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Le tensioni geopolitiche pesano ancora sull'Europa, Milano…

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Le tensioni geopolitiche pesano ancora sull'Europa, Milano -0,7%

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Seconda frenata consecutiva per i mercati azionari europei che sono rimasti cauti per il clima di alta tensione tra Washington e Pyongyang e hanno iniziato a guardare alle statistiche americane sull'inflazione di luglio in calendario domani dopo che i dati sui prezzi alla produzione Usa si sono rivelati deludenti. I principali listini continentali hanno accusato flessioni comprese tra lo 0,8% e l'1,4% appesantiti in particolare dalle vendite su minerari, banche, tlc e assicurativi. Le piazze più penalizzate sono state Madrid e Londra, mentre Milano ha ceduto lo 0,76% nel FTSE MIBcon i bancari nuovamente sotto pressione. Cali intorno al 2% per Ubi Banca, Banca Pop Er e Unicredit. Giù anche il risparmio gestito e, tra gli industriali, Stmicroelectronis e Prysmian. In correzione anche Telecom Italia (-1,4%). Rimbalzo di Davide Campari (+2%) che aveva sofferto nell'ultima settimana le prese di beneficio dopo la trimestrale e la debolezza del dollaro.

Wall Street in netta correzione dopo i dati macro deludenti

Wall Street resta in netta correzione dopo i dati deludenti su prezzi alla produzione e sussidi di disoccupazione Usa mentre continuano a mostrare un chiaro segno rosso le Borse del Vecchio Continente. Dopo i ribassi di ieri, persistono le preoccupazioni sulla situazione geopolitica internazionale e si riflettono dunque sulle scelte degli investitori che premiano ancora l'oro, lo yen, il franco svizzero e i governativi in particolare di Stati Uniti e Germania. A seguito del duro botta e risposta nello scontro verbale tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, nonostante il segretario di Stato Usa abbia cercato di riportare la calma, Pyongyang ha ribadito le minacce all'isola di Guam, importante centro strategico nel Pacifico con interessi statunitensi.

Dati Usa peggiori delle attese

I due dati macroecon0mici della giornata sull'economia degli Stati Uniti sono stati entrambi peggiori delle attese. In particolare, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 3mila unità a 244mila, facendo peggio delle previsioni, visto che gli analisti attendevano un dato a 240mila unità, contro i 241mila della settimana precedente (dato rivisto dall'iniziale 240mila). È risultata inferiore alle stime anche la lettura sui prezzi alla produzione del mese di luglio, in calo -0,1 per cento.

Quest'ultimo dato dimostra ancora una volta come le pressioni inflative negli Stati Uniti restino contenute aumentando le probabilità che la Federal Reserve non metta nuovamente mano ai tassi di interesse Usa, alzandoli, entro la fine del 2017. Il dato sui prezzi alla produzione, unito alle questioni geopolitiche sta contribuendo al rialzo dei titoli di Stato americani: il decennale Usa vede i rendimenti - che si muovono inversamente ai prezzi - scendere al 2,229%
dal 2,246% di ieri. Dopo l'asta deludente di ieri di decennali, che già aveva frenato le quotazioni, oggi ci sarà quella di titoli a 30 anni; ciò potrebbe pesare sui prezzi.

Euro scende su principali valute, oro sempre ben comprato

Sul fronte dei cambi, si conferma forte soprattutto lo yen, considerato una valuta "rifugio". L'euro passa di mano a 1,1751 dollari (1,1743 alla vigilia), 128,5 yen (129,061) e 1,1335 franchi svizzeri (1,1332). Il biglietto verde intanto vale 109,33 yen (109,87). Si è invece esaurita nel corso del pomeriggio la spinta sui prezzi del greggio derivante dalle scorte di petrolio negli Stati Uniti, scese oltre le attese nella scorsa settimana: il Brent è tornato a trattare in area 52,5 dollari al barile, il Wti vicino a 49,2 dollari. Nel suo rapporto mensile, l'Opec ha rivisto al rialzo la domanda globale di greggio per il 2017 stimando una crescita di 1,37 milioni di barili al giorno (da +1,27 mln) a 96,49 milioni di barili al giorno.

