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Google molla Uber: pronto un investimento da un miliardo in Lyft

la contromossa di mountain view

Google molla Uber: pronto un investimento da un miliardo in Lyft

(Reuters)
(Reuters)

La luna di miele fra Google e Uber è finita da un pezzo. Ma adesso da Mountain View sono pronti a rendere molto più chiara la vicenda, con una mossa che di fatto scoprirà le carte: un investimento molto pesante in Lyft. La cifra in ballo, secondo fonti vicine alle due società citate da Bloomberg, è un miliardo di dollari. Una cifra che consentirebbe a Google di diventare uno dei principali finanziatori di Lyft, insieme alla già presente General Motors che con una esborso di 500milioni di dollari ha acquisito il 9% della società nel gennaio del 2016.

Lyft è la rivale numero uno Uber, negli Stati Uniti. E le assonanze fra le due ex startup sono tantissime. I servizi offerti sono pressoché identici, entrambe le piattaforme funzionano attraverso una App per smartphone e ambedue le società hanno sede a San Francisco. In questi anni, però, Uber ha sempre vissuto questa sfida dal lato del vincitore, del padrone quasi assoluto di questo mercato emergente. E non è un caso che le valutazioni delle due società siano nettamente differenti: Lyft oggi ha un valore stimato di 5,5 miliardi di dollari, con margini di crescita molto interessanti. Mentre Uber è valutata oltre 70 miliardi.
È interessante, però, valutare quale potrà essere l'impatto delle scelte di Google su questo dualismo. E non solo per l'assegno miliardario che Big G è pronta a staccare. Perché dollari a parte, questa storia racconta ben altro.

Quando Google puntava su Uber
Era il 23 agosto del 2013 quando Google Venture – il settore di Google che si occupa di investimenti – investiva 257,79 milioni di dollari in Uber. Una cifra ragguardevole per quella che all'epoca era una startup di grandi promesse. Quella raccolta di fondi, per Uber, era solo la seconda di una lunga serie. E grazie all'assegno di Google la società fondata da Travis Kalanick toccava una valutazione di mercato da 3,5 miliardi di dollari. Va detto che la decisione di Google non aveva sorpreso granché: l'interesse dei due fondatori di Big G, Larry Page e Sergey Brin, verso il mondo dei trasporti era noto allora come oggi. Prova ne sono altri investimenti, come l'acquisizione dell'App di navigazione Waze.

Le accuse di furto
Dopo un idillio iniziale, qualcosa negli anni si è rotto. E si è arrivati a una vera e propria spaccatura nel febbraio 2017, con Google che ha denunciato Uber per furto di segreti industriali. Uber, secondo l'accusa, avrebbe rubato a Google la tecnologia per le auto che si guidano da sole (14mila documenti riservati) che l'azienda di Kalanick sta sperimentando in Arizona. E ad aver consegnato a Uber il brevetto targato Mountain View – sempre secondo l'accusa – sarebbe stato un ex dipendente di Big G. Da qui la denuncia presso la corte federale di San Francisco. Una vicenda che ha contribuito al periodo nero di Uber, costretta nei mesi scorsi – per scandali relativi a molestie sessuali - ad allontanare il Ceo e fondatore Travis Kalanick.

Obiettivo su Lyft
Una frattura insanabile, insomma. Con Google che adesso gioca la sua contromossa ed è pronta a investire un miliardo di dollari in Lyft. L'applicazione ad oggi è disponibile solo negli Stati Uniti, ma i tassi di crescita fatti registrare negli ultimi mesi sono interessanti. Ad inizio anno le città servite erano duecento, con l'obiettivo aziendale di portarle a trecento entro la fine del 2017. Obiettivo raggiunto già nel primo trimestre. Da registrare che già a maggio scorso le strade di Google e Lyft si erano incrociate con un accordo fra la stessa Lyft e Waymo, la divisione di Alphabet che fa ricerca sull'auto a guida autonoma. Adesso la partnership è pronta a rafforzarsi con un investimento miliardario.

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