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Dividendi globali da record. Ecco le prime 20 società che…

dividendi globali da record

Dividendi globali da record. Ecco le prime 20 società che distribuiscono cedole

(Afp)
(Afp)

Da tempo ormai non si assisteva a una fase di crescita economica sincronizzata a livello globale di simile portata, non stupisce quindi che nelle tasche degli investitori siano in arrivo (anzi, siano in parte già affluiti) dividendi da primato da parte delle società quotate di tutto il mondo. Secondo l’indice Janus Henderson Global Dividend vale infatti a 447,5 miliardi di dollari il monte cedole distribuito nel corso del secondo trimestre del 2017: una cifra record per il periodo, appunto, che nasconde una crescita del 5,4% rispetto all’anno precedente e che avrebbe potuto essere ancora più marcata (7,2%) se non si includessero le oscillazioni del cambio (il dollaro si è fortemente deprezzato negli ultimi mesi), i dividendi straordinari e gli altri fattori non ricorrenti.

CORSA VERSO IL RECORD
Dividendi globali distribuiti nel 2° trimestre. Dati in miliardi di dollari (Fonte: Janus Henderson)

Si tratta dunque della crescita più rapida dal 2015, come ricorda Janus Henderson, con nuovi record trimestrali negli Stati Uniti, in Giappone, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Indonesia e Sud Corea, ma non in Italia. Il dato relativo al nostro Paese mostra anzi un calo di circa il 19% a 8,3 miliardi di dollari, che però è legato in gran parte a due effetti straordinari: il mancato pagamento del dividendo relativo all’esercizio 2016 da parte di UniCredit e la decisione di Enel di distribuire la cedola in due riprese (l’acconto a gennaio e il saldo lo scorso 24 luglio) anziché in un’unica soluzione a giugno (cioè nel secondo trimestre che gli analisti hanno preso in considerazione). Al netto di tutto questo, l’Italia registrerebbe comunque una flessione dello 0,8% che la dice probabilmente lunga su quanto dalle nostre parti la ripresa si muova con maggior lentezza rispetto al resto del mondo.

Il ritorno delle banche
A livello settoriale la crescita dei dividendi risulta evidente in quasi tutti i comparti e le industrie. I finanziari e in particolare le banche rappresentano però la metà dell’incremento complessivo globale, mentre tecnologia, industriali e materiali di base hanno riportato risultati positivi e soltanto fra le aziende delle telecomunicazioni si è registrato un lieve calo delle cedole. Ancora più interessante può essere notare come sia cambiata la classifica dei 20 maggiori distributori di dividendi nel corso degli ultimi 5 anni. Ora come allora è Nestlé a primeggiare, ma dietro la multinazionale elvetica le cose sono cambiate, e non di poco.


Così cambia la geografia dei dividendi
I primi 20 distributori mondiali di cedole agli azionisti oggi e 5 anni fa

Oggi abbondano i gruppi del settore finanziario e assicurativo (Zurich, Hsbc, Allianz e Bnp Paribas), che nel 2012 risentivano invece dei postumi della crisi finanziaria, e comincia a farsi spazio anche chi è legato alla tecnologia (Samsung e Apple). Cinque anni fa facevano invece la voce grossa i telefonici (China Mobile, Deutsche Telekom e Telefonica) e i petroliferi, oggi pressoché spariti (se si eccettua Exxon Mobil) dalla graduatoria. E anche l’ Italia, nel suo piccolo, segue la tendenza generale dato che oggi è Intesa Sanpaolo l’unica fra le prime venti (al 18esimo posto) così come Eni lo era nel secondo trimestre del 2012 (al 15esimo).

Migliorano le prospettive per l’intero 2017
Dati così brillanti e il concomitante rafforzamento dell’economia globale hanno spinto Janus Henderson a rivedere al rialzo le previsioni per l’intero 2017 fino a un livello record di 1.208 miliardi di dollari. Si tratta di un aumento di 50 miliardi rispetto alle stime preliminari di gennaio che, se confermato, porterebbe al 3,9% la crescita complessiva e al 5,5% la crescita sottostante su base annua.

«Il primo semestre del 2017 è stato più brillante del previsto e il secondo promette altrettanto bene», spiega Alex Crooke, Responsabile Global Equity Income di Janus Henderson, sottolineando anche che «il dollaro è sceso ancora rispetto a molte valute dal nostro ultimo rapporto, dunque se resterà su questi livelli non agirà più da freno al dato complessivo nel resto dell’anno». Sei mesi fa la preoccupazione di Henderson era proprio quella di un biglietto verde eccessivamente esuberante, ma ora le prospettive sono evidentemente cambiate. Gli investitori potranno quindi godere di una di quelle rare fasi in cui l’aumento delle cedole è sincronizzato in tutte le regioni del mondo.

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