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Mps paga pulizie su crediti: rosso per oltre 3 mld. Fitch alza…

mentre Fitch alza (poco) il rating

Mps paga pulizie su crediti: rosso per oltre 3 mld. Fitch alza (poco) il rating

Con un rosso di 3,2 miliardi, la semestrale del Monte dei Paschi porta i segni della cura shock imposta da Bce e Commissione europea. E così i dati trimestrali approvati oggi dal cda della banca, a poche ore dall'autorizzazione giunta dalla Bce ad effettuare l'aumento di capitale che ha portato lo Stato al 52% (dato certificato Consob), sono in linea con le attese: tra aprile e giugno la banca ha perso 3 miliardi, sotto il peso di 4,2 miliardi di svalutazioni sui crediti in larga parte preannunciate; si tratta, infatti, dello sforzo condotto dalla banca per svalutare i 26 miliardi di sofferenze che ha in pancia al 21%, il prezzo che Atlante 2 è disposto a pagare nell'ambito della cartolarizzazione che partirà dopo l'estate.

Il rosso del semestre ha fatto precipitare il capitale di vigilanza, cioè il Common equity tier 1 dall'8,2% di fine 2016 all'1,5%, ma con l'aumento a carico dello Stato e degli obbligazionisti è tornato al 15,4%, tra i più alti in Italia e l'agenzia di rating Fitch ha elevato il rating della Banca portandolo a B: un livello ancora non investment grade (e quindi spazzatura), più basso di quello dello Stato (BBB) di cui è diventata una controllata.

Certo come dimostra il piano al 2021 presentato dal ceo Marco Morelli, destinato a rimanere in sella, non sarà facile rimettere in carreggiata la banca: di dividendi non si potrà parlare finché a comandare sarà il Tesoro (così ha stabilito la Commissione europea), ma anche potendo ci sarà da aspettare almeno il 2019, primo anno in cui è previsto il ritorno all'utile. Al netto della perdita straordinaria sulle sofferenze si registra un margine d'interesse in calo del 12,7% sul 2016, «per effetto soprattutto della dinamica negativa degli attivi fruttiferi, in particolare degli impieghi commerciali». Anche le commissioni, da cui il settore in questa fase di tassi a zero trae le maggiori soddisfazioni, sono in calo dell'8,8%, e qui a pesare è un altro effetto della cura da cavallo subita dalla banca: le emissioni di 11 miliardi di titoli garantiti dallo Stato, che hanno consentito alla banca di rifinanziarsi sul mercato ma ora presentano il conto in termini di commissioni.

Tra idati positivi ce n'è uno straordinario, ovvero il beneficio fiscale di 510 milioni grazie alla recenti modifiche che hanno rimodulato in senso restrittivo l'Ace, la misura pensata per premiare gli imprenditori che investono nel capitale delle proprie imprese. E poi qualche segnale di vita, non scontato, dalla rete: tra gennaio e giugno, informa la banca, le nuove erogazioni di crediti a medio-lungo termine a famiglie e imprese sono state pari a 2,7 miliardi (più 700 milioni solo a luglio), mentre la raccolta diretta è in cresciuta di 2 miliardi su dicembre, «con una significativa crescita di conti correnti e depositi vincolati».

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