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Anima-Bpm, si stringe su Aletti

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Anima-Bpm, si stringe su Aletti

Diplomazie al lavoro per chiudere in settimana l’accordo tra BancoBpm e Anima holding per la cessione a quest’ultima di Aletti Gestielle. La situazione da più parti viene definita «fluida», e secondo quanto risulta da più parti in settimana l’Sgr potrebbe formalizzare una nuova offerta, giusto in tempo per il cda del BancoBpm che venerdì esaminerà la semestrale ma dovrebbe anche chiudere (in un senso o nell’altro) su Aletti.

La banca intende valorizzare la fabbrica prodotto in tempi brevi, l’Sgr ha tutto l’interesse a crescere di volume, ma finora le posizioni dei due interlocutori erano lontane nel prezzo, che oltre ai 18 miliardi di masse sarebbe legato al prolungamento dell’accordo di distribuzione con la terza banca italiana, che oggi scade nel 2030 ma potrebbe essere esteso fino al 2040. Un recente report di Intermonte, basato sui multipli applicati da Amundi sul deal Pioneer, situava intorno a 630 milioni il valore di Aletti (510 per le masse, 124,5 per il prolungamento dell’accordo), ma a quanto pare la banca intenderebbe incassarne cash almeno 700. Mediobanca, che affianca Anima, e Barclays, advisor di Piazza Meda, hanno intensificato i contatti negli ultimi giorni per avvicinare le parti, e rumors di mercato danno per possibile l’accordo in settimana: «Riteniamo plausibile un prezzo nell’ordine di 700-750 milioni di euro e quindi pensiamo che Anima non abbia problemi a superare il prezzo minimo che Banco Bpm si aspetta dal deal, ovviamente purché accompagnato da un solido accordo di distribuzione», commentava Equita Sim nei giorni scorsi.

L’operazione, destinata a chiudersi entro la fine dell’anno, rappresenterebbe solo il primo passo di un progetto che mira a sviluppare intorno ad Anima il terzo polo del risparmio: come anticipato da Il Sole il 9 luglio scorso, successivamente è previsto il conferimento da parte di Poste di BancoPosta Fondi, che proietterebbe anima verso i 180 miliardi di masse, contro i 75 attuali. In parallelo è previsto un riassetto nell’azionariato con l’ingresso di Cdp e l’alleggerimento di Poste.

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