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Milano chiude in rialzo al traino dei bancari, Dow Jones ancora da record

la giornata dei mercati

Milano chiude in rialzo al traino dei bancari, Dow Jones ancora da record

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Grazie al traino dei titoli bancari, Milano è riuscita a chiudere in buon rialzo una seduta di scambi che ha invece visto la cautela prevalere sulle principali altre piazze europee che questa volta non hanno trovato ispirazione dall'altra sponda dell'Atlantico dove il Dow Jones, dopo 9 chiusure record consecutive, galleggia sulla parità, ma sempre sui massimi storici. Le piazze europee hanno inoltre pagato lo scotto di un dato sulla produzione industriale tedesca in giugno che ha sorpreso in negativo gli analisti facendo registrare un ribasso dell’1,1% contro attese di un modesto rialzo. Il FTSE MIB ha così chiuso in rialzo dello 0,43% mentre Parigi è salita dello 0,09% e Londra dello 0,18%. In rosso invece il Dax che ha terminato a -0,33%. Fra i titoli quotati a Milano, bene il Banco Bpm che ha terminato in rialzo per la quarta seduta consecutiva (+2,52%) sulla scia dei conti semestrali riportati venerdì e dell’accordo di cessione di Aletti Gestielle. Ancora in rialzo anche UniCredit (+2,57%) che continua a salire dopo i solidi conti semestrali riportati nei giorni scorsi.

Stop per la produzione industriale tedesca

Maglia nera per la Borsa di Francoforte dopo la netta frenata della produzione industriale tedesca nel mese di giugno. A fornire i numeri l'Ufficio di statistica tedesco Destatis che ha evidenziato, sulla base dei dati destagionalizzati, come la produzione ha registrato un calo inaspettato dell'1,1% a giugno rispetto al +1,2% a maggio. Un dato che delude il mercato, che si attendeva un incremento, seppur modesto, dello 0,1%-0,2% e si confronta con il +1,2% di maggio, ma che non colpisce gli economisti che continuano a puntare sulla solidità della prima economia europea e minimizzano aspettandosi un forte trimestre di crescita.

Banco Bpm al quarto rialzo di fila dopo cessione Aletti Gestielle

A PIazza Affari, spicca il balzo di Banco Bpm a valle della semestrale e dell'accordo per la cessione di Aletti sgr ad Anima. I risultati del II trimestre hanno evidenziato una perdita netta di 21 milioni (a fronte di un utile per quasi 47 milioni di un anno fa) e una contrazione del 2% dei risultati operativi ma hanno mostrato un miglioramento nel risultato della gestione operativa (422mln da 407 mln). Più che ai conti di periodo, gli operatori guardano però in questa fase alle operazioni di rafforzamento dei coefficienti patrimoniali e alla gestione dei crediti problematici. Sul primo fronte, se la fine dell'alleanza con Unipol nella banca-assicurazione ha inciso sui coefficienti patrimoniali principali, gli analisti si aspettano che la formalizzazione della vendita di Aletti Gestielle ad Anima (per 700 milioni di euro) e un prossimo nuovo accordo di banca-assurance possano riportare tale valore ben oltre il 12%. Sul fronte dei crediti problematici, il management di Banco Bpm ha inoltre annunciato l'intenzione di cedere un portafoglio di 2 miliardi di euro di non performing loans entro la fine dell'anno con l'obiettivo di dedicarsi nel 2018 alla cessione del pacchetto residuo da 3,5 miliardi che permetterebbe di centrare con un anno di anticipo l'impegno assunto con Bce di riduzione dei crediti problematici in sede di fusione.

Mediobanca sale dopo conti 2016-17: focus su M&A

Tra i titoli del comparto bancario bene anche Unicredit e acquisti su Mediobanca dopo i conti dell'esercizio 2016-17. L'istituto ha realizzato utili netti per 750 milioni (+24% rispetto all'anno precedente) e proposto ai soci la distribuzione di un dividendo di 0,37 euro per azione (+37% rispetto a un anno fa). Nel corso della presentazione dei conti agli analisti, l'amministratore delegato Alberto Nagel ha accennato alla possibilità di realizzare una acquisizione per un ulteriore rafforzamento (ad esempio nella gestione patrimoniale e nella specialty finance): il gruppo potrebbe anche valutare a questo scopo di usare una parte della quota detenuta in Generali (attualmente al 13% e con previsione di una discesa al 10% entro il 2019) per finanziare tale operazione. Gli analisti di Morgan Stanley hanno alzato a 10,7 euro (da 10,5) il target di prezzo sul titolo, che viaggia a 9 euro, confermando la raccomandazione "overweight" e sottolineando che proprio il tema della quota in Generali dall'attuale 13% e dell'M&A restano al centro del dibattito per quanto riguarda le prospettive future di Mediobanca.

