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Satispay, 5 milioni di transazioni al mese su mobile

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Satispay, 5 milioni di transazioni al mese su mobile

Circa 300mila download, 160mila utenti e una rete di 18mila negozi, a un ritmo di 70 nuovi esercenti al giorno. Sono i numeri dichiarati da Satispay, un sistema di pagamenti mobile che consente di effettuare transazioni dal proprio dispositivo. Oggi il sistema gestisce un transato di 5 milioni di euro al mese e ha iniziato ad emergere grazie alla partnership con alcuni marchi di peso. Uno tra gli ultimi i n ordine di tempo sono i supermercato Esselunga, che hanno iniziato ad attivare i pagamenti con la app in tutti i negozi. «Ma i volumi del transato raddoppiano ogni trimestre» sostiene Alberto Dalmasso, Ceo e fondatore della piattaforma. Le attese di espansione si fanno più ambiziose sulle base utenti, visto che il sistema conta di arrivare in futuro a 1 milione di utenti e 120mila esercenti. Le entrate si reggono su una commissione di 20 centesimi che scatta sui pagamenti superiori ai 10 euro, mentre a fine anno si aggiungerà anche il credito al consumo. Il target di fatturato entro la fine dell’anno è di 1,2 milioni di euro, anche se Dalmasso ammette che si parla di «un business ambizioso, retto su grandi numeri». Le cifre del fenomeno potrebbero lievitare anche di più ora, con player come Apple, Facebook e Amazon pronti a inserirsi nel business del pagamenti online e senza intermediazione. L’obiettivo di sistemi come Satispay potrebbe essere quellon di facilitare la diffusione sul mercato nazionale di colossi che «si occupano di altro» e dovranno rivolgersi ad altri attori. «Il loro ingresso in questo mercato farà sicuramente bene al settore, perché alzerà ancora di più l'attenzione sul tema dei pagamenti - dice Dalmasso - Ma il loro core business è un altro e dovranno sicuramente appoggiarsi su altri attori per la gestione dei pagamenti». In termini giuridici, Satispay è un istituto di moneta elettronica ed è soggetta alla regolamentazione prevista per gli intermediari finanziari. In teoria è autorizzato ad operare in 18 paesi europei, anche se per ora si è concentrato sul mercato italiano. Il prossimo passo è spingersi fuori dalla clientela nazionale. «Sono mercati in cui entreremo gradualmente nei prossimi anni - precisa Dalmasso - Approfittando della possibilità che gli intermediari europei hanno di operare nei vari stati membri dell'Unione europea».

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