e 1,4% a marzo.

Il petrolio consolida i livelli di venerdì beneficiando ancora del rapporto dell'Agenzia internazionale dell'Energia diffuso giovedì che aveva segnalato un incremento della domanda nel secondo trimestre: il Wti agosto guadagna lo 0,2% a 46,63 dollari al barile, stesso movimento per il Brent a 49 dollari al barile nella consegna settembre.

Cina: crescita del II trimestre superiore agli obiettivi

Il Pil cinese è salito dell'1,7% congiunturale nel secondo trimestre e del 6,9% tendenziale. L'indicatore supera l'obiettivo di crescita del 6,5% in termini reali indicato da Pechino per il 2017.La produzione industriale in Cina e' salita del 7,6% tendenziale a giugno. Le vendite al dettaglio hanno mostrato un'accelerazione nello stesso mese con un aumento dell'11% rispetto al +10,7% di maggio.

BTp: chiude in calo a 165 punti lo spread col Bund, rendimento al 2,24%
Si riduce in avvio di settimana lo spread tra i titoli di Stato italiani e il Bund tedesco. Il differenziale di rendimento tra il benchmark decennale italiano (Isin IT0005240830) e il pari scadenza tedesco, dopo un'apertura stabile, ha infatti imboccato la via della discesa chiudendo a 165 punti base dai 170 punti della chiusura di venerdì. In calo anche il rendimento del decennale italiano al 2,24% dal 2,30% di venerdì.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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