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Fondi comuni, in tre mesi hanno raccolto 28,4 miliardi di euro

risparmio gestito

Fondi comuni, in tre mesi hanno raccolto 28,4 miliardi di euro

I fondi comuni di investimento trainano il risparmio gestito: tra aprile e giugno negli strumenti di investimento collettivo sono confluiti 28,4 dei 29,1 miliardi di euro raccolti dall'industria. Nelle gestioni di patrimoni, invece, sono andati i restanti 730 milioni. Lo rivelano le statistiche del secondo trimestre 2017 di Assogestioni, l’associazione dei gestori, che per il settore dell’asset management attestano entrate nette pari a 57 miliardi da inizio anno e un patrimonio che supera i 2mila miliardi (2.012,7).

Multiasset e fondi cedola spingono obbligazionari e flessibili
La gran parte degli incassi è andata ai fondi obbligazionari (12,6 miliardi),

seguiti a distanza dai flessibili (5,9 miliardi). In queste due categorie, infatti, sono classificati i prodotti che hanno più appeal sui risparmiatori: quelli diversificati su vari mercati (multiasset), che rispondono a una domanda di minor rischio, oppure quelli che pagano una cedola, dedicati agli investitori che hanno bisogno di una liquidazione periodica degli interessi e che a causa dei bassi tassi di interesse non trovano più soddisfazione nei titoli di Stato. I bilanciati semplici, che propongono una scomposizione del patrimonio tra azioni e obbligazioni fissata a priori, hanno raccolto 5,7 miliardi, più degli azionari che hanno totalizzato 3,5 miliardi.

Big stabili in pole position

Il gruppo Generali mantiene il primo posto in classifica per masse gestite, con un patrimonio e 470,4 miliardi, seguito da Intesa Sanpaolo, con 384,3 miliardi, e da Pioneer Investments, con un portafoglio di 143,9 miliardi. I tre colossi della finanza in Italia controllano il 50% del settore monitorato da Assogestioni, per il resto parcellizzato tra operatori indipendenti o appartenenti a poli bancari o assicurativi meno diffusi sul territorio.

Effetto Pir
Il 15% della raccolta del secondo trimestre del risparmio gestito, pari a 4,3 miliardi di euro, è andata a prodotti Pir (Piani Individuali di Risparmio), individuati per legge al fine di agevolare l'investimento in società italiane grazie a incentivi fiscali concessi ai sottoscrittori. I Pir da gennaio hanno registrato 5,3 miliardi di introiti e hanno un patrimonio complessivo pari a 9,1 miliardi, suddiviso tra fondi preesistenti che hanno assunto la qualifica di Pir e strumenti di nuova istituzione. La maggior parte delle masse gestite fa tuttora capo ai fondi già esistenti (53,4%), ma la spinta sui fondi partiti con la normativa Pir è maggiore, dato che da gennaio hanno incassato 2,4 miliardi contro 1,4 miliardi dei prodotti in essere da prima del 2017.

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