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Telecom Sparkle, che cosa nasconde la rete di cavi che fece gola ad AT&T

La storia

Telecom Sparkle, che cosa nasconde la rete di cavi che fece gola ad AT&T

(Fotolia)
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Alla fine degli anni '90 – con la Telecom del “nocciolino duro” appena privatizzata – il presidente Mario Rossignolo aveva detto no alla richiesta di AT&T di gestire la rete di cavi internazionali che oggi si chiama Sparkle. Qualcuno mette in relazione il gran rifiuto agli americani con la fine della sua permanenza al vertice del gruppo telefonico tricolore che, allora, era una multinazionale di scala globale. Fatto sta che la sua avventura da “very powerful chairman”, come amava definirsi Rossignolo, non durò più di dieci mesi.

Era il 1998 e Sparkle era probabilmente uno snodo ancor più strategico di quanto lo sia oggi, visto che aveva il virtuale monopolio tra le sponde del Mediterraneo e gli Stati Uniti, l'unico canale di comunicazione internazionale per Israele prima che il Paese se ne facesse di propri.

Da Google a Facebook: i clienti di Sparkle
La strategicità della società che ha una rete di 500mila chilometri di cavi in fibra ottica (in gran parte sottomarini) non è però venuta meno visto che Cdp, solo poco più di un anno fa, aveva tentato di scambiare Metroweb con Sparkle. Alla sua struttura si appoggiano i server di Google che dalla Sicilia coprono il Medioriente. I più grandi over-the-top sono clienti: c'è Facebook, presto dovrebbe esserci anche Amazon. Ci siamo tutti noi quando chiamiamo qualcuno dall'altra parte dell'Atlantico. L'80% del traffico voce e dati (si parla di Internet) che dal Mediterraneo arriva in America passa dalla struttura che è al 100% di Telecom Italia.

L’ultimo sbocco in Iran
Ma la copertura della rete internazionale di Telecom, settima al mondo per dimensioni nel suo settore, è globale, con 37 uffici commerciali sparsi per il pianeta. Ultimo sbocco l'Iran, dove sta realizzando un punto d'allaccio alla sua infrastruttura. Wikipedia scrive che si tratta di una rete «utilizzata anche dai servizi segreti di Europa e Medioriente». Una descrizione alla James Bond, un po' limitativa, che però potrebbe anche non essere così lontana dalla realtà. Basti pensare che dei 16 cavi di comunicazioni internazionali del Mediterraneo - che sboccano tutti in Sicilia – 12 sono proprio di Sparkle.

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