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Telecom, in campo i fondi

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Telecom, in campo i fondi

(Bloomberg)
(Bloomberg)

I consiglieri di minoranza di Telecom Italia scendono in campo nella partita che dovrà stabilire se Vivendì ha il controllo su Telecom Italia. Nei giorni scorsi i cinque membri del board del gruppo tlc, espressione dei fondi, avrebbero fatto pervenire alla società la richiesta di integrazione dell’ordine del giorno del primo consiglio di amministrazione di Telecom Italia. Secondo alcune fonti il punto da inserire riguarderebbe la questione del controllo di Vivendi in Telecom Italia, tema caldo delle ultime settimane. Altre fonti, invece, riferiscono che la questione sarebbe legata alla governance più in generale e a elementi di natura più tecnica.

Sulla carta il primo board di Telecom Italia è in calendario a novembre, per l’approvazione dei conti trimestrali. Tuttavia, si fa notare, è assai probabile che l’organo sociale si riunirà subito dopo la pausa estiva, a settembre. Anche perché sul tavolo ci sono più questioni da esaminare. Primo fra tutti, evidentemente, l’assetto al vertice.

Dopo l’uscita dell’ex amministratore delegato Flavio Cattaneo, il presidente Arnaud de Puyfontaine ha assunto «temporaneamente» tutte le deleghe esecutive, tranne l’interim su sicurezza e Sparkle che è stato affidato al vice presidente Giuseppe Recchi. Nello stesso tempo è stato inserito nell’organigramma un altro manager proveniente da Vivendi, il chief convergence officer Amos Genish. In prima battuta Genish doveva essere il vero capo-azienda, il piano B invece prevederebbe, secondo indiscrezioni, l’assegnazione della direzione generale, anche se per il momento il manager è stato inserito in Telecom come direttore operativo. Per conoscere il nome del nuovo amministratore delegato di Tim, bisognerà dunque aspettare settembre, il tempo necessario per chiudere la procedura di corporate governance e la selezione delle candidature da parte del cacciatore di teste designato, Egon Zehnder. L’appuntamento con le nomine, dunque, potrebbe coincidere anche con la riunione messa nel mirino dai consiglieri dei fondi. In linea teorica sarebbe bastata la richiesta di soli due consiglieri per l’inserimento di un punto all’ordine del giorno. In questo caso però ci sarebbe la firma di tutti e cinque i membri delle minoranze. La governance di Telecom Italia, del resto, resta un tema assai delicato, soprattutto alla luce dell’istruttoria del comitato governativo per i poteri speciali e dell’attività ispettiva della Consob sul ruolo effettivo, e il peso reale, di Vivendi in Telecom Italia. In gioco c’è la possibilità del Governo di avere un ruolo chiave sul futuro di asset giudicati strategici per l’interesse del Paese, come la rete o Sparkle. Nello stesso tempo, c’è il rischio che il gruppo francese sia costretto a consolidare la partecipata Telecom e i suoi 30 miliardi di debito. In proposito la situazione è ancora fluida. Vivendi ha risposto lunedì scorso alla Consob che non ritiene di avere il controllo civilistico su Telecom. Il gruppo guidato da Bollorè è stato chiaro: esercitare l’attività di direzione e coordinamento non è sufficiente per innescare la procedura e il vaglio del golden power. Ovviamente il comitato governativo per i poteri speciali proseguirà l’istruttoria, come pure la Consob - che ha ancora in corso l’ispezione in Tim - farà le sue valutazioni. Con esiti e potenziali conseguenze ancora tutti da verificare.

In Borsa il titolo del gruppo telefonico ieri è stato oggetto di vendite. Le azioni hanno archiviato la seduta in calo dell’1,62% a un prezzo di riferimento di 0,85 euro.

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