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Fincantieri-Stx, Italia e Francia al rush finale per creare un polo…

VERTICE A ROMA

Fincantieri-Stx, Italia e Francia al rush finale per creare un polo europeo della difesa

L’appuntamento è per lunedì a Roma, nel tardo pomeriggio, quando Bruno Le Maire, ministro francese dell’Economia e principale negoziatore per conto dell’Eliseo nella trattativa su Fincantieri-Stx, varcherà nuovamente il portone di Via XX Settembre per incontrare il padrone di casa, Pier Carlo Padoan, e il titolare dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e per provare a imprimere alla partita la giusta velocità in vista del bilaterale del 27 settembre a Lione. Che, nelle intenzioni, dovrebbe suggellare l’accordo tra i due paesi intenzionati, come ribadito anche nell’ultimo vertice ministeriale, a procedere alla costruzione di un maxi-polo civile e militare tra Italia e Francia.

L’obiettivo di creare un player europeo della difesa
Un raggruppamento che, con un occhio alla scelta dell’Europa di accelerare sulla difesa comune dopo tante false partenze, potrebbe risultare cruciale, come ha ricordato, due giorni fa, alla festa dell’Unità a Genova, anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. «Se riuscissimo a costruire un grande player militare europeo, sarebbe importante dal punto di vista industriale e ci renderebbe capaci di competere nel mondo ad altissimo livello». L’accordo, ha aggiunto, «va fatto e sono ottimista».

Si cerca un’intesa finale il 27 settembre
Le diplomazie hanno quindi lavorato senza sosta in queste settimane per spianare la strada al negoziato. Tra Roma e Parigi, però, le bocche sono rigorosamente cucite, filtra comunque una cauta fiducia e la sensazione che la quadratura del cerchio non sia poi così lontana. Certo, domani, con ogni probabilità, i due paesi si limiteranno a rimarcare a fine riunione la volontà di proseguire il confronto con l’obiettivo di arrivare a un’intesa di massima a Lione e utilizzare poi le settimane successive per decidere pesi e contrappesi del raggruppamento a tre (Fincantieri, Naval Group e Stx France) e per finalizzare l’architettura finanziaria dell’operazione. Quest’ultima richiederà del tempo, naturalmente, vista la complessa posta in gioco, ma l’iter, tuttora in corso, della nazionalizzazione temporanea - che non sarà effettiva prima di novembre (si veda il Sole 24 Ore del 7 settembre) -, concede al confronto la possibilità di andare ai supplementari per delineare tutti i dettagli dell’intesa.

Il polo con Naval Group
Che ha il vantaggio di non dover partire da zero ma di poter sfruttare il lavoro già fatto da Fincantieri e Naval Group con i due ceo, Giuseppe Bono, convinto sostenitore del consolidamento europeo dell’industria di settore, ed Hervé Guillou, che, fin dal 2015, hanno tentato la strada delle “nozze” mettendo a punto un progetto vero e proprio, noto come piano “Magellano”. Quest’ultimo potrebbe dunque rappresentare l’asse portante del raggruppamento che finirebbe per includere anche l’oggetto della contesa, cioè Saint-Nazaire. In sostanza, si andrebbe così verso un’integrazione per fasi progressive, partendo dal gruppo triestino e da Naval Group - ma il confronto è ancora apertissimo su quale sarà la modalità prescelta (scambio azionario, veicolo o altro)-, e poi innestando su questo Stx France nell’ambito di un perimetro d’azione allargato anche al militare. Dove, come noto, Fincantieri e l’ex Dcns già operano su alcuni programmi congiunti (i cacciatorpedinieri Orizzonte e le fregate Fremm).

Le sinergie
Su questa base di partenza, quindi, si potrebbe procedere a costruire un’alleanza ancora più strutturata sul naviglio di superficie, che permetterebbe di raggiungere importanti sinergie anche nell’export grazie a una gamma di prodotti in grado di sfruttare al meglio, non solo tutte le iniziative della Ue, ma anche le opportunità legate ai mercati internazionali, a cominciare da Canada e Usa. Entrambi, di recente, hanno infatti acceso un faro sulle Fremm e un’integrazione ancora più stretta tra i due gruppi potrebbe aumentarne le chance nelle gare che si apriranno. Anche in virtù del potenziale di Saint-Nazaire che, per le sue caratteristiche e per via degli accordi siglati negli anni proprio con NG, è diventato l’unico presidio francese per le unità militari di grandi dimensioni. Un tassello strategico per la difesa transalpina, certo, ma anche per quella europea se si guarda ai piani futuri di Bruxelles.

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