Finanza & Mercati

Mps, con il burden sharing scatta la possibilità di attivare i Credit…

coperture

Mps, con il burden sharing scatta la possibilità di attivare i Credit default swap

(Fotogramma)
(Fotogramma)

La ricapitalizzazione precauzionale con burden sharing sui detentori delle obbligazioni subordinate Lower Tier II, può far scattare il credit event sui credit default swap, e costituire quindi l’ evento che innesca il contratto e consente all’acquirente del Cds di attivare la protezione e recuperare la perdita subita. È quanto è accaduto alle obbligazioni subordinate Lower Tier II del Monte dei Paschi di Siena, in seguito alla conversione delle stesse in azioni: si tratta del primo caso di attivazione di Cds per via di una ricapitalizzazione precauzionale, un’eccezione alla direttiva Brrd sul risanamento e risoluzione delle banche. Lo scorso 9 giugno l’operazione su Banco Popular aveva rappresentato il primo credit event sui Cds collegato a un intervento pubblico e relativo alla Brrd.

In seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore il 29 luglio del decreto di burden sharing e di conversione in azioni delle obbligazioni subordinate del Monte, il comitato dell’Isda (associazione internazionale di swap e derivati) che determina i casi di “credit event” sui Cds ha stabilito che si sono verificati due di questi eventi sui prestiti subordinati Lower Tier II , il primo dovuto all’ “intervento pubblico” e applicato ai contratti Cds rivisti sotto il cappello della nuova regolamentazione standard 2014; il secondo evento “di ristrutturazione” richiama le definizioni risalenti questa volta al 2003, con successive modifiche. Anche il mondo dei Cds, che assegna una probabilità e un prezzo agli eventi che possono determinare una perdita per i sottoscrittori di obbligazioni o creditori di prestiti, ha dovuto fare i conti con la direttiva Brrd: la documentazione dei contratti Cds dal 2014 ha infatti recepito tutti i casi e gli eventi in cui la direttiva applica il burden sharing (che spalma le perdite su azionisti e detentori di prestiti subordinati) o il bail-in (che spalma le perdite anche sui detentori delle obbligazioni senior e di depositi sopra i 100mila euro).

La decisione sui due credit event per i Cds del Monte è stata presa dal Determinations Committee il 4 agosto, e le spiegazioni dettagliate del caso sono state rese note l’8 agosto. In particolar modo, il comitato rileva che “la conversione forzosa delle Lower Tier 2 notes in azioni ammonta a una riduzione del valore nominale delle obbligazioni”.

I possessori dei Cds del Monte collegati alle obbligazioni subordinate Lower Tier II oggetto del burden sharing (e che soddisfino altri requisiti ISDA tra i quali un chiaro riferimento allo strumento nel quadro della Standard reference obligation) possono attivare il contratto e quindi chiuderlo con la liquidazione e compensazione. L’acquirente della protezione può liquidare il Cds con la compensazione fisica per un importo equivalente alla sua posizione netta: chi detiene il Cds consegna i bond al venditore del Cds (chi ha venduto la protezione acquista le obbligazioni alla pari, a 100, sebbene queste abbiano un prezzo di mercato che sconta la perdita). In alternativa il comitato ha stabilito che i contratti Cds sul Monte potranno essere chiusi attraverso il meccanismo dell’asta che permette la liquidazione in contanti sulla base di un prezzo di mercato da definirsi con due tornate (una la mattina una il pomeriggio dello stesso giorno)  di offerte dei venditori di Cds. L’asta comporta un rischio nella definizione del prezzo e la stima del rischio.

I Cds tuttavia non sono contratti di assicurazione. Sono contratti finanziari nati con l’obiettivo della copertura, per proteggere il sottoscrittore del bond dal rischio di perdita del capitale. Questi speciali swap si sono poi trasformati in strumenti di credito per prendere posizione sul debitore senza acquistare bond: per questo è stato introdotto il meccanismo dell’asta, in alternativa alla liquidazione “fisica” con vendita dei bond dall’acquirente del Cds al venditore di protezione.

© Riproduzione riservata