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Infrastrutture «in luce» a Piazza Affari

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Infrastrutture «in luce» a Piazza Affari

  • –Cheo Condina

Con la quinta edizione dell’Italian Infrastructure Day si è chiusa la tre giorni dell’Italian Equity Week, organizzata da Borsa Italiana con il supporto di Confindustria e in collaborazione con Banca Imi, Citi, Intermonte, McKinsey, Mediobanca e Unicredit-Kepler-Cheuvreux. Una 72 ore di eventi settoriali dedicata ai principali segmenti trainanti dell'economia italiana che ha visto la partecipazione di 50 aziende quotate (che salgono a oltre 150 se si comprendono anche le non quotate) e 180 investitori provenienti da tutto il mondo che hanno dato vita a più di 1000 incontri one-to-one.

Se il primo giorno è stato dedicato al lifestyle e il secondo all’industria ieri, come detto, è stato il turno delle infrastrutture, un settore che in Italia conta – tra utility, tlc e business attinenti – 51 società quotate per una capitalizzazione di 163 miliardi (il 26% del totale) e dal 2000 ad oggi ha raccolto circa 55 miliardi di euro tra Ipo e aumenti di capitale. Ieri, a Piazza Affari, erano presenti 22 tra le più importanti società italiane di questo segmento, tra cui A2A, Iren, Atlantia, Enel, Hera, Italgas, Sias, Snam e Retelit (oltre a Cdp e Fs) che hanno condiviso con oltre 130 investitori nazionali e internazionali i propri piani di sviluppo per il breve e medio termine.

La giornata ha anche visto l'intervento, tra gli altri, di Fabio Gallia, numero uno di Cdp, che – oltre a sottolineare il gap infrastrutturale che persiste in Italia – ha illustrato alla platea come e in che forme Cassa svolge il proprio ruolo di propulsore dello sviluppo nel nostro Paese. Lo stesso Gallia ha sottolineato come Cdp sia in linea con gli obiettivi del proprio piano industriale e che sta lavorando per lanciare un fondo per le Pmi in cui conta di coinvolgere altri investitori. Per quanto riguarda invece le indiscrezioni su una possibile integrazione tra la rete di Open Fiber, di cui sono soci Enel e Cdp, e quella di Tim, Gallia è stato chiaro: «Siamo concentrati come azionisti nel fare in modo che il lavoro di Open Fiber prosegua e questo è tutto quello che ho da dire».

Sul tema delle infrastrutture è intervenuto anche Stefano Napoletano, senior partner di McKinsey, che ha chiarito come tre aspetti caratterizzano, al momento, questo settore. «Innanzitutto, il gap a livello globale tra la domanda, stimata a 3.700 miliardi di dollari l'anno da qui al 2035 e quanto effettivamente investito ogni anno; in secondo luogo c'è il tema degli operatori, per i quali la produttività resta un aspetto cruciale da affrontare lungo tutta la catena del valore, – ha spiegato – e infine c'è lo sviluppo di nuove tecnologie in ambito Internet of Things, big data e digitale che offronto l'opportunità di nuove e importanti fonti di creazione di valore».

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