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Fca, «muro» Usa contro la Cina

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Fca, «muro» Usa contro la Cina

  • –Marco Valsania

NEW YORK

Una barricata americana di sicurezza nazionale contro la Grande Muraglia cinese. L’amministrazione di Donald Trump è pronta a scendere in campo per fermare qualunque avance di aziende di Pechino, a partire dalla Great Wall Motor, nei confronti di Fiat Chrysler Automobiles o di suoi preziosi marchi made in Usa quali Jeep. Il Presidente è intenzionato a brandire l’esame di simili operazioni da parte di uno speciale comitato interministeriale sugli investimenti esteri, il Committee on Foreign Investment in the United States guidato dal Dipartimento del Tesoro, affinché un deal si areni tra le sue maglie .

Il test del Comitato, anche senza una immediata bocciatura, può paralizzare e scoraggiare le aziende internazionali che si fanno avanti negli Usa. Potrebbe durare almeno un mese e fino a due mesi e mezzo e imporre condizioni capestro. E il suo raggio d’azione, un tempo limitato alle implicazioni per la difesa, è stato ormai ampliato a numerosi comparti giudicati strategici, dai trasporti all’energia. Secondo la rivista specializzata Automotive News, diverse società cinesi sarebbero interessate a Fiat Chrysler Automobiles oltre all’esplicito corteggiamento di Great Wall per la redditizia divisione Jeep. Sempre stando alla rivista, almeno una di queste aziende starebbe preparando la documentazione da sottoporre al Comitato per procedere con le sue proposte. Le imprese non sono tenute a rivolgersi al Comitato, ma l’organismo può in seguito agire per bloccare ogni deal. In caso di mancato accordo su una decisione, invia il dossier direttamente alla Casa Bianca per una presa di posizione.

In epoca recente solo due deal sono stati disfatti: George HW Bush bloccò nel 1990 un investimento di Pechino nella Mamco Manufacturing e nel 2012 Barack Obama contrastò i disegni sempre cinesi per una centrale eolica troppo vicina a una base militare. L’amministrazione Trump ha tuttavia fatto scattare ora un crescente giro di vite nei confronti di aziende cinesi, parte di una complessa partita bilaterale che vede Washington premere su Pechino per concessioni commerciali, quali la protezione della proprieta' intellettuale, e politiche, l’applicazione di sanzioni alla Corea del Nord. Il governo ha lasciato filtrare in ambienti legali la propria preoccupazione e desiderio di intervento.

Fca, sotto la guida di Sergio Marchionne, è da tempo alla ricerca di nuovi partner per tenere testa alla concorrenza internazionale e alla crescente concentrazione nel settore auto. In passato ha visto i suoi approcci respinti da General Motors. Soltanto nel giro delle ultime settimane Fca è stata nuovamente al centro, oltre che degli interessi cinesi, di voci su un possibile rilancio nei rapporti con Volkswagen, almeno sotto forma di partnership su alcuni veicoli, e di possibili fusioni con la sudcoreana Hyundai, il quinto gruppo automobilistico al mondo.

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