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Il terrorismo scuote le Borse. Ma Milano chiude sulla parità

la giornata dei mercati

Il terrorismo scuote le Borse. Ma Milano chiude sulla parità

(Imagoeconomica)
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Seduta difficile per le Borse europee, penalizzate dall'aumento dell'avversione al rischio all'indomani del doppio attacco terroristico in Catalogna e dalle incertezze sull'agenda dall'amministrazione Trump negli Stati Uniti. New York ha poi cambiato direzione toccando i massimi intraday, dopo la conferma della Casa Bianca sull’uscita dello stratega Steve Bannon dallo staff del presidente, per poi chiudere in negativo (-0,18% a 2.425,51 punti lo S&P500). Piazza Affari, dopo aver vissuto gran parte della seduta in territorio negativo, sul finale ha recuperato la parità grazie alla tenuta dei titoli bancari e delle utility.

Il FTSE MIB ha così terminato la giornata a +0,12%, facendo segnare la migliore prestazione tra le principali Piazze continentali. Bene Banco Bpm (+2,16%) e Ubi Banca (+1,39%), debole Cnh Industrial (-1,95%) sulla scia del -5,7% di Deere a Wall Street.

Acquisti su oro e titoli di stato. Giù vettori aerei

Il generale clima di incertezza ha alimentato gli acquisti sui titoli di Stato (il rendimento del Bund scende a 0,42%, quello del Btp decennale al 2,03%, con spread in salita in area 161 punti base) e sull'oro che ha toccato il nuovo massimo dell'anno oltre i 1.300 dollari l'oncia. Nell'azionario è stato il settore "viaggi" a pagare in modo più evidente l'avversione al rischio degli investitori a seguito dei fatti di Barcellona: il sottoindice del comparto è stato il più penalizzato sui listini europei con una flessione di circa un punto e mezzo. Al centro delle vendite sono state in particolare le azioni delle compagnie aeree e quelle delle grandi catene alberghiere che hanno viaggiato in fondo ai rispettivi listini: a Londra ha perso il 2% Iag (la holding di British Airways, Iberia, Vueling e Aer Lingus) e lo 0,85% Easyjet, sotto pressione il gruppo della crocieristica Carnival (-1,21%), in calo Intercontinental Hotels (Holiday Inn, Crowne Plaza e altri brand) e Whitbread (Premier Inn) nell'alberghiero oltre a Tui tra i tour operator. A Parigi male Air france-Klm e AccorHotels.

A Milano resistono petroliferi e utility, banche in ripresa

A Milano Saipem, grazie anche al contratto in Kuwait annunciato due giorni fa, resiste come gli altri petroliferi. Bene alcuni bancari e in particolare Ubi Banca, Banca Pop Er e Banco Bpm, quest'ultima sostenuta dalle trattative per il nuovo partner assicurativo dell'istituto. A Londra spiccano ancora i titoli delle società di metalli preziosi. A Madrid giù soprattutto i bancari, oltre a International Airlines Group (quotata anche sull'Ibex35 oltre che sul Ftse100). Spicca ad Amsterdam il tonfo della società di stoccaggio Vopak dopo la pubblicazione di conti semestrali con un utile netto in calo di oltre il 60% rispetto a un anno fa a 148,8 milioni di euro.

Fiat Chrysler: si sgonfia l'appeal dell'interesse cinese
Si sgonfia ulteriormente il titolo Fiat Chrysler in Borsa dopo che tre gruppi cinesi dell'auto si sono chiamati fuori da possibili progetti d'acquisto sulla casa italo-americana. Le azioni, che già ieri avevano accusato un calo dell'1,1%, arretrano a 10,7 euro ma per il momento restano sui massimi dal marzo scorso. Negli ultimi giorni prima Geely Automobiles, poi Guangzhou e Dongfeng hanno precisato di non avere piani che punti all'acquisto di Fiat Chrysler. «Questo rimuove ulteriormente l`appeal speculativo attivato dall`articolo di Automotive News del 14 agosto essendo ora rimasto come unico pretendente possibile Great Wall Motors», è il commento di una casa di investimento: le indiscrezioni riportate da Automotive News facevano riferimento a contatti portati avanti da più costruttori auto cinesi e in particolare di incontri avvenuti con tra dirigenti Fiat e funzionari di Great Wall Motor. Al di là delle smentite sull'ipotesi Cina comunque gli investitori continuano a credere che un riassetto nel gruppo Fca possa avvenire in particolare attraverso lo scorporo dei brand delle auto di lusso (Alfa Romeo e Maserati) nonchè della componentistica di Magneti Marelli. Queste soluzioni, secondo Mediobanca Securities, aggiungerebbero diverse opzioni strategiche ai piani su cui starebbe ragionando il ceo di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne. Per gli stessi analisti, al di là delle smentite, il coinvolgimento di Dongfeng (socio forte del gruppo Peugeot insieme al governo francese) aprirebbe percorsi interessanti per il futuro di Fca che, una volta scorporati alcuni asset, potrebbe essere il giusto partner per Psa sia in termini di volumi sia per la presenza sul mercato Usa.

Cnh la peggiore su tonfo Deere. Costruzioni scontano dubbi su piani Trump
Sul Ftse Mib è stata Cnh Industrial a segnare la performance peggiore, ai minimi da tre mesi, in scia alla forte correzione a Wall Street per le azioni del concorrente Usa Deere, i cui ricavi hanno deluso le attese del mercato. In flessione di oltre un punto percentuale Telecom Italia, Leonardo - Finmeccanica e Mediaset, mentre Buzzi Unicem soffre la debolezza del comparto costruzioni a causa dell'incertezza sui maxi piani di investimento previsti dalla amministrazione Trump.

L'euro risale a 1,175 dollari dopo scivolone di ieri dopo Bce

L'euro recupera a quota 1,175 dollari dopo il brusco movimento di ieri che aveva portato la moneta unica sotto quota 1,17 per le preoccupazioni espresse dalla Bce, nei verbali dell'ultima riunione di luglio, per i rischi di un eccessivo apprezzamento della valuta unica: questi timori hanno alimentato tra gli operatori la convinzione che Francoforte non sia ancora pronta a procedere verso una normalizzazione della politica monetaria con la fine degli acquisti di titoli di Stato e successivi aumenti al costo del denaro. La correzione dell'euro era comunque già rientrata ieri nel tardo pomeriggio anche a seguito di dati della produzione industriale Usa inferiori alle stime a luglio.

Il Petrolio si apprezza sia per quanto riguarda il Wti, in area 47,6 dollari al barile la consegna ottobre, sia per il Brent, sopra 52 dollari al barile per il future ottobre: ieri i prezzi avevano corretto subendo in parte la rimonta del dollaro e in parte i dati settimanali sulla produzione di greggio da parte degli Stati Uniti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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