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La storia della banca sudafricana e delle sue azioni salite del 50.000%

MErcati emergenti

La storia della banca sudafricana e delle sue azioni salite del 50.000%

(Reuters)
(Reuters)

Un dollaro investito nel 2002 nella banca sudafricana Capitec oggi vale 50mila dollari. Un primato il rendimento delle azioni di questo lender dei paesi emergenti, specializzato nella concessione di prestiti e mutui a persone a basso reddito. Considerando anche che, dal 2002 a oggi, il mondo ha conosciuto la più grande recessione finanziaria dai tempi del crac del 1929. Quella crisi dei mutui subprime cominciata nel 2007 negli Stati Uniti - di cui proprio in questi giorni ricorrono i dieci anni dallo scoppio - che è dilagata dai grattacieli di New York, dalle case vendute senza copertura e con i mutui facili a Miami, dalle banche americane e da Wall Street, in tutto il mondo.

Con l’economia Usa che dieci anni dopo a ripreso a correre, così come la sua industria finanziaria. Con Trump che ora vuole riscrivere in senso più morbido tutte le regole imposte da Obama a banche e finanziarie. E con invece gran parte degli altri paesi, dall’Europa e ancora di più ai mercati emergenti, e ai paesi meno sviluppati, che non ancora si sono ancora davvero ripresi dallo choc di quelli anni. Con una crescita che stenta. Le diseguaglianze che aumentano tra Nord e Sud. La gente che scappa dal sud del mondo sperando di trovare opportunità in un Occidente sempre più fragile e sempre meno ricco. Dove anche la classe media si è scoperta povera. Insomma un mondo a due velocità.

Così la piccola storia di successo di questa banca sudafricana è significativa perché - considerando i numeri boom - racconta di una ripresa possibile anche nel sud del mondo. Il Sud Africa è una delle nazioni più ricche del continente nero. Da solo il Pil prodotto dal paese di Mandela vale circa un terzo di tutta la ricchezza prodotta dai restanti 53 paesi africani. Nel 2010 ha organizzato con successo i Mondiali di calcio, costruendo in tempo stadi avveniristici, mondiali su cui pochi avrebbero scommesso.

I fondamentali della repubblica sudafricana sono buoni direbbero gli analisti. Il Pil continua a crescere nonostante la cattiva situazione economica, l’elevata disoccupazione e nonostante i numerosi episodi di corruzione in cui è coinvolto il suo presidente Jacob Zuma.

La piccola banca sudafricana, che si chiama Capitec Bank Holding, si è quotata in Borsa nel 2002. Da allora, per chi le ha dato credito - come si diceva - il valore delle azioni è salito del 50mila per cento. Un record. Non è l’unico che spiega il boom dei titoli di questo istituto di credito di un paese emergente. Dinamico, per definizione come tutti gli emergenti, ma instabile, più sensibile ai marosi della congiuntura internazionale.

Altro aspetto interessante: Capitec ha visto i suoi profitti annuali netti salire almeno 130 volte dal 2003 a oggi: 3,7 miliardi di rand sudafricani (286 milioni di dollari) nell’ultimo anno fiscale chiuso a febbraio. Capitec, grazie forse alla sua particolare attività - che dà credito alle persone a basso reddito, quelle che fanno più fatica a entrare nei circuiti tradizionali bancari - è cresciuta al ritmo più veloce di tutti in questi anni rispetto alle quattro più grandi banche africane: ha 8,6 milioni di clienti e solo nell’ultimo anno ne ha visti arrivare altri 1,3 milioni.

Il prezzo delle sue azioni è aumentato di 50mila volte dal 2002. E continua a salire: da inizio anno i titoli Capitec hanno guadagnato un ulteriore 24% rispetto allo stesso periodo del 2016. Almeno otto volte di più del tasso di crescita del listino settoriale legato alle banche africane alla Borsa di Johannesburg (Ftse/Jse).

Gli analisti concordano il giudizio positivo su Capitec. «La larga base di clienti di Capitec rappresenta un’attraente opportunità per vendere altri prodotti finanziari nel futuro», dice Harry Botha, analista bancario di Avior Capital Market. Mentre altre banche concorrenti perdono clienti «Capitec continua ad allargare il suo portafoglio clienti» rileva Patrice Rassou, capo del settore equity del fondo d’investimento sudafricano Sanlam. Queste stime positive hanno aiutato l’incremento di valore delle azioni Capitec anche quest’anno, nonostante l’index settoriale bancario alla borsa sudafricana sia al momento ai valori più bassi dal 2013.

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