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Milano chiude a +1% con UniCredit superstar, giù Tenaris

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Milano chiude a +1% con UniCredit superstar, giù Tenaris

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Chiusura in forte rialzo per Piazza Affari con il FTSE MIB che ha terminato con un guadagno dell’1,02%, miglior performance tra le principali piazze del Vecchio Continente: Parigi ha preso lo 0,46%, Londra lo 0,89% mentre Francoforte ha perso lo 0,22%. A Milano giornata sugli scudi per Unicredit che ha terminato in rialzo del 7,16% a 17,82 euro dopo aver diffuso risultati trimestrali superiori alle attese. Ribasso del 7,24% invece per Tenaris anche a fronte di risultati semestrali in miglioramento.

Gli investitori hanno ricevuto questa mattina notizie positive dalla Banca centrale europea, Nel suo Bollettino mensile, l'eurotower ha indicato che l'economia dell'Eurozona continua a crescere a ritmo sostenuto e manterrà questo ritmo anche nel prossimo trimestre. «I più recenti indicatori economici - ha sottolineato la Bce - rimangono favorevoli e segnalano una crescita forte e perdurante nel secondo trimestre del 2017, a un ritmo sostanzialmente pari a quello dei due trimestri precedenti». L'istituto con base a Francoforte ha sottolineato, comunque, che l’inflazione di fondo nell’area dell’euro dovrebbe aumentare solo gradualmente nel medio termine, sostenuta dalle misure di politica monetaria, dal perdurare della ripresa economica e dalla corrispondente progressiva riduzione della capacità inutilizzata nell’economia. Intanto Eurostat ha annunciato che le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono cresciute dello 0,5% a giugno rispetto a maggio e del 3,1 % su base annua.

Unicredit +7,16% dopo la semestrale sopra le attese
Piazza Affari ha beneficiato della performance di Unicreditnel giorno dei conti semestrali migliori delle attese: l’utile netto del periodo è volato del 40,2% a 1,85 miliardi di euro. Al termine della seduta, il gruppo ha guadagnato il 7,16% con un capitalizzazione salita a un soffio da 40 miliardi di euro. l numero uno del gruppo, Jean Pierre Mustier, ha commentato: «E' stato un buon secondo trimestre. Questi risultati sono buoni, beneficiano di un contesto positivo ma la performance della banca è molto positiva e molto rassicurante». Sul fronte speculativo, il manager ha smentito il progetto di cessione delle azioni di Mediobanca, che invece era stato riferito da Repubblica. «In Mediobanca siamo azionisti, siamo i primi azionisti. Sosteniamo il cda e il management e siamo fiduciosi che il management metterà in atto le giuste strategie. Siamo felici di rimanere azionisti e di lavorare col management e rinnoviamo l'adesione al Patto», ha detto Mustier.

Tenaris torna in utile ma perde 7% su timore pressione sui margini
Seduta diametralmente opposta invece per Tenarische ha perso il 7% nonostante nella notte i vertici dell'azienda abbiano annunciato che nel primo semestre 2017 l’utile sia volato a 279,65 milioni dollari dai 4,9 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Preoccupa, però, l'andamento dei margini. I vertici di Tenaris hanno infatti indicato che il recente rialzo dei costi delle materie prime impatterà sui margini. Comunque secondo Tenaris l’ebitda dovrebbe migliorare soprattutto a fine anno. Sulle prospettive dell’azienda ha puntato l’indice Credit Suisse che ha reiterato la raccomandazione di ‘Underperform’ su Tenaris. Gli esperti della banca svizzera hanno definito non particolarmente ‘Bullish’, entusiasmante l’ebitda di 399 milioni di dollari del primo semestre 2017. Livello che mette in dubbio che siano raggiunte le previsioni per fine anno. Credit Suisse, ad esempio, ha messo in conto un ebitda dell’intero 2017 attorno a 1,3 miliardi di dollari. «Il dubbio rimane su quando avverrà la ripresa degli utili e se questa registrerà un’accelerazione tale da rendere interessante la società nei prossimi due anni. Ma noi non consideriamo realistico tale scenario, pur apprezzando l’andamento della generazione di cassa e la diversificazione geografica del gruppo», hanno commentato. Per Credit Suisse, però, rimangono i rischi legati alle aree fuori dagli States e alla fine anche l’andamento dei prezzi negli Stati Uniti nei prossimi anni.

