Finanza & Mercati

Borse in ripresa in Asia dopo un tranquillo weekend di paura

LAGIORNATA DEI MERCATI

Borse in ripresa in Asia dopo un tranquillo weekend di paura

Dopo un tranquillo weekend di paura, i mercati finanziari internazionali hanno avviato la settimana all'insegna di un relativo ottimismo che fa tornare una certa propensione al rischio da parte degli investitori.
La Corea del Nord, contrariamente a quanto si temeva, non ha festeggiato lil 69esimo anniversario della sua fondazione con il lancio di un nuovo missile intercontinentale: cosi' i mercati tirano un sospiro di sollievo e possono invertire la rotta negativa prevalsa settimana scorsa dopo il sesto test nucleare di Pyongyang, definito come un test di bomba all'idrogeno dal regime di Kim Jong-Un.

Le Borse di Tokyo e Seul segnano una ripresa in una fascia di rialzo tra l'1 e il 2, mentre i cosiddetti beni-rifugio come oro, yen e buoni del Tesoro americani registrano lievi ribassi.
Anche il won sudcoreano e' tornato ad apprezzarsi, mentre la performance del Nikkei – reduce dai minimi da 4 mesi di venerdi' scorso - e' stata agevolata anche dall'ultimo dato superiore alle attese sugli ordini di macchinari industriali, saliti a luglio dell'8% sul mese precedente.
Certo le tensioni geopolitiche restano molto alte, con una battaglia che si sposta stasera al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per il voto sulle proposte americane di nuove sanzioni contro Pyongyang che includano un embargo sul petrolio, avversato da Cina e Russia che hanno potere di veto. Ma intanto i mercati mostrano di volersi stabilizzare.

Fmi ottimista su Seul. In una conferenza stampa a Seul, la numero uno del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde ha sottolineato come l'economia sudcoreana abbia forti capacita' di resistenza ai rischi geopolitici rilanciati dal test nucleare e dalle altre continue provocazioni nordcoreane. La Lagarde ha detto che il Fondo Monetario Internazionale ha fiducia che il Prodotto interno lordo sudcoreano cresca quest'anno del 3 per cento, in linea con le previsioni governative correnti e in accelerazione rispetto al 2,8% registrato nel 2016.

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