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Europa in rosso con supereuro. Su Milano pesano Fca e banche

la giornata dei mercati

Europa in rosso con supereuro. Su Milano pesano Fca e banche

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Chiusura in rosso per le Borse del Vecchio Continente, con Piazza Affari zavorrata da banche e auto mentre a Wall Street il Dow Jones viaggia in territorio negativo. A Milano il FTSE MIBha terminato le contrattazioni in calo dell'1,10% e il Ftse All Share dell'1,01 per cento. Più contenuta la flessione di Londra, con Parigi in ribasso dell'1,57% e Francoforte maglia nera (-1,66%). La Borsa tedesca, alla luce della sua maggiore esposizione a titoli esportatori, più delle altre ha pagato il rafforzamento della moneta unica sul dollaro, arrivata ai massimi da gennaio 2015 dopo la riunione di ieri della Banca centrale europea. Mario Draghi ha confermato lo status quo, come era atteso, non dando però indicazioni sulle prossime mosse e rimandando all’autunno eventuali decisioni su aggiustamenti della politica monetaria. L’euro passa di mano a 1,1651 dollari (1,1667 in avvio e 1,1633 ieri sera), e a 129,564 yen (130,39 e 129,81), mentre il biglietto verde vale 111,20 yen (111,75 e 111,50). Debole il petrolio: in chiusura dei mercati europei il Wti consegna settembre perdeva l’1,6% a 46,18 dollari al barile, sulle preoccupazioni relative alla produzione dei Paesi Opec.

Wall Street debole, Ge ai minimi da ottobre 2015

La seduta a Wall Street è in calo ma, grazie ai recenti record, S&P 500 e Nasdaq si apprestano ad archiviare la terza settimana di fila in rialzo; il Dow Jones Industrial Average potrebbe unirsi a loro se solo saprà recuperare terreno. L'attenzione degli investitori è rivolta alle trimestrali societarie visto che l'agenda macroeconomica è scarna: in calendario è previsto solo il numero di trivelle petrolifere attive in Usa. General Electric soffre in avvio nonostante conti superiori alle stime degli analisti; pesano le parole del Ceo Jeff Immelt, che nella call ha fornito un outlook poco convincente. Il titolo ha di conseguenza aperto sui minimi dell'ottobre 2015: Immelt, che si prepara a cedere la guida della conglomerata a John Flannery, ha detto che la ripresa del mercato petrolifero e del gas è stata più lenta e volatile di quanto previsto; inoltre i consumatori stanno posticipando gli acquisti.

Vendite sul settore auto europeo, Fca in deciso calo

Tra i titoli, fortemente penalizzati dalle vendite quelli di Fca (-2,62% a 10,03 euro), in una seduta negativa per tutto il settore auto europeo, a partire dai titoli tedeschi, quando si rincorrono notizie di richiami di vetture con motori diesel e oggi Der Spiegel riporta che tra i costruttori tedeschi ci sarebbe stato un “cartello” dagli anni Novanta principalmente sulla riduzione delle emissioni inquinanti delle autovetture diesel.

Si scalda il dossier Abertis, Acs studia contro opa

Atlantia ha terminato le contrattazioni in ribasso dell'1,59% a 25,39 euro, nel giorno in cui è emersa la possibilità di una contro offerta su Abertis (+0,91% alla Borsa di Madrid). Prima dell'apertura del mercato Acs (che ha chiuso in ribasso del 6,35% a Madrid), guidata dal presidente del Real Madrid Florentino Perez, è uscita allo scoperto sul dossier Abertis. Su richiesta della Cnmv, la Consob spagnola, Acs ha annunciato che, «con riferimento a notizie apparse oggi sui giornali », la società «sta studiando, con l'assistenza di advisor esterni e senza aver posto la questione alla deliberazione del cda, una possibile
contro opa sulla società Abertis, pur non avendo ancora preso una decisione in merito».

«Acs è stata azionista di riferimento di Abertis fino al 2012 e fu coinvolta nell’operazione di fusione tra Abertis e Autostrade del 2006 (poi fallita) - ricordano gli analisti di una sim milanese - Dopo il comunicato di Aena», che due giorni fa si è chiamata fuori dalla partita, «la dichiarazione di Acs conferma che il successo del bid su Abertis da parte di Atlantia non è scontato - proseguono gli esperti - Crediamo tuttavia che le chance di Atlantia di chiudere con successo l’offerta a 16,5 euro rimangano elevate e che comunque difficilmente il gruppo entrerà in una guerra di prezzo con un eventuale competitor».

