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Pirelli, in Borsa ad ottobre il 40% del capitale

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Pirelli, in Borsa ad ottobre il 40% del capitale

L’iter che riporterà a Piazza Affari Pirelli in ottobre è ufficialmente cominciato. Il gruppo della Bicocca ha presentato il 1 settembre scorso a Borsa Italiana la domanda di ammissione a quotazione delle proprie azioni ordinarie sul Mercato Telematico Azionario (Mta). L'Ipoè rivolta al pubblico indistinto in Italia, mentre gli investitori istituzionali potranno aderire esclusivamente al collocamento istituzionale, porterà sul mercato il 40% del capitale sociale.

La struttura dell’operazione prevede che le azioni oggetto dell’offerta di vendita saranno cedute da Marco Polo International Italy, che attualmente detiene il 100% del capitale sociale di Pirelli. Il numero complessivo di azioni oggetto dell’offerta sarà determinato in prossimità dell’avvio dell’operazione, che prevede anche l’opzione greenshoe. Si stima che complessivamente l’offerta di vendita, inclusa l’opzione greenshoe, possa avere ad oggetto fino al 40% del capitale sociale di Pirelli.

La politica di dividendi
Pirelli ha già scoperto le carte sulla politica dei dividendi post quotazione. A partire dall'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018, la società prevede la distribuzione del 40% del risultato netto consolidato nell’arco del piano industriale 2017 – 2020. «La possibilità di Pirelli di distribuire dividendi - si legge nel comunicato diffuso questa mattina - dipende dalla sua capacità di accumulare utili e riserve distribuibili, la quale a sua volta dipende da una serie di fattori non prevedibili alla data del presente comunicato ed in parte al di fuori del controllo di Pirelli, quali l'andamento economico futuro di Pirelli, l'andamento generale dell'economia e dei settori di mercato in cui Pirelli opera. Per tale motivo, nonostante l'approvazione della suddetta politica dei dividendi, non può presupporsi la certezza che detti dividendi saranno effettivamente distribuiti, né tantomeno è possibile a priori definirne con certezza l'ammontare».

Secondo quanto comunicato la scorsa settimana, Pirelli stima una crescita media annua di almeno il 9% del fatturato nel periodo 2016-2020 e un miglioramento del Ebit margin rettificato (rapporto tra risultato operativo e ricavi) dal 17% del 2016 al 18,5%-19,5% nel 2020. Nell’esercizio 2016 le attività del gruppo che saranno quotate a Piazza affari hanno originato ricavi per 4,97 miliardi di euro e una profittabilità in termini di margine ebit rettificato del 17 per cento.

I dettagli dell’operazione
L’operazione prevede che Pirelli assuma impegni di lock-up, in linea con la prassi di mercato per questo tipo di operazioni, per un periodo di 180 giorni decorrenti dalla data di avvio delle negoziazioni. Stessa cosa per Marco Polo: la società, in qualità di azionista venditore, avrà anch’essa un lock-up di 180 giorni rispetto alle azioni possedute indirettamente da LTI e di 365 giorni per le restanti azioni possedute indirettamente da SPV Lux e da Camfin, decorrenti dalla data di avvio delle negoziazioni.

Guardando la fotografia ad oggi il capitale sociale di Marco Polo, che attualmente possiede il 100% di Pirelli, è detenuto per il 65% da Fourteen Sundew , società di diritto lussemburghese controllata indirettamente da ChemChina; per il 22,40% da Camfin, società di diritto italiano controllata indirettamente da Marco Tronchetti Provera e partecipata da UniCredit e da Intesa Sanpaolo; e per il 12,60% da Long Term Investments Luxembourg .

Nell’ambito della quotazione, Banca IMI, J.P. Morgan e Morgan Stanley agiscono in qualità di joint global coordinator e joint bookrunner, mentre BNP Paribas, BofA Merrill Lynch, Goldman Sachs International, HSBC, Mediobanca e UniCredit Corporate & Investment Banking agiscono in qualità di joint bookrunner. Banca IMI agisce inoltre in qualità di sponsor, nonché in qualità di responsabile del collocamento nell'ambito dell’offerta pubblica. Lazard, infine, ha il ruolo di advisor finanziario.

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