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Bpm cede Aletti ad Anima, prove di polo italiano del risparmio

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Bpm cede Aletti ad Anima, prove di polo italiano del risparmio

Accordo fatto tra Banco Bpm e Anima, affiancata da Mediobanca, per la cessione di Aletti a quest’ultima con i suoi 18 miliardi di masse gestite, che pagherà un corrispettivo di 700 milioni cash (somma incrementata del patrimonio netto in eccesso e degli utili di periodo al closing, stimati indicativamente in circa complessivi 250 milioni) e proporrà ai soci un aumento da 300 milioni.

L’intesa è stata formalizzata venerdì con un memorandum of understanding che comprende una partnership strategica tra il Gruppo Banco Bpm e Anima per una durata di 20 anni, nonché il possibile trasferimento delle attività di gestione in
delega attualmente in capo a Banca Aletti per una valorizzazione indicativa di ulteriori 150 milioni di euro.

«Con l'ingresso di Aletti Sgr nel Gruppo Anima si conferma il ruolo di polo aggregante per il risparmio gestito in Italia, con un posizionamento competitivo unico nel settore e con significative prospettive di crescita e di creazione di valore», si legge in una nota diffusa dall’Sgr.

Al 30 giugno Anima poteva contare su masse in gestione per oltre 75 miliardi, a cui ora si aggiungeranno i 18 miliardi di Aletti. Prossimo passaggio, nell’ambito del disegno che prevede la creazione del polo italiano del risparmio, secondo quanto anticipato da Il Sole il 10 luglio scorso, sarà il conferimento di BancoPosta Sgr.

I conti di Banco Bpm
Banco Bpm ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 94 milioni, a fronte di una perdita pro forma di 230 milioni nello stesso periodo del 2016. L'utile semestrale è di 3,17 miliardi considerando il badwill emerso a in seguito alla fusione tra il Banco Popolare e Bpm. Nel solo secondo trimestre, tuttavia, il risultato è stato negativo per 21 milioni contro un utile da 46,8 milioni nel secondo trimestre dello scorso anno. Nel semestre i proventi operativi si sono attestati a 2,4 miliardi (-0,4%), con margine di interesse a 1,06 miliardi (-3,1%) e commissioni nette a 1,1 miliardi (+15,7%).

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