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L’Mps di Stato riduce il fido concesso a Eni

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L’Mps di Stato riduce il fido concesso a Eni

Il passaggio formale del controllo di Mps allo Stato potrebbe materializzarsi oggi, quando è atteso il via libera della Bce al computo dell’iniezione di risorse pubbliche, avvenuta la scorsa settimana, ai fini del capitale. L’operazione porterà la banca nell’orbita del Tesoro al pari delle altre controllate, compresa Eni. Con cui, però, il Monte aveva in essere un fido di 1,6 miliardi: troppo, per una società nei fatti diventata parte correlata. O comunque molto più della soglia massima consentita dalla Vigilanza, che non permette - con le parti correlate - di superare il 5% del patrimonio di vigilanza con una singola esposizione. Di qui la decisione, adottata dal cda in via preventiva mercoledì scorso: il fido alla società petrolifera resta in essere, ma il tetto è stato abbassato a 350 milioni. Ed è già una deroga, visto che il «limite gestionale» fissato dalla banca sarebbe al 3% del patrimonio di vigilanza: ma Eni è un cliente importante, che giustifica «la convenienza a mantenere il rapporto sopra il limite del 3%», si legge in una nota diffusa ieri dalla banca. (Ma.Fe.)

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