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Pirelli: stima una crescita del9% annuo dei ricavi al 2020

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Pirelli: stima una crescita del9% annuo dei ricavi al 2020

Dopo la governance, Pirelli dà indicazioni sul piano industriale al 2020. Il gruppo tornerà a Piazza Affari in ottobre trasformato in una «pure consumer tyre company focalizzata sui prodotti 'high value»”, ovvero con un posizionamento strategico sui segmenti tecnologicamente più avanzati, ad alta crescita e alta redditività e con un nuovo piano industriale al 2020.

I numeri del piano

Incremento dei ricavi e della marginalità. Questi gli obiettivi del prossimo triennio per Pirelli, che stima una crescita media annua di almeno il 9% del fatturato nel periodo 2016-2020 e un miglioramento del Ebit mjargin rettificato (rapporto tra risultato operativo e ricavi) dal 17% del 2016 al 18,5%-19,5% nel 2020.

Le previsioni del gruppo riguardano le attività dei pneumatici consumer, quelle cioè per le quali è in corso il processo di quotazione a Piazza Affari e che nell'esercizio 2016 hanno originato ricavi per 4,97 miliardi di euro e una profittabilità in termini di margine ebit rettificato del 17%. Gli indirizzi strategici del nuovo piano industriale al 2020 prevedono, infatti, un posizionamento sui segmenti di prodotto tecnologicamente più avanzati, ad alta crescita e ad alta redditività: il focus sul cosiddetto “high value” (che comprende in primo luogo i prenumatici 'prestige' per le auto di lusso e quelli i 'new premium' cioè da 18 pollici in su) porterà questo segmento ad avere un'incidenza sui ricavi dal 55% del 2016 al 63% nel 2020.

Gli investimenti previsti da Pirelli per il periodo 2017-20 saranno in media pari a circa il 7% dei ricavi annui e in larga parte (82%) destinati all'”high value”. L'indebitamento è atteso scendere, come rapporto tra posizione finanziaria netta e ebitda rettificato, dalle 4,6 volte di fine 2016 a un livello inferiore a 2 volte a fine 2020. Al 30 giugno la posizione finanziaria netta è negativa per 4,176 miliardi.

La nuova governance

Indipendenza, italianità e continuità. Sono queste le tre direttrici su cui si muove la nuova governance di Pirelli, che scalda i motori per tornare in Borsa ad ottobre. Il nuovo Statuto era stato depositato a inizio agosto, di ieri invece i dettagli che meglio delineano il futuro del gruppo della Bicocca.

L’indipendenza della società sarà la conseguenza della cessazione delle attività di direzione e coordiamento da parte di Marco polo International Italy. Dopo l’Ipo, infatti, Pirelli non sarà soggetta ad alcuna delle attività in cui tipicamente si sostanzia l’attività di direzione e coordinamento da parte degli azionisti di controllo, diretti e indiretti, spiega una nota. Non solo. Il veicolo che ora controlla la società e di cui fanno parte Camfin, ChemChina e i russi di Lti, scomparirà.

L’italianità di Pirelli, invece,sarà garantita dalle disposizioni dello statuto che prevedono «la localizzazione in Italia della sede e del centro direzionale del gruppo, così come il controllo del know how tecnologico (inclusi i marchi Pirelli)».

Infine la continuità sarà assicurata dal fatto che il compito di gestire Pirelli sarà dell’attuale management e che viene confermato a Marco Tronchetti Provera, nella sua carica di vice presidente esecutivo e amministratore delegato, il ruolo di «dirigere il top management e garantire la continuità nella cultura d’impresa di Pirelli, anche attraverso un ruolo chiave nella designazione del suo successore nel 2020», si legge nella nota diffusa ieri.

Il nuovo cda di Pirelli, in carica per tre esercizi e riunitosi ieri per la prima volta, ha deliberato l’adesione al codice di autodisciplina per le società quotate e l’istituzione di cinque comitati. Il board, oggi composto da 14 membri, salirà a 15 con una maggioranza di 8 indipendenti.

Sulla struttura dell’offerta per la quotazione non ci sono ancora indicazioni, ma di certo ChemChina scenderà sotto il 50% del capitale sociale. Attualmente Marco Polo International Italy, che detiene direttamente il 100% di Pirelli, è controllata al 65% da ChemChina, al 22,4% da Camfin e al 12,6% dai soci russi di Lti.

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