Finanza & Mercati

Tagli, conversione bond, aumento di capitale: ecco il piano Carige

PRESENTATO DA FIORENTINO

Tagli, conversione bond, aumento di capitale: ecco il piano Carige

Paolo Fiorentino (Imagoeconomica)
Paolo Fiorentino (Imagoeconomica)

Prima l'offerta di scambio sui bond, poi l'aumento di capitale vero e proprio con l'offerta delle nuove azioni. Si profila una manovra in due tempi per Carige, che ieri ha approvato il nuovo piano strategico in cda e oggi ha visto il ceo Paolo Fiorentino a Milano per presentarlo al mercato insieme al cfo Andrea Soro.
Confermati i dettagli, ambiziosi, emersi nei giorni scorsi: ritorno all'utile già nel 2018, riduzione dei costi del 23% - anche attraverso la chiusura di 120 filiali e la riduzione di mille dipendenti rispetto agli organici del 2016 - e un Npe ratio (cioè la quota di crediti deteriorati sul totale degli impieghi) all'8,1% nel 2020, un valore “da Champions League”, come ha detto il manager arrivato a Genova all'inizio dell'estate. Voci che hanno riacceso l'interesse del mercato, anche oggi positivo: alla pubblicazione del piano ha reagito con un balzo del 4%, intorno alle 12 il rialzo era di circa un punto.

Tuttavia il piano di turn-around non potrà neanche partire senza il buon esito di una complessa manovra di rafforzamento patrimoniale, che - secondo quanto anticipato oggi da Il Sole 24 Ore - punta a raggiungere complessivamente circa un miliardo. L'ultima parola l'ha data ieri il cda in una riunione fiume, ma lo schema di base costruito dagli advisor (Deutsche Bank e Credit Suisse) e oggetto di una prima interlocuzione con la Bce prevede, come si diceva, due step. Strettamente collegati l'uno con l'altro, al punto che senza il primo non si potrà procedere con l'altro. Si partirà dai bond, ovvero da quell'operazione di liability management «volta a rafforzare ulteriormente la posizione patrimoniale della banca» preannunciata dal cda il 3 agosto scorso, specificando che «potrà avere ad oggetto lo scambio di alcuni strumenti finanziari subordinati emessi dalla banca sul mercato istituzionale a fronte di un corrispettivo in strumenti finanziari senior di nuova emissione da parte della banca stessa».

In pratica, Carige dovrebbe offrire ai detentori delle emissioni subordinate destinate agli istituzionali (in totale circa mezzo miliardo) bond senior per un valore nominale verosimilmente inferiore a quello dei subordinati: quanto più alta sarà l'adesione, tanto più elevato sarà il capitale risparmiato e quindi accantonato dalla banca. Che a quel punto, già rinforzata, potrà presentarsi sul mercato con le nuove azioni: 500 milioni, più altri 60 che potrebbero essere riservati sempre agli istituzionali che aderiranno allo scambio dei bond.
Per il buon esito del piano “servirà l'intervento di tutti: bondholder, azionisti e dipendenti, noi siamo disponibili a metterci la faccia”, ha sottolineato Fiorentino.



© Riproduzione riservata