Banche sotto pressione, in vista azzeramento delle quote Atlante

Sul Ftse Mib è stato sotto pressione per tutto il giorno il comparto bancario con Bper (-2,68% a 4,72 euro) che ha subito le vendite più degli altri, seguita da Unicredit -2,02%, Banco Bpm -1,67%, Ubi Banca -1,29%, Mediobanca -1,25% e Intesa Sanpaolo -0,56 per cento. In vista dell'approvazione dei conti semestrali nei prossimi giorni, gli istituti di credito si apprestano ad azzerare il valore dell'investimento nel fondo Atlante I. Ieri la stessa Quaestio sgr, gestore del fondo, ha annunciato di aver abbassato dell'80% il valore delle quote e di avere allo studio la liquidazione di Atlante I. Dopo l'avvio della liquidazione della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, in cui il fondo aveva investito 3,4 miliardi, il valore di Atlante, I ha spiegato Quaestio, è determinato esclusivamente da quanto trasferito in Atlante II (circa 850 milioni). Negli ultimi mesi le banche italiane hanno progressivamente ridotto il valore della propria partecipazione ad Atlante, che con ogni probabilità sarà azzerata con la prossima trimestrale. Lo confermano gli analisti di una sim milanese, che definiscono «attesa» la svalutazione operata da Quaestio e «incorporata nelle stime del secondo trimestre 2017 delle banche che ci attendiamo svalutino interamente la quota in Atlante I».

Telecom ancora sotto i riflettori, incertezze sul futuro di Cattaneo

Ha resistito in terreno positivo Poste Italiane (+1,01% a 6,025 euro), con Telecom Italia (-0,43% a 0,8125 euro) ancora sotto i riflettori in una seduta in cui ha più volte cambiato direzione, sulle rinnovate indiscrezioni di un addio entro la fine del mese dell’amministratore delegato, Flavio Cattaneo. Intanto è scattato il conto alla rovescia per la pubblicazione della semestrale, che verrà approvata dal cda di giovedì. Mercoledì il numero uno di Telecom terrà a Milano una conferenza stampa dal titolo ‘Qualità a 360 gradi: novità tecnologiche, servizi innovativi e contenuti esclusivi per i clienti TIM’, il che deporrebbe a favore della sua permanenza nella plancia di comando del gruppo di tlc. Del resto lo stesso Cattaneo ha di recente ribadito che il suo mandato scadrà nel 2020. In più, se verrà allontanato prima, avrà diritto a oltre 50 milioni tra stipendio, bonus e buonuscita, alla luce dei risultati di miglioramento registrati da quando è alla guida della compagnia. Soldi che ad ogni modo il gruppo di tlc pagherà nel 2020. D’altra parte la frattura dell’ad con l’azionista di riferimento Vivendi, soprattutto dopo i toni accesi che ha assunto nella deposizione in Parlamento su Infratel e contro le decisioni governative, continuano ad alimentare il timore che alla fine il manager uscirà dal gruppo.

Dopo la chiusura della Borsa, Telecom Italia ha comunicato che sono in corso di convocazione il comitato nomine e remunerazioni, nonché, a seguire, il consiglio di amministrazione, con all’ordine del giorno l’esame della proposta di definizione consensuale dei rapporti fra la società e e l'amministratore delegato Flavio Cattaneo. È previsto che le riunioni si terranno il prossimo lunedì 24 luglio.

Esordio positivo per la matricola Sprintitaly

Ha chiuso con un progresso del 3,87% a 10,21 euro la debuttante di oggi sul mercato Aim, Sprintitaly. Per la Spac sono stati collocati titoli per 150 milioni, a fronte di una richiesta di 200 milioni. Il presidente, Gerardo Braggiotti, ha dichiarato, durante la cerimonia di quotazione: «Le richieste hanno raggiunto 200 milioni di euro per cui, avendo collocato azioni per 150 milioni, siamo andati al riparto. La risposta è andata oltre le nostre attese». Gli investitori presenti nel capitale sono circa 400, ha rivelato ancora Braggiotti. L'identikit dell'azienda con cui si combinerà la spac è stato indicato da Eugenio Morpurgo, a.d. e socio fondatore di Fineurop Soditic, uno dei promotori di SprintItaly. «L'azienda target dovrà essere un’eccellenza del Made in Italy che apparterrà ai settori o della meccanica di precisione, o della chimica o del settore farmaceutico o alimentare - ha spiegato Morpurgo - Di sicuro saranno escluse le aziende appartenenti ai settori del real estate, delle energie alternative, le società finanziarie pure e di trading di materie prime, quelle che operano nel setore dei giochi o che sono legati a concessioni statali».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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