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Wall Street aggiorna i record e smuove l'Europa. Milano piatta

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Wall Street aggiorna i record e smuove l'Europa. Milano piatta

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Seduta di difficile interpretazione per le Borse europee che, dopo una mattinata in cerca di una direzione precisa, sul finale hanno ripreso slancio grazie a Wall Street. Dopo un avvio in leggero calo, gli indici Usa si sono risollevati permettendo al Dow Jones e all'S&P 500 di raggiungere nuovi record intraday. L'indice delle 30 blue chip si appresta così ad archiviare il decimo record di fila e il 36esimo da inizio anno. In una giornata caratterizzata da scambi esili, in pieno clima estivo, sono mancate indicazioni sul fronte macroeconomico, con gli investitori che aspettano il dato sull'inflazione Usa, in calendario per venerdì, mentre è in corso ad Abu Dhabi il vertice tra Paesi Opec e non-Opec sugli impegni di riduzione della produzione di petrolio.

L'euro è sceso di nuovo sotto la soglia di 1,18 dollari

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in progresso dello 0,08% e il Ftse All Share dello 0,11%, quando il Dax30 a Francoforte si è risollevato fino a chiudere con un +0,28%, dopo aver perso anche quasi mezzo punto percentuale nel corso della giornata. A Parigi il Cac40 è salito dello 0,21% e a Londra il Ftse100 dello 0,14 per cento. Intanto, sul fronte dei cambi, mentre la sterlina è scesa ai minimi da 10 mesi sull'euro, la moneta unica ha perso nuovamente la soglia di 1,18 dollari e passa di mano a 1,1739 dollari (1,1807 in avvio e 1,1794 alla vigilia), valendo anche 130,035 yen (130,64 ieri sera), con il biglietto verde a 110,75 yen (110,74 in avvio e 110,59 ieri). Ieri i rappresentanti della Federal Reserve di Minneapolis e di Saint Louis hanno evidenziato ancora una volta la debole dinamica dell'inflazione negli Stati Uniti e James Bullard, numero uno della Fed di St.Louis, ha sottolineato di non vedere a breve la necessità di un rialzo dei tassi americani a breve.

Finanziari in ordine sparso a Piazza Affari, vendite su Telecom Italia

Andamento contrastato per i titoli del settore finanziario alla Borsa di Milano. Se da una parte Banca Generali ha segnato la migliore performance del Ftse Mib con un +2,45%, seguita da Ubi Banca (+1,46%), Unipol ha perso l'1,28%, con le vendite che hanno colpito anche Generali (-0,37%), e Mediobanca (-0,28%). La peggiore performance tra i titoli a maggiore capitalizzazione è stata messa a segno da Telecom Italia (-2,09%), dopo che ieri sera Vivendi, in risposta alle richieste Consob, ha negato di esercitare un controllo di fatto sul gruppo tlc: ora si attende l'esito delle ispezioni Consob e quelle dell'istruttoria del governo italiano legata alla cosiddetto "golden power", il potere speciale dello Stato sui cambi di assetto di alcune attività strategiche per il Paese. Le verifiche sulla posizione di Vivendi, nel caso giungessero a conclusioni diverse da quelle del primo azionista di Telecom, potrebbero portare a sanzioni e all'obbligo per il gruppo transalpino di consolidare i conti di Telecom nei propri bilanci.

Petroliferi sotto pressione in attesa dell'esito del vertice di Abu Dhabi

In attesa di indicazioni ufficiali sulla produzione petrolifera e i tagli da parte dei Paesi esportatori di greggio, a Piazza Affari Eni ha perso lo 0,22% e Saipem lo 0,93%, in una seduta durante la quale il prezzo del petrolio si è mantenuto debole per poi recuperare leggermente solo in chiusura dei mercati del Vecchio Continente. Il contratto sul Wti consegna settembre sale ora dello 0,14% a 49,46 dollari al barile, quando il Brent del Mare del Nord, consegna ottobre, prende lo 0,15% a 52,45 dollari al barile.

Comparto del cemento sotto i riflettori dopo multa Antitrust

Grande attenzione sui cementieri a Piazza Affari a causa delle multe comminate dall'Antitrust italiana per presunte intese sui prezzi tra i principali produttori di cemento. Giù Buzzi Unicem (-1,36%), sanzionata con quasi 60 milioni di euro, e anche Cementir (-1,65%) che ha ricevuto una sanzione da 5 milioni. L'Autorità garante per la concorrenza ha sanzionato le principali imprese attive nella vendita del cemento in Italia e la stessa associazione di categoria Aitec con multe per complessivi 184 milioni: l'accusa è quella di aver creato un coordinamento dei prezzi di vendita sull'intero territorio nazionale. Sia Buzzi sia Cementir hanno respinto gli addebiti dell'Authority riservandosi di impugnare il provvedimento. Per gli analisti di Mediobanca Securities, se la sanzione è negativa dal punto di vista reputazionale, l'ammontare ha un impatto marginale anche se la vicenda potrebbe condurre a una congelamento dei programmi di aumento dei prezzi. «Ci sembra esistono buone probabilità di dimostrare l'estraneita' a tale condotta tenuto conto che i benefici non sono per nulla riscontrabili nel mercato - sostengono gli analisti di Equita Sim - Infatti: sul mercato italiano sono praticati prezzi tra i più bassi a livello mondiale nei mercati maturi; gran parte delle aziende locali perde già a livello di ebitda da ormai parecchi esercizi; il clima di presunta collaborazione non trova riscontro nel farraginoso processo di razionalizzazione della capacità produttiva nazionale».

Campari al quarto ko: dopo conti pochi motivi di appeal
Davide Campari ha terminato con il quarto calo consecutivo (-0,49%) in Borsa dopo la pubblicazione dei conti semestrali chiusi con un utile netto di 108,6 milioni (+62%) e vendite migliorate del 13,5% a 844,7 milioni. Sono invece leggermente calati i margini operativi. Negli ultimi giorni comunque i broker hanno osservato che le valutazioni del gruppo di bevande alcoliche sul listino sono già a premio rispetto al settore e già piuttosto corrette in relazione alle potenzialità del business: i contenuti spazi di ulteriore corsa del titolo hanno portato a un netto dietrofront con un calo complessivo del 4 per cento . In una nota odierna ai clienti, gli analisti di Morgan Stanley evidenziano l'ottimo momento di Aperol nel trainare le vendite del gruppo e si dicono non preoccupati per la lieve flessione dei margini operativi: la casa americana ritiene che, trattando a circa 25 gli utili 2018, Campari goda di un premio giustificato rispetto ai concorrenti del settore di prodotti al consumo ma che ci siano poche ragioni per assumere una posizione più aggressiva sul titolo.

Sterlina debole su euro, scende ai minimi da 10 mesi

La sterlina, infine, continua a mantenersi debole nei confronti dell'euro, toccando i minimi da ottobre 2016. La valuta britannica si è tornata ad avvicinare ai livelli più bassi toccati dopo il referendum sulla Brexit del giugno 2016. A pesare c'è l'incertezza legata proprio alle modalità di uscita dall'Unione europea, con le trattative che conoscono anche momenti di tensione con Bruxelles, oltre al fatto che la moneta unica si è rafforzata di recente anche verso la divisa statunitense.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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