Giornata difficile per Campari
Dopo una mattinata difficile che l'ha vista arrivare a perdere anche il 5%, Campari ha recuperato sul finire chiudendo in ribasso dell'1.83% . Il gruppo ha riportato un utile semestrale in crescita, tuttavia gli analisti, si attendevano di più. Inoltre preoccupa l'andamento dell'euro forte che potrebbe penalizzare il business del gruppo. La società di alcolici ha chiuso il primo semestre del 2017 con un utile netto di 108,6 milioni di euro, in rialzo del 61,7% rispetto a un anno fa. Gli analisti hanno puntato l'indice sui costi del gruppo che sono stati superiori alle attese. In più hanno destato preoccupazione le parole del ceo, Bob Kunze-Concewitz, che ha commentato: «Riteniamo che il progressivo rafforzamento dell'euro nei confronti del dollaro Usa possa determinare un impatto sfavorevole nel secondo semestre. Ciononostante - ha aggiunto - rimaniamo fiduciosi sul conseguimento di una performance positiva nell'anno per i principali indicatori, trainata dalla continua sovra performance delle marche a priorita' globale e regionale a elevata marginalità».

Prelios si allinea al rilancio di Burlington
Fuori dal paniere principale hanno chiuso in progresso le azioni Prelios (+4%), dopo che Burlington ha rivisto al rialzo l’offerta sulle azioni a 0,116 euro. I titoli si allineano al valore proposto nella notte. Volano di circa il 9% le azioni dell'Aeroporto Guglielmo Marconi Di Bologna, dopo che questa mattina Atlantia ha annunciato di averne acquistato il 29% del capitale con un investimento di 164,5 milioni. Il mercato accarezza l’ipotesi che sia presto lanciata un’opa da parte della società che fa capo ai Benetton sul totale delle azioni. A cedere le azioni degli aeroporti bolognesi, uscendo completamente dal capitale, sono stati Italian Airports, che fanno capo a StrategicCapital, società controllata da Bi-Invest della famiglia Bonomi, con una quota dell'11,53%, e San Lazzaro Investments Spain, società che fa capo ad Amber Capital, che ha in mano il 17,75% delle azioni.

Vola la Juve (+9%), Dybala nel mirino del Barca?

Nel listino allargato da segnalare il balzo del 9% messo a segno dalla Juventus. A spingere il titolo del club potrebbe essere il calcolo che il Barcellona, che sta per incassare 222 milioni di euro dal Paris Saint Germain per la vendita del suo campione Neymar, possa usare parte di questa somma per cercare di strappare l'asso argentino Dybala dal club bianconero. Un'operazione che non varrebbe meno di 100 milioni di euro.

Scendono le richieste Usa di sussidi di disoccupazione, +3% gli ordini alle fabbriche
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono calate nella settimana terminata il 29 luglio di 5000 unità a quota 240.000. Il dato reso noto dal dipartimento del Lavoro è lievemente migliore delle attese degli analisti che si attendevano un ribasso a quota 241.000. Le richieste di sussidio si trovano su livelli vicini ai minimi degli ultimi quarant’anni. La media mobile delle quattro settimane è scesa invece di 2500 unità a quota 241.750. Fra gli altri dati macro di giornata, da segnalare il rialzo del 3% degli ordinativi alle fabbriche in giugno (in linea con le attese) mentre l'indice Pmi servizi è salito a luglio a 54,7 punti dai 54,2 di giugno. In calo invece un altro indicatore delle attività del comparto, l'Ism servizi, sceso a 53,9 punti in luglio dai 57,4 del mese precedente.

Euro sotto quota 1,19. la sterlina ai minimi da 9 mesi
Sul fronte dei cambi, la moneta unica passa di mano a 1,1881 dollari (1,1860 ieri), e a 130,81 yen (130,97), quando la divisa statunitense vale 110,09 yen (110,41).

La sterlina è scesa sui minimi da 9 mesi e scambia attorno a quota 0,90 per un euro dopo la decisione della Banca d'Inghilterra di mantenere i tassi d'interesse invariati e rivedere al ribasso le stime di crescita del Pil, sullo sfondo delle incertezze sulla Brexit. La BoE ha deciso di mantenere immutata la sua politica monetaria, lasciando il tasso di interesse di riferimento allo 0,25%, al livello più basso di sempre, con il voto favorevole di sei membri del consiglio esecutivo, mentre due componenti, propensi a un rialzo allo 0,5%, hanno votato contro. La BoE, inoltre, ha ridotto da +1,9%% a +1,7% la stima di crescita del Pil britannico per il 2017 e a +1,6% da +1,7% le previsioni per il 2018. L'incertezza sulla Brexit «pesa sulle decisioni delle aziende e delle famiglie e penalizza al tempo stesso la domanda e l'offerta», ha detto il Governatore della Boe, Mark Carney, durante una conferenza stampa. Infine, il petrolio è tornato a salire dopo una prima reazione negativa ai dati sulle scorte Usa. Il contratto sul Wti consegna settembre sale dello 0,40% a 49,81 dollari al barile.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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