Gruppo Gavio sotto i riflettori dopo conti semestrali

Tornando a Piazza Affari, l'attenzione è stata attratta da alcuni titoli del comparto infrastrutturale. Le società del gruppo Gavio sono state sotto i riflettori a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei conti semestrali. Astm (Autostrada Torino-Milano) è salita dell'1,3% dopo aver chiuso il primo semestre 2016 con un utile di 86,8 milioni, in calo rispetto agli 88 milioni del primo semestre 2016. Nello stesso periodo il traffico autostradale è cresciuto del 3,45 per cento. Sias, che ha riportato un rialzo superiore al 5%, ha chiuso il semestre con un lieve aumento dell'utile, passato dagli 87 milioni di euro del 2016 a 89,4 milioni del 2017. Per entrambe le società, tuttavia, cresce l’utile netto 'normalizzato': del 13% quello di Astm, toccando quota 57,6 milioni di euro, e del 24% quello di Sias, toccando quota 95,3 milioni. I ricavi del settore autostradale, è stato spiegato in una nota di Astm, sono pari a 500 milioni di euro (contro i 477 milioni del primo semestre 2016), di cui 485 milioni da pedaggi, in crescita di 21,6 milioni di euro. Gli analisti di Equita Sim questa mattina hanno alzato la raccomandazione su Sias da 'hold' a 'buy' con target di prezzo migliorato del 25% a 14,4 euro, inserendo il titolo nel portafoglio raccomandato. E a cascata, come conseguenza dell'upgrade, hanno confermato il giudizio 'buy' anche su Astm portando il prezzo obiettivo sulla controllante a 22,4 euro (+18%). In particolare, gli analisti sottolineano che dalla semestrale Sias sono arrivare «indicazioni positive, con numeri significativamente migliori delle attese sull'utile adjusted». Ad ogni modo, aggiungono di avere «una view positiva su entrambi i titoli».

In lieve rialzo Save, la società di gestione dell'aeroporto di Venezia: dopo il riassetto sulla quota di controllo la cordata guidata da Enrico Marchi con Infravia e Deutsche Asset Management lancerà una offerta pubblica d'acquisto a 21 euro. In Borsa il titolo ha superato tale soglia.

Ancora effetto conti in Europa: giù Henkel, balzo Aegon

La seduta delle Borse del Vecchio Continente ha quindi replicato in tono generale quella di ieri ma il focus è andato anche su alcuni gruppi che hanno pubblicato i conti trimestrali. A Francoforte, è pesante Henkel: il gruppo tedesco, pur confermando le stime per l'intero 2017 in un contesto di mercato definito "volatile e incerto", ha riportato conti del secondo trimestre inferiori alle attese
degli analisti. In particolare, a impattare sui conti e' stata la debole performance del comparto Beauty, che ha riportato un fatturato organico su livelli abbastanza in linea con lo scorso anno, quando c'era una attesa per una crescita. A Londra vola Coca-Cola Hbc: la società di imbottigliamento del gruppo di bevande Usa ha chiuso il primo semestre dell'anno con ricavi di oltre 3,2 miliardi di euro, in progresso del 5,6% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. L'utile netto e' stato di 191,6 milioni (+36,9%) e l'utile netto comparabile ammonta a 209,6 milioni (+39,4%). Aegon brilla alla Borsa di Amsterdam sulla spinta dei conti del primo semestre, del rafforzamento patrimoniale della compagnia operativa in Olanda e della cessione di altri asset. Il titolo del gruppo assicurativo attorno alle 12 registra un rialzo del 7% a 5,19 euro, dopo avere segnato +9% in apertura. Nel secondo trimestre Aegon ha realizzato un utile netto di 529 milioni di euro contro il rosso di 385 milioni accusato nello stesso periodo del 2016 a causa delle minusvalenze per la cessione di asset britannici. L'utile del semestre totalizza cosi' 907 milioni contro la perdita di 242 milioni dello scorso anno.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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