Telecom in luce: Vivendi risponde a Consob

Denaro su Telecom Italia (+1.09%) e su Mediaset (+1.06%) mentre sono attesi alcuni passaggi decisivi, in particolare sull'accertamento del ruolo di controllo esercitato da Vivendi in Telecom. Su questo fronte il gruppo francese, rispondendo alla Consob, ha ribadito 'di non esercitare alcun controllo di fatto su Telecom Italia ai sensi dell'articolo 93 del Testo unico della finanza e dell'articolo 2359 del codice civile'. La partecipazione del 23,9% detenuta in Telecom Italia - sottolinea Vivendi - 'non e' sufficiente a determinare alcuno stabile esercizio di una influenza
dominante sulle assemblee dei soci di Telecom Italia'.

Risparmio gestito in evidenza: brilla Fineco su raccolta di luglio

Positivo in Borsa tutto il settore del risparmio gestito che, come sempre a inizio mese, fornisce aggiornamenti al mercato sull'andamento della raccolta. In prima fila c'è Finecobank (+1.07%) che, a luglio, ha visto la raccolta netta crescere del 10% rispetto a un anno fa a 528 milioni di euro, di cui 355 milioni di gestita. Da inizio anno la raccolta netta era pari a 3,42 miliardi (+9%). Bene anche Banca Mediolanum (+0,54%)che ha registrato una raccolta netta di 605 milioni di euro nel mese di luglio. Il totale raccolto da inizio anno sale di conseguenza a 2,911 miliardi.

Saipem in luce: in vista commessa in Oman

Sul Ftse Mib Saipem ha guadagnato lo 0,29% sulla scia di indiscrezioni su un contratto da 800 milioni di dollari in arrivo dall'Oman. Secondo quanto riportato nel week end da Il Sole 24 Ore, la joint venture tra Oman Oil Company e Kuwait Petroleum International starebbe per assegnare a Saipem una nuova commessa per realizzare le strutture di stoccaggio e esportazione dalla raffineria Duqum in Oman. Il contratto, che negli ultimi incontri con la comunità finanziaria il management di Saipem aveva segnalato come una delle opportunità di breve termine, si aggirerebbe sugli 800 milioni di dollari. Secondo le case di investimento l'ordine, se venisse formalizzato, darebbe un contributo importante al portafoglio lavori di Saipem (attualmente a 3,2 miliardi di euro da inizio anno) e aggiungerebbe visibilità sui numeri del 2018.

Rcs rifinanzia 332 milioni con le banche

Ha chiuso in calo dell'1,28% Rcs Mediagroup che ha annunciato di aver sottoscritto un contratto di finanziamento con un pool di banche per 332 milioni di euro con scadenza al 31 dicembre 2022 finalizzato al rifinanziamento totale del debito bancario di cui al contratto originariamente sottoscritto dalla società con un pool di banche in data 14 giugno 2013. Sempre fuori dal Ftse Mib in rialzo Interpump Group dopo la semestrale chiusa con utili in crescita del 35% a 66,3 milioni di euro.

Petrolio corregge: al via meeting dei produttori ad Abu Dhabi

Ha chiuso in ribasso il Petrolio mentre ad Abu Dhabi è iniziato l’incontro di due giorni fra i paesi produttori di greggio, Opec e non Opec, per valutare il rispetto degli impegni assunti a fine 2016 per la riduzione della produzione e per discutere di ulteriori mosse atte a riequilibrare domanda e offerta sul mercato di greggio: in chiusura di scambi il Wti per consegna settembre trattava a 48,75 dollari, in ribasso dell'1,65% rispetto alla chiusura di venerdì.

L'euro chiude poco sotto 1,18 dollari

Il dollaro torna a frenare dopo il "risveglio" di venerdì innescato dai dati sul mercato del lavoro Usa che hanno evidenziato un aumento dei posti di lavoro a luglio (209mila) superiore alle previsioni ma anche una dinamica dei salari ancora piuttosto deludente. L'euro ha chiuso a 1,1791 da 1,1770 di venerdì sera mentre la parità con lo yen è fissata a 130,64. Il dollaro/yen si attesta a 110,80 (da 110,68).

Per quanto riguarda il mercato del debito sovrano, il differenziale di rendimento tra il benchmark decennale italiano (Isin IT0005240830) e il pari scadenza tedesco si ferma a 152,4 punti base, in lieve calo dai 153 punti di venerdì. Scende all' 1'99% il rendimento dei decennali italiani dal 2,01% del precedente closing.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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