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Uragani e banche centrali alimentano il rally dell’oro

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Uragani e banche centrali alimentano il rally dell’oro

(Marka)
(Marka)

L’oro continua la sua corsa al rialzo, arrivando a sfiorare 1.360 dollari l’oncia, a livelli che non toccava da agosto dell’anno scorso. Ogni giorno offre nuovi pretesti agli acquisti, che restano soprattutto di matrice speculativa. E Madre Natura contribuisce a mantenere alta la tensione.

Molti analisti suggeriscono che anche il violento terremoto in Messico possa aver alimentato il rally. Di certo un’influenza l’hanno esercitata gli uragani, che uno dopo l’altro stanno investendo gli Stati Uniti.

Harvey è stato la causa principale del forte aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione, che la settimana scorsa hanno raggiunto quota 298mila, un record da due anni.

L’impatto sul mercato del lavoro rischia di farsi sentire a lungo e di essere esacerbato dall’uragano Irma, che sta per investire la Florida, legando le mani alla Federal Reserve: con l’occupazione (e molto probabilmente anche la crescita economica) in frenata negli Usa, il prossimo rialzo dei tassi di interesse – evento considerato negativo per l’oro – si allontana all’orizzonte.

La stretta monetaria di dicembre a questo punto è tutt’altro che scontata. I mercati, che poche settimane fa la davano per certa, oggi le attribuiscono una probabilità di appena il 29%.

Il dollaro non a caso continua ad indebolirsi, soprattutto nei confronti dell’euro, salito sopra 1,20 dopo la riunione della Bce, che inizia a preparare il terreno alla riduzione degli stimoli.

L’oro si apprezza anche in quanto bene rifugio. E gli spunti non mancano neppure su questo fronte, con la Corea del Nord che secondo alcuni osservatori oggi potrebbe “celebrare” l’anniversario della sua fondazione con un nuovo test missilistico.

La stessa ricerca di beni rifugio, insieme all’accordo di Trump con i Democratici sul tetto del debito Usa, sta anche abbassando il rendimento dei titoli di Stato americani, con il rendimento del decennale schiacciato verso il 2%, ai minimi dalle elezioni alla Casa Bianca: un altra spinta ad acquistare oro.

L’unico fronte dal quale continuano a non arrivare notizie positive per il lingotto è quello della domanda fisica: i prezzi sono troppo alti e i consumatori asiatici non comprano. La speranza per i rialzisti sono i festival indiani, in cui regalare oro è di buon auspicio: a fine mese c’è Dusshera, a ottobre Diwali e Dantheras, che di solito segnano il picco degli acquisti.

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