Finanza & Mercati

Edma: Mifid 2 fa fuggire gli investitori

Azioni

Edma: Mifid 2 fa fuggire gli investitori

  • –Morya Longo

La direttiva Mifid 2 rischia di “prosciugare” il mercato obbligazionario europeo. Di far fuggire dall’Europa alcune tipologie di investitori, come assicurazioni e fondi pensione non direttamente disciplinati dalla nuova direttiva comunitaria. A lanciare l’allarme è Edma Europe (l’associazione che raggruppa i “listini” elettronici di negoziazione delle obbligazioni come l’italiana Mts) in una lettera inviata all’Esma (l’Autorità europea dei mercati finanziari): «Determinati aspetti degli standard tecnici normativi concepiti per implementare Mifid 2 - si legge nella missiva - rischiano di spingere molti importanti soggetti ad operare fuori dai mercati regolamentati (over the counter, Otc) nell’Ue, o semplicemente a spostare le operazioni commerciali completamente fuori dall’Ue». E poi: «Un’applicazione eccessivamente zelante di tali requisiti incentiva comportamenti opposti rispetto a quelli previsti dalla normativa».

Facciamo un passo indietro per capire la questione. La direttiva Mifid 2 (acronimo di Markets in Financial Instruments Directive), che ridisegna la precedente direttiva Mifid emanata dal parlamento europeo nel 2004, ha l’obiettivo di costruire un mercato finanziario integrato, efficace e competitivo nell’Unione europea a tutela dei piccoli risparmiatori. Entrerà in vigore a gennaio 2018, con importanti (e onerosi) obblighi per i vari partecipanti al mercato. Ecco perché l’Edma Europe lancia l’allarme: perché alcuni aspetti tecnici, facilmente superabili, se non opportunamente aggiustati potrebbero creare l’effetto opposto di quello desiderato: far fuggire molti investitori. Insomma: il rischio è che si riduca la liquidità sui mercati europei e si riporti nell’opacità una fetta importante del mercato. «Sarebbe inoltre minacciata la competitività dei mercati dei capitali europei e, peraltro, aumenterebbero i costi di finanziamento per gli Stati e le imprese europee», si legge nella lettera. Conti alla mano: calcola l’Edma che un aumento di un centesimo di punto percentuale (0,01%) del costo di finanziamento dei governi europei rappresenta un costo aggiuntivo di un miliardo di euro per gli Stati.

Il motivo di tanto allarme è legato ad alcuni aspetti tecnici della normativa che deve implementare la direttiva Mifid 2. «I soggetti che operano sul mercato, quali gli asset manager europei autorizzati, le società assicurative, i fondi pensione, le banche centrali, le tesorerie aziendali e le persone giuridiche costituite al di fuori dell’Ue non sono direttamente disciplinati dalla Mifid 2 - si legge nella missiva -. E i tentativi della Mifid 2 di rilevare la loro attività operativa sotto la sorveglianza degli organismi di regolamentazione dell’Unione Europea stanno avendo l’effetto opposto». In base alle nuove norme i soggetti non direttamente disciplinati dalla direttiva dovranno infatti «fornire alle sedi di negoziazione Ue i propri dati personali, specificando i soggetti che stanno eseguendo l’operazione e quelli che stanno prendendo la decisione di investimento in relazione ai clienti che fanno riferimento ad essi». Questo è molto oneroso. E potrebbe incentivare la “fuga” di molti investitori dall’Europa, con effetti molto negativi sui nostri mercati obbligazionari.

Secondo l’Edma non servono rivoluzioni normative per evitare tutto questo, ma basterebbero «piccole modifiche ai requisiti delle linee guida Esma». Una su tutte: maggiore flessibilità sulle informazioni che i soggetti non direttamente disciplinati da Mifid dovranno fornire. La lettera è stata spedita l’11 settembre scorso a Steven Maijoor, presidente dell’Esma. È firmata dai numeri uno di molte “Borse” obbligazionarie. Vedremo cosa deciderà l’Autorità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA