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La Cina conquista la leadership sui telefonini

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La Cina conquista la leadership sui telefonini

  • –Gianni Rusconi

Dieci anni fa Steve Jobs lanciava il primo iPhone e dava il via a una rivoluzione che nessun analista di mercato, ai tempi, poteva realisticamente immaginare. Nokia e Research in Motion, con i suoi BlackBerry, erano in auge e i marchi cinesi erano del tutto ignoti al grande pubblico. Nel giorno del battesimo dell’iPhone 8, Apple deve fare i conti con uno scenario molto cambiato negli ultimi anni. L’avanzata poderosa, su scala mondiale, di nuovi vendor, Huawei in testa, ha riportato la società della Mela sulla terra. Beninteso, l’azienda di Cupertino rimane un fenomeno assoluto, ma negli smartphone il picco della curva di crescita sembra essere ormai alle spalle. E diventa difficile immaginare una nuova impennata. A dircelo sono diversi indicatori.

Il prezzo del melafonino di ottava generazione, nell’ordine dei mille dollari, potrebbe per esempio significare un ulteriore ribasso del gradimento dei consumatori cinesi per l’iPhone. La concorrenza di brand più propensi a intercettare la domanda di prodotti di fascia media (la stessa Huawei, oltre alle varie Xiaomi, Oppo e Vivo) rischia di scalfire ulteriormente per Apple un mercato, già in evidente contrazione, come quello della “Greater China”, che è stato il terzo bacino di fatturato più grande per gli iPhone (pesando per il 18% sul totale del venduto) lo scorso trimestre. Stando ai dati di Counterpoint Research, inoltre, la fetta detenuta dalla casa californiana negli smartphone in Cina è scesa al 9% nei primi sei mesi di quest’anno, in calo dal 14% nello stesso periodo dello scorso anno. Situazione definitiva? Assolutamente no. Il punto, però, è un altro. Il forte calo di consegne di iPhone coinciso con l’inizio dell’estate è per molti un segnale evidente della parabola discendente del telefonino divenuto “icona”, almeno nel mondo occidentale, dell’intelligenza in mobilità.

Basteranno le politiche di sconto e di pagamento rateizzato architettate da giganti come Alibaba e Fenqile a sostenere gli acquisti, online, del nuovo iPhone? Per il momento sappiamo - ce lo dicono gli analisti di Gartner - che l’ascesa dei vendor cinesi è inarrestabile e che gli apparecchi a piattaforma Android, nel secondo trimestre, hanno costituito l’87,7% del totale di 336 milioni di smartphone spediti sul mercato nel periodo.

Ipotizzare un tracollo di Apple è comunque fuori luogo. Gli esperti di Idc stimano per il 2021 un venduto su scala mondiale di 1,7 miliardi di smartphone (rispetto agli 1,5 miliardi stimati per quest’anno) e oltre il 14% di questi saranno melafonini. Nel periodo considerato, inoltre, i prezzi medi aumenteranno più che discretamente (del 7% solo nel 2017), grazie alla maggiore popolarità dei modelli di fascia alta. Tale tendenza sposterà un giro d’affari di 180 miliardi di dollari, regalando alla Mela, nel 2021, una quota di mercato in valore pari al 36% .

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