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Wall Street dà la carica ma l'euro forte tiene giù…

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Wall Street dà la carica ma l'euro forte tiene giù l'Europa. Milano -0,18%

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Chiusura debole per l'Europa al termine di una seduta volatile che ha visto l'euro rafforzarsi ancora sul dollaro e il Dow Jones a Wall Street sfondare per la prima volta la soglia dei 22mila punti in avvio. A dare la spinta alla Borsa Usa soprattutto la favorevole accoglienza che il mercato ha riservato ai conti di Apple. Il gigante di Cupertino, nella notte italiana, ha reso noto di aver chiuso il terzo trimestre dell'anno fiscale 2016/2017 con utili e ricavi in rialzo e oltre le attese degli analisti. Intanto, mentre il Dow Jones ha perso un po' dello slancio iniziale, a Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,18% e il Ftse All Share dello 0,17 per cento. In rosso anche Parigi (-0,39% il Cac40), Francoforte (-0,57% il Dax30) e Londra (-0,16% il Ftse100).

Euro si rafforza ancora, saldamente sopra 1,18 dollari

Sul mercato dei cambi la moneta unica passa di mano a 1,1860 dollari (1,1825 in avvio e 1,1802 alla vigilia), e a 130,97 yen (130,94 e 130,07), quando la divisa statunitense vale 110,41 yen (110,70 e 110,23), in una giornata in cui sul fronte macro sono state diffuse le cifre sul mercato del lavoro di luglio del settore privato calcolati da Adp, preludio al dato in programma venerdì che verrà comunicato dal Dipartimento del Lavoro. Secondo l'agenzia, il mese scorso sono stati creati 178.000 posti di lavoro, mentre le stime erano per un rialzo di 180.000. Nel dettaglio, le piccole aziende hanno creato 50.000 posti di lavoro, quelle medie 83.000 e quelle grandi 45.000. Per il dato sull'occupazione di venerdì, gli analisti attendono un tasso di disoccupazione in calo dal 4,4% al 4,3% e la creazione di 180.000 posti di lavoro, dopo i 222.000 del mese precedente. Intanto in Europa i prezzi alla produzione industriali sono scesi nella zona euro dello 0,1% rispetto al mese precedente, mentre sono saliti del 2,5% su base annua.

A Milano in evidenza Generali dopo i conti

Tra i titoli, in evidenza Generali(+2,8%), dopo la pubblicazione dei risultati semestrali e quando si riaccendono speculazioni sulla possibile cessione da parte di Mediobanca (+0,97%) di una quota maggiore di quella prevista. Piazzetta Cuccia ha già annunciato la discesa dal 13% al 10% del Leone di Trieste e potrebbe scendere anche di più, anche se gli analisti di Equita si sono mostrati scettici su questa possibilità. In base a indiscrezioni di stampa c'è sul tavolo un progetto per separare Unicredit, Mediobanca e Generali tra loro intrecciate da un ordito di partecipazioni: Unicredit, infatti, detiene l’8,6% di Mediobanca che a sua volta è il primo azionista di Generali con una partecipazione del 13 per cento. L’istituto guidato da Jean Pierre Mustier potrebbe vendere le azioni di Mediobanca e quest’ultima potrebbe a sua volta dimezzare la quota nel Leone di Trieste. Il numero uno del gruppo assicurativo, Philipp Donnet, si è limitato a dire: «Non commento gli articoli di stampa. Mi risulta che Generali, Mediobanca e Unicredit sono già aziende separate, quindi non vedo nessuna novità». Quanto alla semestrale, il gruppo di Trieste ha chiuso il primo semestre con un utile netto in crescita del 3,7% a 1,221 miliardi di euro, grazie alla «positiva performance in tutti gli ambiti di operatività». Il dato è superiore alle attese degli esperti. Equita, ad esempio aveva messo in conto un risultato netto attorno a 1,16 miliardi di euro. Gli esperti, comunque, hanno confermato la raccomandazione di Hold. Sono più positivi invece gli analisti di Kepler Cheuvreux, che hanno consigliato un 'Buy' sui titoli del Leone di Trieste, con target di prezzo a 17 euro.

Ferrari fanalino di coda del Ftse Mib

Segno opposto per Ferrari (-3,4%), zavorrata dai realizzi dopo aver toccato i massimi nei giorni scorsi, nel giorno della pubblicazione dei risultati del primo semestre dell'anno. I conti hanno evidenziato un +43% dell'utile adjusted ma il mercato sembra deluso dalla mancata revisione al rialzo dei target per l'intero anno, atteso da alcuni analisti. Nel corso della conference call con gli analisti il ceo del Cavallino Rampante, Sergio Marchionne, ha annunciato che il nuovo piano verrà presentato entro il primo trimestre 2018, spiegando che è possibile raddoppiare i livelli di produzione a Maranello e che si possono superare le 10mila unità prodotte. «Non è la fine del mondo superare quota 10mila», ha affermato Marchionne, per il quale «quota 10mila definisce un costruttore di piccoli volumi. Bisogna essere molto cauti una volta superato questo livello, vi mostrerò cosa succede con un portafoglio (di modelli) modificato all'investor day a inizio 2018.». Marchionne ha aggiunto che superare il livello di 10mila unità «è una conseguenza (dell'ampliamento dei modelli), significa che divento come gli altri costruttori». E su questo ha specificato che un nuovo modello «non sarà costruito per competere con Porsche, è una macchina che non esiste oggi. La nostra maggiore sfida è trovare un modo per equilibrare la forza del brand senza perdere l'esclusività». Deboli anche i titoli Salvatore Ferragamo (-3%), Buzzi Unicem (-2,35%), e Banca Generali (-2,04%).

Atlantia approva l'aumento di capitale per l'opa su Abertis

Atlantia ha chiuso con un progresso di mezzo punto percentuale nel giorno in cui l'assemblea degli azionisti ha approvato un aumento di capitale da quasi 3,8 miliardi di euro finalizzato all'opa sulla spagnola Abertis. Il ceo della società ha spiegato che, a seguito dell'opa su Abertis, Atlantia stima un potenziale di «crescita del dividendo per azione fino al 30% già dal primo anno in aggiunta all'attuale politica dei dividendi» per 5 anni a venire.

Stm in luce grazie a Apple, uno dei suoi principali clienti

Bene anche Stm (+0,90%), sostenuta dai conti di Apple, di cui è uno dei fornitori. Apple non solo ha battuto le attese con i conti del suo terzi trimestre fiscale, terminato lo scorso primo luglio, ma tutto sommato ha evidenziato una guidance per il quarto trimestre superiore alle attese con ricavi attesi attorno a 50,5 miliardi di dollari, conto i 49,1 miliardi attesi. «A nostro avviso la notizia è positiva per St e supporta le recenti indicazioni di un fatturato 2017 di circa 8 miliardi, nella parte alta del range di previsioni fornito dal management lo scorso maggio», hanno commentato gli analisti di Equita, pur confermando la raccomandazione di 'Hold'. Apple nel 2018 dovrebbe diventare il primo cliente di St, grazie al contributo dei nuovi sensori.

Il petrolio volatile dopo le scorte Usa

Infine, il petrolio è tornato a salire dopo una prima reazione negativa ai dati sulle scorte Usa. Il contratto sul Wti consegna settembre sale dello 0,55% a 49,43 dollari al barile. Nella settimana conclusa il 28 luglio le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono scese di 1,527 milioni di unità a 481,888 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 3,1 milioni, dopo la discesa di 7,208 milioni di unità precedente.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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