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Pirelli, nuova governance in vista dell’Ipo

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Pirelli, nuova governance in vista dell’Ipo

Indipendenza, italianità e continuità. Sono queste le tre direttrici su cui si muove la nuova governance di Pirelli, che scalda i motori per tornare in Borsa ad ottobre. Il nuovo Statuto era stato depositato a inizio agosto, di ieri invece i dettagli che meglio delineano il futuro del gruppo della Bicocca.

L’indipendenza della società sarà la conseguenza della cessazione delle attività di direzione e coordiamento da parte di Marco polo International Italy. Dopo l’Ipo, infatti, Pirelli non sarà soggetta ad alcuna delle attività in cui tipicamente si sostanzia l’attività di direzione e coordinamento da parte degli azionisti di controllo, diretti e indiretti, spiega una nota. Non solo. Il veicolo che ora controlla la società e di cui fanno parte Camfin, ChemChina e i russi di Lti, scomparirà. Il nuovo patto parasociale contiene infatti «l’impegno delle parti a perfezionare la scissione totale di Marco Polo». Gli azionisti, inoltre, si sono impegnati «a sottoporre il progetto di scissione all’approvazione del cda di Marco Polo alla data di perfezionamento dell’Ipo o in data immediatamente successiva». Nel dettaglio l’operazione, prevedono i patti, dovrà perfezionarsi «quanto prima e comunque entro tre mesi dall’approvazione del bilancio 2017» della stessa Marco Polo.

L’italianità di Pirelli, invece,sarà garantita dalle disposizioni dello statuto che prevedono «la localizzazione in Italia della sede e del centro direzionale del gruppo, così come il controllo del know how tecnologico (inclusi i marchi Pirelli)». In particolare, lo statuto prevede che le competenze tecnologiche restino nella titolarità di Pirelli e non potranno essere trasferite a soggetti terzi. Così come che la sede operativa e amministrativa di Pirelli dovrà rimanere a Milano. Disposizioni che possono essere cambiate solo con una delibera dell’assemblea degli azionisti Pirelli che ottenga il via libera del 90% del capitale sociale.

Infine la continuità sarà assicurata dal fatto che il compito di gestire Pirelli sarà dell’attuale management e che viene confermato a Marco Tronchetti Provera, nella sua carica di vice presidente esecutivo e amministratore delegato, il ruolo di «dirigere il top management e garantire la continuità nella cultura d’impresa di Pirelli, anche attraverso un ruolo chiave nella designazione del suo successore nel 2020», si legge nella nota diffusa ieri.

Il nuovo cda di Pirelli, in carica per tre esercizi e riunitosi ieri per la prima volta, ha deliberato l’adesione al codice di autodisciplina per le società quotate e l’istituzione di cinque comitati. Il board, oggi composto da 14 membri, salirà a 15 con una maggioranza di 8 indipendenti. Ad oggi i consiglieri Ren Jianxin, Yang Xingqiang, Bai Xinping, Ze’ev Goldberg, Tao Haisu, Marisa Pappalardo, Fan Xiaohua e Wei Yintao sono stati nominati su designazione di CNRC; Marco Tronchetti Provera, Giovanni Tronchetti Provera, Giorgio Luca Bruno e Laura Cioli sono stati nominati su designazione di MTP&C; mentre Domenico De Sole e Cristina Scocchia sono stati nominati da Marco Polo International Italy su designazione congiunta di CNRC e MTP&C.

Sulla struttura dell’offerta per la quotazione non ci sono ancora indicazioni, ma di certo ChemChina scenderà sotto il 50% del capitale sociale. Attualmente Marco Polo International Italy, che detiene direttamente il 100% di Pirelli, è controllata al 65% da ChemChina, al 22,4% da Camfin e al 12,6% dai soci russi di Lti.

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