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Trimestrali e Pil Usa pesano sulle Borse. Saras giù del 12% dopo…

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Trimestrali e Pil Usa pesano sulle Borse. Saras giù del 12% dopo i conti

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Chiusura in deciso ribasso per le principali borse europee che hanno risentito dei conti trimestrali poco convincenti riportati nei giorni scorso da alcuni gruppi di primo piano come Luxottica ed Essilor oltre che delle difficoltà di Wall Street, dove sia il Dow Jones che il Nasdaq sono sotto la soglia della parità. A penalizzare gli indici americani sono i risultati deludenti riportati da Amazon e la diffusione della stima preliminare del pil, cresciuto nel secondo trimestre del 2,6% rispetto ai primi tre mesi ma di un decimo inferiore alle stime degli analisti. A Milano il Ftse Mib ha chiuso in ribasso dello 0,94% mentre il Ftse All Share ha ceduto lo 0,92%. Fra i titoli da segnalare il capitombolo di Saras (-12,61% dopo i conti trimestrali) e di Alfio Bardolla, il gruppo di trading che ha ceduto il 13,04% nel suo primo giorno di trading. In difficoltà anche Luxottica Group che ha lasciato sul terreno il 3,62% dopo la pubblicazione dei conti lunedì.

Usa, +2,6% Pil II trimestre (lettura preliminare), sotto le stime

L'economia americana è cresciuta nel secondo trimestre a passo leggermente più lento rispetto alle aspettative, ma comunque ha accelerato rispetto al primo trimestre. E' quanto emerge dalla lettura preliminare del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano, secondo cui il Pil è cresciuto del 2,6%, contro l'1,2% del primo trimestre (rivisto al ribasso dal +1,4% del dato finale). Il dato è peggiore delle previsioni degli analisti, che attendevano una crescita del 2,7%.

A Piazza Affari tonfo di Luxottica sui dati Essilor

Le vendite hanno colpito Luxottica Group in scia ai conti deludenti di Essilor e del taglio delle previsioni per l'intero anno nella parte bassa della forchetta. Male anche Stmicroelectronics, in linea con il settore in Europa. Giù anche Leonardo - Finmeccanica, che ha chiuso il trimestre in linea con il consensus. Nessuna novità sostanziale dalla call con gli analisti del nuovo ceo, Alessandro Profumo, che ha annunciato un nuovo piano per il 2018 senza stravolgimenti. Ha preso la via del ribasso Italgas dopo un avvio in rialzo e dopo i dati diffusi stamattina migliori delle attese.

Pioggia di vendite su Saras (-12,6%) conti semestrali deludono attese
I risultati semestrali al di sotto delle attese hanno penalizzato Saras che ha chiuso la seduta di Piazza Affari in forte calo (-12,6%) a 1,94 euro. Sui risultati, ebitda e utile ha inciso l'andamento del segmento raffinazione.
L’ebitda comparable di gruppo è pari a 253 milioni, in calo rispetto ai 293,2 milioni del primo semestre 2016, mentre l’ebitda reported di gruppo è stato pari a 141,3 milioni rispetto ai 335 del primo semestre dell’esercizio 2016, con la differenza quasi interamente ascrivibile al segmento Raffinazione che ha operato in un contesto di mercato meno favorevole ed è stato influenzato dal deprezzamento degli inventari petroliferi (a fronte di un calo nell’ultima parte del semestre delle quotazioni del grezzo e dei prodotti raffinati), che al contrario si erano apprezzati nello stesso periodo dell’anno precedente. A partire dal primo semestre del 2017, ha spiegato l'azienda, sono state apportate modifiche alle modalità di determinazione dei risultati “comparable” rispetto al passato. Pertanto, al fine di garantire la comparabilità con il passato, spiegano, i risultati del primo semestre sono stati riclassificati e messi a confronto con quelli precedentemente determinati. Il risultato netto reported è quindi pari a 54,5 milioni, in netta flessione rispetto ai 129,5 milioni conseguiti nel primo semestre dell’esercizio 2016, mentre l’utile netto comparable che si è attestato a 110 milioni, in aumento del 5% sul primo semestre 2016.

Volano Prelios ed Exprivia

Giornata sugli scudi per Prelios ed Exprivia. Il primo ha guadagnato l'11,03% sulla scorta della controfferta d'acquisto dei cinesi di Cefc, che supera del 10,48% quella di Burlington. Il gruppo cinese ha annunciato di aver presentato, attraverso una controllata italiana, una controfferta per acquistare il 44,86% del gruppo italiano di asset management, offrendo un prezzo di 0,116 euro per azione, che incorpora appunto un premio del 10,48% rispetto al prezzo offerto da Burlington.
Exprivia ha invece terminato con un guadagno monstre del 16,79% dopo aver annunciato che acquisira' una quota dell'81% del capitale di Italtel per 25 milioni di euro.

Saipem festeggia in Borsa il nuovo contratto da 900 mln dlr in Egitto

Acquisti su Saipem i in un contesto positivo per i petroliferi con il greggio sui massimi da 8 settimane. A favorire gli acquisti sul titolo, un nuovo contratto offshore per le attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione da 900 mln di dollari per la «Optimised Ramp Up phase» del progetto di sviluppo del campo gas di Zohr, il giacimento situato nel Mar Mediterraneo al largo delle coste egiziane. Il contratto è stato acquisito da Petrobel, una jv tra Eni ed Egyptian General Petroleum Corporation. I lavori inizieranno a luglio 2017 ed è previsto che si concludano entro fine 2018.. Per gli analisti di Equita si tratta di una «notizia positiva: il contratto rappresenta il 10% circa della raccolta ordini attesa nel 2017, e aumenta la visibilità sui numeri 2018. La raccolta ordini ad oggi per l'anno è ora pari a 2,9 miliardi rispetto a una nostra stima per l'intero anno di 7,4 mld».

Scivolone per Alfio Bardolla nel giorno del debutto, -13%
Non è stato decisamente fortunato l'esordio di Alfio Bardolla, la società di formazione finanziaria, sul mercato Aim. Nel suo primo giorno di contrattazioni, i titoli del gruppo, dopo un avvio già difficile che li ha visti perdere nelle prime battute il 4% hanno terminato in calo del 13,04% a 3,6 euro contro i 4,15 del collocamento. La società è una delle più piccole quotate su Aim, con una capitalizzazione che in chiusura di seduta era pari a 9,22 milioni. In Borsa è stato collocato il 17,3% del capitale dell'azienda, per un incasso di 3,1 milioni di euro. Soldi che serviranno alla società di training finanziario per crescere in Italia, ma soprattutto all'estero, dove l'azienda vuole riproporre lo stesso progetto di business.

Dollaro sempre debole, petrolio risale. Spread chiude a 158 punti

Sul fronte dei cambi, l'euro ha chiuso a 1,1754 contro 1,1668 ieri sera mentre il cross con lo yen è fissato a 130,17, pressochè invariato rispetto all’ultima rilevazione di ieri. Dollaro/yen a 110,73. Il petrolio, dopo aver perso quota in mattinata, ha ripreso a salire: il wti, contratto con consegna a settembre ha guadagnato l’1,26%, portandosi a 49,66 dollari al barile. Sul fronte delle obbligazioni, il rendimento dei Btp a dieci anni è salito a 2,13 punti mentre lo spread si è attestato a 158 punti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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