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Vivendi-Mediaset, formalizzata la proposta all’Agcom

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Vivendi-Mediaset, formalizzata la proposta all’Agcom

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Vivendi ha inviato venerdì scorso all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni la versione definitiva della proposta per ottemperare alla delibera che vieta ai francesi la contemporanea presenza al 23,9% in Telecom Italia e a quasi il 30% in Mediaset. Si tratta della formalizzazione della bozza già inviata dal gruppo francese all’Autorità a cavallo di Ferragosto e su di essa è ora attesa mercoledì la decisione del Consiglio dell’Agcom.

La contestuale presenza di Vivendi in Mediaset e Telecom Italia è in contrasto con la normativa italiana, che vieta la detenzione di partecipazioni incrociate particolarmente rilevanti in società tlc e media. Da qui la richiesta formulata dal Garante al gruppo guidato da Vincent Bolloré di scendere in Mediaset o in Telecom. Un provvedimento da realizzare entro un anno dalla delibera del 18 aprile scorso, pena una multa compresa fra il 2% ed il 5% del fatturato, ovvero un importo massimo di circa 540 milioni.

Come anticipato dal Sole24 Ore dello scorso 7 settembre, la media company transalpina, al momento, non avrebbe alcuna intenzione di vendere. Poco prima di Ferragosto i legali hanno infatti inoltrato l’ultima versione della proposta per risolvere, almeno nella fase transitoria, la questione della doppia partecipazione in tlc e media. Versione, appunto, formalizzata venerdì scorso. Vivendi in pratica ha accettato di sterilizzare in toto i diritti di voto in Mediaset, al di sopra del 9,99%, per la parte eccedente ad arrivare fino al 28,8% del capitale e al 29,9% dei diritti di voto. Sterilizzazione piena anche per quanto riguarda le assemblee straordinarie, dove fino all’ultimo i francesi avevano cercato di spuntare una eccezione. Lo strumento per realizzare la sterilizzazione è quello del trust, con una struttura di diritto italiano.

Tuttavia non ci sarebbe alcun riferimento a come Vivendi intenda ridimensionarsi in uno dei due gruppi partecipati. L’Agcom ha ribadito che pretende una soluzione «strutturale». Le soluzioni finanziarie sono molteplici, dall’equity swap al convertendo, una opzione quest’ultima scelta in passato da Telefonica per azzerare la quota in Telecom. Tuttavia, al momento, non sarebbe stata presa alcuna decisione sul punto e i francesi non avrebbero formalizzato in alcuna sede o documento l’impegno a cedere in via definitiva la partecipazione in Mediaset entro il termine del 18 aprile dell’anno prossimo. Anche perché parallelemente sta andando avanti l’iter legato al ricorso fatto dai francesi al Tar del Lazio contro la delibera dell’Agcom. L’udienza è stata fissata, nel merito, per il 7 febbraio.

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