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I CONTI DELLE BANCHE

Intesa: utile del semestre a 1,7 miliardi. Messina: «Nessuna acquisizione nel nuovo piano»

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Il bonifico da 3,5 miliardi del Tesoro per Popolare di Vicenza e Veneto Banca, giunto proprio in chiusura del trimestre, fa balzare a 5,2 miliardi l’utile netto di Intesa Sanpaolo della prima metà dell’anno. Ma è un effetto ottico, o prettamente contabile: al netto di questa posta straordinaria, che dovrebbe essere in gran parte erosa dai costi di integrazione (ripatrimonializzazione asset in ingresso e copertura esuberi), i profitti del primo semestre sono pari a 1,738 miliardi, con un contributo del secondo trimestre pari a 837 milioni, superiore alle stime degli analisti.

Dividendi per 3,4 miliardi quest’anno
Il giro di boa dell’anno si chiude dunque con un risultato in linea con i 3,4 miliardi di dividendi promessi dal ceo Carlo Messina. Con gli 1,7 miliardi di utili siamo a metà strada, ma nel secondo semestre - ricorda la banca - ci saranno gli 800 milioni di plusvalenza derivanti dalla cessione della piattaforma di negoziazione All funds, che nei fatti allungheranno la coperta.

Non a caso il comunicato della banca specifica che i 10 miliardi di cedole del periodo 2014/17 sono confermati, compresi dunque i 3,4 miliardi che restano per l'esercizio in corso.

Verso il nuovo piano

Con il 2017 si chiude il primo piano d’impresa quadriennale elaborato da Carlo Messina, al timone da ottobre 2013, e già si guarda al prossimo atteso per inizio 2018: «Voglio usare la seconda parte di quest’anno per creare le condizioni per una redditività ancora migliore nel nuovo business plan», ha detto il manager presentando i conti agli analisti, escludendo la possibilità di un «extra dividendo» in questo esercizio. E sempre a proposito del piano, Messina ha puntualizzato che «non ci sarà alcun progetto di acquisizione, neanche nel wealth management».

L’acquisizione delle due venete

I conti presentati oggi sono i primi dopo l’acquisizione di Popolare Vicenza e Veneto Banca. Messina non si è sbilanciato sull’impatto - sia in termini di ricavi che di profitti - ma ha anticipato che i contributi sulla redditività di gruppo sono attesi già nel 2018. «In assenza del nostro intervento» sulle banche venete «le conseguenze di un fallimento dei due istituti avrebbero riguardato non solo il tessuto produttivo di un'area caratterizzata da grande forza ma investito anche l'intera economia del Paese», ha ribadito poi il manager.

I risultati per area
Tornando ai dati della trimestrale approvata stamattina dal consiglio che si è riunito a Milano, i proventi operativi sono pari a 4,34 miliardi (leggermente migliori delle stime raccolte da Bloomberg, che si fermavano a 4,32) con le commissioni (1,89 miliardi) superiori al margine d'interesse (1,81) e le rettifiche sui crediti sono di 737 milioni, contro i 707 attesi. Dal punto di vista patrimoniale, il Common equity ratio è al 12,5% (12,7% a fine 2016).

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