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L’euro ancora su, supera quota 1,18 sul dollaro. Borse…

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L’euro ancora su, supera quota 1,18 sul dollaro. Borse deboli, Milano sale con le trimestrali

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Il calo della disoccupazione all'11,1% ha sostenuto Piazza Affari, che ha chiuso la seduta mettendo a segno la migliore prestazione tra le principali Borse europee. Il FTSE MIB ha comunque chiuso con un modesto rialzo, pari allo 0,26%, sostenuto anche dall'accoglienza positiva dei conti trimestrali di alcune big, tra cui Telecom Italia (+1,93%), A2a (+1,41%) e Italgas (+2,02%). Ancora in calo invece Luxottica Group (-3,32%), che rimane penalizzata dai conti inferiori alle previsioni annunciati la settimana scorsa dalla francese Essilor. Al di fuori del Ftse Mib si è messa in luce Carige (+10,72%) dopo che il nuovo a.d. Paolo Fiorentino ha annunciato il nuovo piano di vendita asset.

Sul mercato dei cambi, l'acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Russia ha penalizzato il dollaro: l'euro ha superato quota 1,18 dollari ed è indicato a 1,1813 (1,1755 venerdì in chiusura) dopo aver toccato un nuovo massimo dal gennaio 2015 a 1,1832. La moneta unica vale anche 130,24 yen (130,14), mentre il rapporto dollaro/yen è a 110,45 (110,71).

Piaggio corre spedita dopo conti e outlook

Solida performance per Piaggio. Venerdì la società ha riportato risultati trimestrali leggermente migliori delle attese a livello di vendite ma con un livello di marginalità operativa più forte del previsto, con un margine Ebitda del 17.5% rispetto a stime di poco sopra il 16%. Superiore alle stime anche l'utile netto riportato, che è stato di 19,7 milioni. Secondo gli analisti di una sim milanese, sono positive anche le indicazioni fornite durante la conference call di venerdì dal management con il mercato europeo atteso in ulteriore crescita su base annua nei prossimi mesi. Previsto anche un ulteriore miglioramento della marginalità grazie a leva operativa in Europa e maggiori efficienze produttive.

Saras poco mossa dopo lo scivolone di venerdì
Appena sopra la parità Saras dopo lo scivolone del 12,6% accusato venerdì sulla scia la pubblicazione di dati semestrali che hanno deluso le attese degli analisti. Secondo quanto comunicato venerdi dal gruppo, su risultati, ebitda e utile ha inciso nel primo semestre l'andamento del segmento raffinazione che ha operato in un contesto di mercato meno favorevole ed è stato influenzato dal deprezzamento degli inventari petroliferi. Secondo gli analisti di Equita, tuttavia, nonostante un secondo trimestre sotto le attese, «lo scenario di raffinazione rimane favorevole visto l'ulterore rafforzamento del margine benchmark, sostenuto recentemente non solo da fuel oil ma anche da diesel e benzine, la ripresa delle esportazioni libiche, i segnali sulle scorte di raffinati americani e l'assenza di manutenzione programmate». «Per questo motivo - conclude la nota di Equita - nonostante il debole 2Q, confermiamo un Ebitda intorno a 515 mn, di cui 290 mn dalla raffinazione. Riduciamo le stime 2018 del 2% per incorporare il cambio corrente (1.16) e la valutazione del 7% a 2,34».

Fincantieri in luce, attesa per incontro Le Maire-Padoan-Calenda

Fincantieri ha tentato un cauto recupero in attesa del primo incontro previsto per domani a Roma fra il ministro dell'economia francese Bruno Le Maire e i rappresentanti del governo italiano, nelle persone del ministro dell'economia Pier Carlo Padoan e di quello dello sviluppo economico Carlo Calenda. Le posizioni al momento appaiono tuttavia difficilmente conciliabili. Mentre la Francia vuole un controllo paritetico dei cantieri di Saint Nazaire offrendo in cambio una partnership estesa anche al campo della nautica militare oltre che di quella civile, da parte italiana si riafferma la volontà di veder rispettate le condizioni concordate con il governo precedente, e cioè quelle che prevedono che Fincantieri arrivi nel tempo ad avere un controllo di maggioranza sul gruppo.

Intanto va registrata la presa di posizione del segretario del Pd Matteo Renzi secondo cui «ciò che sta facendo Macron era previsto e prevedibile: sta facendo l'interesse del suo Paese, io non ho nulla contro di lui. Il punto è che in Europa occorre andarci a gomiti larghi, sulla questione migranti e non solo».

Male Prelios dopo il no ai cinesi, scende ancora Alfio Bardolla

Male Prelios dopo la decisione degli azionisti di rifiutare l'offerta d'acquisto maggiorata dei cinesi di Cefc (offerta tuttavia considerata non abbastanza sicura dal punto di vista delle garanzie) a favore di quella messa sul tavolo da Burlington. Continuano a Piazza Affari le difficoltà di Alfio Bardolla. Dopo aver ceduto il 13% nel suo primo giorno di contrattazioni venerdì, il gruppo di trading questa mattina ha lasciato sul terreno un ulteriore 9,72%.

I big del tabacco temono le mosse Fda, deboli le compagnie aeree

Nel resto d'Europa, a Parigi hanno perso terreno, oltre a Essilor (-4,03%), anche Legrand (-4,48%) e Airbus (-2,46%). A Londra hanno chiuso in netto calo i big del
tabacco: gli investitori sono preoccupati dall'annuncio della Food and Drug Administration americana che punta a imporre una riduzione dei livelli di nicotina nelle sigarette: Imperial Brands ha perso il 5,9% e British american tobacco il 4,97%. Male anche Rolls Royce (-4,41%) e le compagnie aeree (-3,06% Easyjet, -2,61% Iag). A Francoforte bene le utilities (+1,74% Rwe, +1,22% Eon), mentre ha perso il 2,08% Deutsche Bank.

Petrolio in calo, spread sui minimi dell'anno a 155 punti

Per quanto riguarda le materie prime, in calo il prezzo del petrolio: il future settembre sul Wti cede lo 0,6% a 49,42 dollari al barile, mentre l'analoga consegna sul Brent segna -0,13% a 52,45 dollari. Sull'obbligazionario, lo spread BTp-Bund è tornato sui minimi dell'anno fatti segnare la settimana scorsa. Il differenziale di rendimento tra il benchmark decennale italiano e il pari scadenza tedesco si è infatti attestato a 155 punti base dai 159 punti della chiusura di venerdì. In calo anche il rendimento dei decennali
italiani mostrano tassi al 2,09%, dal 2,13% di venerdì.

Stabile l'inflazione, cala la disoccupazione in Europa

Il tasso di disoccupazione nell'eurozona è sceso a sorpresa in luglio al 9.1% dal 9,2% del mese precedente, toccando in livello più basso dal febbraio del 2009. Sempre in luglio l'inflazione nell'eurozona è invece rimasta invariata all'1,3%, un livello che rimane ancora lontano dall'obiettivo di medio termine della Bce di un'inflazione vicina ma sotto il 2%. Alla banca centrale europa rimane dunque ancora spazio per continuare nell'attuale politica monetaria ultra-accomodante con l'acquisto di bond fino almeno alla fine dell'anno. A livello italiano, la disoccupazione è scesa in luglio di due decimi all'11,1% mentre l'inflazione si è attestata all'1,1% su base annua, in calo rispetto all'1,2% del mese precedente ma sopra le attese degli analisti ferme a un tasso dell'1 per cento.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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