Finanza & Mercati

Mediaset, Vivendi cede sul potere di veto

In primo piano

Mediaset, Vivendi cede sul potere di veto

  • –Antonella Olivieri

Vivendi cede all’Agcom sul fronte Mediaset. Trasferir a un blind trust tutta la partecipazione in eccesso al 10%, sterilizzando i diritti di voto per la parte che arriva fino al 29,9% anche per quanto riguarda le assemblee straordinarie dove invece aveva cercato di mantenerli. La bozza, da discutere in settembre con l’Authority delle comunicazioni, stata inoltrata ieri al termine di una settimana che aveva visto l’Agcom, sul piede di guerra, minacciare una multa fino a mezzo miliardo se il gruppo guidato da Vincent Bollor non avesse rispettato la delibera del 18 aprile che imponeva la scelta tra Telecom e Mediaset.

La scelta dai francesi stata fatta e comunicata: sotto al 10% scenderanno in Mediaset. Ma le modalit non sono state giudicate idonee dall’Authority, uscita con un comunicato che, dietro il tono asettico dei riferimenti di legge, suona come un’irritata bocciatura di tutte le proposte avanzate finora. Conservare i diritti di voto nelle assemblee straordinarie avrebbe voluto dire mantenere il potere di veto su decisioni sgradite del Biscione conteso e quindi di fatto non concedere nulla visto che la maggioranza semplice, valida per le delibere ordinarie, senz’altro in mano a Fininvest che ha oltre il 41% dei diritti di voto.

Ambienti dell’Agcom valutano la proposta arrivata ieri come la precondizione minima per avviare la discussione e ribadiscono che l’Authority richiede soluzioni “strutturali”, che in ultima analisi devono concludersi con la vendita della partecipazione scelta per sciogliere l’incrocio vietato. I dodici mesi di tempo che erano stati concessi per ripristinare la legalit erano dovuti anche alla preoccupazione di non interferire sull’andamento del titolo e di non pressare Vivendi a una vendita frettolosa che si tradurrebbe probabilmente in una rotonda minusvalenza. Ma su questo la finanza aiuta. Esistono gli strumenti dell’equity swap o del bond convertendo che permetterebbero, volendo, di chiudere la questione limitando o annullando del tutto i danni. Certo ci vorrebbe la volont di farlo e questo non ancora chiaro.

Bollor, si dice, vorrebbe ancora tentare di raggiungere un accordo con Mediaset. Il problema rispetto all’aprile dell’anno scorso quando era stata apposta la firma al contratto per Premium, in campo a giocare sono scesi anche tutti gli arbitri e necessariamente l’ambito del possibile si ristretto. D’altra parte, con i suoi legali, Vivendi ha anche cercato la rivincita sul fronte Agcom, impugnando la delibera al Tar del Lazio, che ha fissato per la prima udienza a un acora lontano febbraio.

In gioco entrer anche la Consob, con la quale l’Agcom fin dall’inizio ha attivato una collaborazione. Ma c’ da scommettere che a settembre la bozza da discutere sar destinata ancora a “revisioni e correzioni”, prima di vedere la luce come impegno definitivo.

RIPRODUZIONE RISERVATA