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Standard Life Aberdeen ai nastri di partenza

RISPARMIO GESTITO

Standard Life Aberdeen ai nastri di partenza

Lunedì 14 agosto 2017 sarà completata la fusione tra Aberdeen Asset Management Plc e Standard Life Plc, annunciata nel marzo scorso. L’operazione darà vita a Standard Life Aberdeen Plc, una casa di investimento con masse amministrate di circa 750 miliardi di euro, nella quale si combineranno le competenze specialistiche di Aberdeen nella gestione attiva di fondi comuni e quelle di Standard Life più focalizzate sul risparmio di lungo termine e sui prodotti pensionistici.

Il nuovo gruppo sarà guidato in tandem da Keith Skeoch e Martin Gilbert, a capo – rispettivamente -, di Standard Life e di Aberdeen. Skeoch e Gilbert, entrambi scozzesi, hanno deciso di unire le forze per fronteggiare l’evoluzione del business del risparmio. Il quartier generale della società è a Londra, ha 50 sedi in tutto il mondo e una capitalizzazione di Borsa post fusione di oltre 12 miliardi di euro. La rielaborazione del bilancio del primo trimestre dell’anno con i conti delle due società porta a un fatturato di 2,8 miliardi di sterline (più di 3 miliardi di euro), e a un margine operativo di 1,1 miliardi (1,2 miliardi di euro).

L’operazione si inserisce nella tendenza globale del settore del risparmio gestito a polarizzarsi tra grandi realtà diversificate e boutique specializzate. A questo proposito, è recente la notizia dell’aggregazione nel nostro Paese tra Anima Sgr e Aletti Gestielle Sgr (del Gruppo Banco Bpm), che con la partecipazione di Poste italiane e Cassa depositi e prestiti dovrebbe dare vita al cosiddetto terzo polo>> del risparmio gestito in Italia. «Per avere successo - afferma Martin Gilbert - i grandi asset manager su scala mondiale dovranno fornire sia prodotti su misura di alta sartoria, sia un insieme più ampio di strategie. Dovranno anche essere in grado di far arrivare la loro gamma di prodotti e strategie in tutto il mondo. Gli individui devono farsi carico di risparmiare per il loro futuro più di quanto abbiano mai fatto le generazioni precedenti e i governi retrocedono gradualmente dalla responsabilità di fornire una pensione. Questo processo crea una domanda crescente di prodotti di investimento multi asset e orientati a generare reddito. Allo stesso tempo, molti fondi pensione, assicuratori ed istituzioni finanziarie cercano di lavorare con meno società di investimento dalle quali acquistare una gamma più ampia di strategie. Parte del successo degli asset manager americani di grandi dimensioni è stata proprio la capacità di vendere al cliente strategie di investimento multiple».

A rendere allettanti fusioni e aggregazioni c'è il tema delle economie di scala, che sostengono i profitti e si realizzano per definizione solo con grandi volumi. «Nel risparmio gestito c'è una triplice valutazione dei costi- aggiunge Gilbert -; le persone sono più responsabili dei loro risparmi e li monitorano, gli investitori istituzionali cercano di ridurli operando con meno case di gestione che offrono un maggior numero di prodotti e strategie e le autorità di controllo spingono alla trasparenza sulle commissioni applicate e poi la pressione concorrenziale dei gestori passivi».

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