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Atene piazza i bond quinquennali a un rendimento del 4,62%

Tsipras: il peggio è alle spalle

Atene piazza i bond quinquennali a un rendimento del 4,62%

Il premier  greco Tsipras e il Commissario Ue agli affrai economici Pierre Moscovici (Afp)
Il premier greco Tsipras e il Commissario Ue agli affrai economici Pierre Moscovici (Afp)

Atene ha piazzato obbligazioni quinquennali per tre miliardi di euro a un rendimento del 4,625%, meno di quanto venne venduto l’ultima emissione di bond nel 2014 che aveva un rendimento del 4,9 per cento.
Un livello che ha consentito al primo ministro Alexis Tsipras di sostenere che la Grecia è finalmente sulla strada del ritorno alla normalità economica dopo sette anni di crisi, tre piani di salvataggi internazionali e un braccio di ferro nel luglio del 2015 che ha portato il paese a un soffio dall’uscita dall’euro.

Nel suo primo tentativo di tornare al mercato obbligazionario dopo tre anni di assenza e l'introduzione sui conti correnti dei controlli sui capitali in seguito alla sua crisi del debito, la Grecia ha invitato i titolari dei suoi prestiti obbligazionari pari a 3 miliardi di euro che oggi viaggiano al 4,75 di rendimento con scadenza al 2019 di consegnarli e usarli con un concambio a un valore di 102,6 per acquistare altri bond a cinque anni. Il rendimento obbligazionario si muove inversamente al prezzo, quindi una maggiore rendimento significa che il bond è visto dagli investitori come più rischioso dai mercati.

La Grecia ultimamente ha fatto due emissioni nel 2014, un anno prima che giungesse al potere il primo ministro Alexis Tsipras. Successivamente Tsipras ha firmato dopo un duro braccio di ferro con la troika (Ue, Bce e Fmi), un nuovo salvataggio, il terzo dal 2010. Il mese scorso il paese ha concluso una seconda revisione del piano di salvataggio e i suoi finanziatori hanno sborsato una tranche di aiuti e promesso qualche alleggerimento del debito (debt relief) che viaggia al 179% del Pil al termine del piano che si concluderà nel 2018. La Grecia ha dato mandato alla francese Bnp Paribas, alle tre americane Citigroup Global Markets, Goldman Sachs e Merrill Lynch, alla tedesca Deutsche Bank e all'inglese Hsbc di gestire l'operazione di collocamento.

Il rendimento del quinquennale rispetto al 3,5% del due anni, riflette il fatto che la Grecia è ancora considerata a rischio sebbene paese dell’eurozona ma con qualche maggiore probabilità che forse non avrà bisogno di un quarto accordo di salvataggio. Il Governo Tsipras, in sella dal gennaio 2015, dopo aver sconfitto l’ex premier Antonis Samaras di Nea Demokratia, spera nella possibilità che un alleggerimento del debito (debt relief) sia più vicino visto che è riuscito a tornare sul mercato a un rendimento comunque accettabile.

Un rapido sguardo ai paesi vicini può aiutare a comprendere la situazione del debito sovrano ellenico: i titoli quinquennali del Portogallo attualmente sono scambiati con un rendimento dell'1,15%, mentre quello italiano è allo 0,75% e la Spagna allo 0,30 per cento.

Altri analisti sono più cauti sulle prospettive del Paese e pensano che questo prezzo non rifletta pienamente la rischiosità della Grecia che, ad esempio, resterà ancora esclusa per molto tempo dal Quantitative easing della Bce.

L’entusiasmo di Moscovici - Siamo di fronte a un «miglioramento spettacolare» che permette alla Grecia di «tornare gradualmente» sul mercato. Il commissario europeo per gli affari economici Pierre Moscovici si è felicitato con Atene per il miglioramento della situazione economica nel giorno in cui il Paese è tornato sul mercato obbligazionario dopo tre anni. «Vorrei oggi mandare un messaggio: vediamo un notevole miglioramento della situazione in Grecia» ha detto Moscovici, citato in un comunicato della presidenza, in un'intervista con il presidente della Grecia Prokopis Pavlopoulos.

Il Commissario Ue ha inoltre accolto con favore l'accordo della scorsa settimana del Fondo Monetario Internazionale, che si è detto disposto a partecipare al programma greco in corso fino a luglio 2018 nel momento in cui ci sarà un debt relief, cioè un alleggerimento del debito che attualmente corre al 179% del Pil.

Tsipras: il peggio è alle spalle
Alexis Tsipras può finalmente dirlo: per la Grecia «il peggio della crisi è ora chiaramente alle nostre spalle». Il premier greco lo ha detto al britannico Guardian in un'intervista esclusiva, nella quale spiega che «ora possiamo dichiarare con certezza che l'economia è in risalita. Piano piano, quello che nessuno credeva potesse accadere invece accadrà: porteremo il Paese fuori dalla crisi...e alla fine il giudizio sarà dato su questo».

Un primo miracolo, ricorda il Guardian, è già il fatto che un ex giovane comunista come Tsipras, eletto premier con l'estrema sinistra di Syriza, dopo aver ingaggiato un clamoroso braccio di ferro con l'Ue, sia il primo ministro da più a lungo al potere dall'inizio della crisi, quasi dieci anni fa. Due anni e mezzo
al potere durante i quali, ricorda il giornale, ha subito le critiche da due parti, anche dalla piazza, dalla sua stessa gente: «Una cosa che mi ha fatto male», confessa il 42/enne capo del governo di Atene.

«Quando arrivai in questo ufficio, non avevo alcuna esperienza - ammette - né un'idea di quanto sarebbero state grandi le difficoltà giorno per giorno. Ora - aggiunge - penso di avere un quadro molto differente da quello che mi ero fatto
all'inizio”. Tsipras infine riconosce di aver fatto “sbagli, anche grossi», dei quali il più grosso potrebbe essere “l'aver messo persone sbagliate nei posti sbagliati». Quanto al controverso Yanis Varoufakis ministro dell'economia, Tsipras
dice che «è stato l'uomo giusto» per la strategia iniziale di «collisione» con l'Europa e i creditori.

Tsipras ha assicurato che l'impegno di Atene per l’euro e che l'Unione europea non ha mai vacillato, anche nei momenti più acuti della crisi. «Lasciare l'Europa e dopo dove vai, in un'altra galassia? La Grecia è parte dell'Europa», ha dichiarato. «Per tutto questo tempo siamo stati nella continua ricerca di un compromesso tra il nostro piano e il memorandum delle condizioni di salvataggio», ha poi continuato il premier greco, insistendo che mentre la supervisione continuerà fino alla scadenza del piano attuale di salvataggio, i prossimi 12 mesi sanno più facili. «La grande svolta arriverà nel mese di agosto 2018, quando, dopo otto anni, usciremo dal programma e dal controllo internazionale. Nel clima negativo che prevale oggi, è qualcosa che il greco medio ancora non riesce a credere».

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