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Cdp-Poste, doppio asse su risparmio e pagamenti

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Cdp-Poste, doppio asse su risparmio e pagamenti

Agf
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Le attività del risparmio intorno a Cassa Depositi e Anima, i pagamenti elettronici intorno a Poste e Sia. È un doppio riassetto quello che si profila tra Cdp e Poste su due dei segmenti più profittevoli del mondo bancario, l’asset management e i servizi digitali.

Il primo progetto, anticipato da Il Sole il 9 luglio scorso, nei fatti ha compiuto il suo primo passo venerdì scorso, quando BancoBpm e Anima hanno siglato un accordo preliminare per la cessione a quest’ultima di Gestielle, fabbrica prodotto ereditata dal Banco che il gruppo ha deciso di concentrare in Anima di cui già ha una quota (portata in dote da Bpm) del 14,6%, davanti a Poste con il 10,3%. Ma proprio il gruppo guidato da Matteo Del Fante è destinato ad alleggerire l’esposizione su Anima e in particolare sul risparmio, lasciando spazio a Cdp: in cambio, nel disegno messo a punto proprio dalla Cassa di concerto con il Tesoro, potrebbe ricevere un’altra quota di Sia, la società specializzata nelle infrastrutture e servizi tecnologici dedicati alle banche di cui Cdp è primo socio con il 49,5% attraverso il veicolo Fsia investimenti, controllato al 70% dal Fondo strategico e al 30% già da Poste.

Il polo dei pagamenti
Poste Italiane ha individuato il business dei pagamenti digitali come uno dei principali driver per lo sviluppo del gruppo e come un importante veicolo per la crescita. Strategia ribadita nei giorni scorsi dall’ad Del Fante, in occasione della call sui conti del semestre. Una divisione ad hoc, non a caso, è stata creata dal nuovo ad che vi ha designato alla guida Marco Siracusano, già responsabile del Bancoposta. Il progetto cui si sta lavorando - e che prenderà forma nel nuovo piano industriale da presentare a inizio 2018 - fa perno su Sia, la società leader in Europa per il sistema dei pagamenti, e di cui Poste possiede il 15% circa del capitale attraverso Fsia. Quella quota è stata ceduta da Cdp alla società dei recapiti lo scorso anno. Ma è stato solo il primo passo di un processo più ampio che porterà Poste a rafforzarsi nel capitale di Sia fino a diventarne azionista di riferimento, a fronte di una riduzione del peso di Cdp. L’operazione cui sta lavorando per ora Del Fante prevede lo scorporo delle infrastrutture informatiche del gruppo a supporto dei sistemi di pagamento e il conferimento di queste in Sia, accrescendo così la quota del gruppo dei recapiti nel capitale. Le carte di debito, come Postepay e Postepay evolution resteranno invece in capo al gruppo dei recapiti. Lo step successivo camminerà di pari passo con la costituzione del polo del risparmio e vedrà Cdp passare una quota di Sia (attorno al 15% rispetto al 35% ora in suo possesso) a Poste in cambio di una quota di Anima.

La strategia è quella di fare di Sia un polo dei pagamenti, con la possibilità di acquisizioni in Italia e in Europa dove le società dei pagamenti sono in molti casi controllare da fondi di private equity interessati a vendere.

L’AZIONARIATO ATTUALE DI SIA
I principali azionisti di Sia e le relative quote di partecipazione. (*Attraverso F2I Reti logiche Srl; **attraverso Orizzonte Infrastrutture Srl)

Il polo del risparmio
Tornando invece all’asset management, la cessione - per un corrispettivo cash che può superare il miliardo - di Aletti Gestielle da parte del Banco consentirà all’Sgr guidata da Marco Carreri di salire da 78 a 93 miliardi di masse gestite stando ai dati di maggio, con una quota di mercato che sale al 4,7% su scala nazionale; tuttavia, con l’ingresso di Gestielle - in passato fabbrica di riferimento del Banco - in alcune regioni chiave i benefici saranno particolarmente elevati: in Veneto, dove Intesa ha preannunciato battaglia dopo l’acquisizione delle due ex popolari, la quota di mercato (per filiali) sul risparmio salirà dal 10 al 19%, in Lombardia dal 16 al 24%, in Piemonte dal 7 al 15%, in Emilia Romagna dal 6 al 12%. Numeri, questi, che andranno aggiornati nei prossimi mesi, quando Poste conferirà Banco Posta Sgr e le masse toccheranno i 150 miliardi, consolidando la quarta posizione sul mercato che italiano che in testa vede Generali (476 miliardi), Intesa Sanpaolo (384) e Amundi-Pioneer (198).

Il valore di Banco Posta sgr è calcolato attorno a 330 milioni e il conferimento farebbe crescere la quota di Poste nel capitale di Anima. Il gruppo dei recapiti non intende però rafforzarsi nel settore: il piano prevede dunque che Cdp entri nel capitale di Anima rilevando almeno parte della partecipazione di Bpm e una parte della partecipazione di Poste, pagata dalla Cassa attraverso il trasferimento di una quota, forse attorno al 15%, di Sia.

Nei piani di Cassa, Poste e Anima l’intenzione è quella di fare di quest'ultima una piattaforma capace di aggregare anche altri operatori dentro a un mercato in rapido consolidamento: tra i papabili ci sono Arca (dove però Bper e Popolare Sondrio assumeranno presto il controllo), Azimut ma anche il mondo Ubi, qualora in futuro volesse riprendere in considerazione la partnership con Prudential in Ubi Pramerica, costruita proprio da Carreri nel 2001.

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