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Centomila clienti del Banco Bpm con i conti bloccati per giorni. La…

il dopo fusione

Centomila clienti del Banco Bpm con i conti bloccati per giorni. La banca: casi in gran parte risolti

Dal blackout totale all’accesso ai servizi a singhiozzo. Dal 21 luglio scorso molti clienti di Banco Bpm, la nuova realtà bancaria nata dalla fusione della Banca Popolare di Milano e del Banco Popolare, hanno problemi ad accedere al loro conto corrente. Un disagio che deriva dall’integrazione di programmi e procedure informatiche per far confluire tutti i clienti su un’unica piattaforma post fusione. Adesso si spera che da domani per molti clienti sia solo un brutto ricordo.

La risposta della banca
«Prima di tutto – fanno sapere dalla banca – porgiamo le scuse alla clientela e sottolineiamo come tutte le strutture dedicate, sia di sede che di rete, siano tuttora concentrate nella completa soluzione delle residue anomalie e siamo a disposizione di tutta la clientela. La migrazione informatica ha interessato oltre 1 milione di clienti di Banca Popolare di Milano di circa 600 filiali e nonostante l’impegno profuso, per quanto inevitabili in un’operazione di tali ampiezza e rapidità, una parte della clientela ha dovuto sopportare dei disagi». Secondo quanto risulta a Plus24 sono oltre 100mila i clienti coinvolti nel blackout. «È opportuno segnalare – continuano dalla banca – che le disfunzioni (avvenute specialmente nei primi giorni della settimana scorsa, e in gran parte prontamente prese in carico e risolte) non sono dipese da problemi, tecnici o di sicurezza, del sistema informatico, ma per la maggior parte sono ascrivibili ai cambiamenti introdotti nella nuova interfaccia utenti e, in limitati casi, ad alcune tipologie di carte prepagate».

Il caos allo sportello
Bastava recarsi nei giorni scorsi presso una delle filiali della banca sparse lungo la Penisola, per constatare il caos che regnava agli sportelli. Nel lamentarsi della prolungata impossibilità di operare sul proprio conto tramite il canale home banking, i clienti evidenziavano i più svariati disservizi: non poter fare trading o vendere i titoli in portafoglio, giroconti non andati a buon fine che mandano i conti in rosso, aziende che non riuscivano a pagare gli stipendi ai dipendenti, impossibilità di pagare un semplice bonifico o le tasse con un F24. Situazioni che oltre al disagio possono comportare anche un aggravio di costi. C’era anche chi si lamentava dei maggiori costi dei servizi paradossalmente entrati in vigore con il migration day. Tutti all’unisono segnalavano inoltre l’impossibilità di parlare con il call center.

Call center in tilt
«L’impatto significativo dei cambiamenti apportati ai servizi online – spiegano dalla banca – ha generato un notevole incremento degli accessi e delle richieste di assistenza. Tutti i canali di assistenza ai clienti sono stati rafforzati e ampliati. Nella settimana post-migrazione il call center ha gestito una media giornaliera di 5mila contatti, che però sta progressivamente tornando sui livelli ordinari». A due settimane dal migration day, quindi, per la banca il problema sta rientrando, anche se non è stato del tutto risolto. Ma a segnalare numerose criticità sono state anche le rappresentanze sindacali dei dipendenti: la Fisac-Cgil Gruppo Banco Bpm il 31 luglio lamentava una formazione insufficiente ed erogata troppo in anticipo; alcune filiali lasciate senza colleghi tutor con competenze informatiche, anche per problemi di autorizzazione degli straordinari; ruoli non perfettamente sovrapponibili nelle due reti Banco Bpm e Bpm; problemi su «Assisto», nella gestione delle carte di credito e nella chiusura delle casse automatiche. Ai loro iscritti la Fisac-Cgil comunicava anche qualche numero fornito dall’azienda: «Il 45% delle strutture coinvolte viaggiano oggi a piena operatività e 23 punti vendita stanno ancora affrontando situazioni di criticità». «Ad oggi – replicano dalla banca – l’attività di supporto alla clientela e di monitoraggio sui punti d’attenzione continua con la massima cura, anche attraverso la struttura dedicata alla ricezione e gestione dei reclami che sinora ha raccolto poco più di 150 segnalazioni di cui un terzo già evase». Un numero destinato ad aumentare, anche se non lieviterà a dismisura nonostante il grande numero di clienti coinvolti. In banca per un cliente che protesta, mille come minimo subiscono, rassegnati o ignari, i disguidi senza reclamare. E su questo le banche ci giocano.

Risarcimenti neanche a parlarne
Per avere un risarcimento in banca, anche quando è sacrosanto, occorre quindi reclamare. Nel caso specifico, Plus24 ha chiesto al Banco Bpm se ha l’intenzione di riconoscere ai clienti un indennizzo automatico. Neanche a parlarne. Per chi ritiene di aver subito un danno e desidera avere un risarcimento occorre prima reclamare e poi eventualmente ricorrere all’Abf (arbitro bancario finanziario). Il ricorso costa poco (20 euro) e se viene accolto il cliente ha anche diritto al rimborso da parte dell’intermediario. Oltre al risarcimento.

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