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Renault Nissan Mitsubishi spingono sull’integrazione

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Renault Nissan Mitsubishi spingono sull’integrazione

L’alleanza Renault, Nissan e Mitsubishi nel 2022 sarà un gruppo totalmente integrato. Con un logo unico presentato ieri dal presidente e ceo Carlos Ghosn da Parigi in una conference call internazionale: tre archi che si incrociano, simbolo del rafforzamento della cooperazione tra le varie anime del gruppo franco-giapponese. Un logo unico per tre brand distinti, che continueranno ad operare in maniera autonoma nei rispettivi mercati di riferimento e con i relativi management, ma con maggiori sinergie: quattro piattaforme globali in comune per produzione di motori, ricerca, ingegnerizzazione.

L’obiettivo di Renault Nissan Mitsubishi da qui ai prossimi sei anni è di arrivare a vendere 14 milioni di veicoli - dai 10 milioni del 2016 - con un fatturato globale di 240 miliardi di dollari, in circa 200 Paesi. Puntando a mantenere, anzi ad accrescere, la leadership di mercato nell’auto elettrica con 12 nuovi modelli a zero emissioni. «Dieci anni fa - dice Ghosn - eravamo gli unici a investire nell’elettrico con una divisione ad hoc e i primi veicoli. Tutti ci dicevano, anche la stampa internazionale, che ci stavamo sbagliando, che buttavamo i nostri soldi. Oggi tutte le Case, a ogni salone dell’auto, annunciano i loro veicoli elettrici. L’auto elettrica è diventata quasi main stream. Con la domanda dei consumatori che aumenta, le normative nelle varie municipalità che bloccano l’ingresso nei centri storici dei veicoli diesel, la riduzione del prezzo delle batterie. Tutti fattori che stanno facendo crescere molto in fretta la domanda di questi veicoli. Tanto che rischiamo tra non molto, di non riuscire a stare dietro agli ordini».

Una scommessa che si è dimostrata vincente, avanti di anni rispetto ad altri costruttori come Volkswagen che, dopo lo scandalo dieselgate e anche per le normative sulle emissioni sempre più stringenti, hanno deciso di investire in maniera massiccia nell’innovazione legata all’elettrificazione e ai motori ibridi. «Renault Nissan Mitsubishi - ricorda Ghosn - è il leader di mercato in questo comparto. E vogliamo continuare a mantenere questa leadership. Anche perché in alcuni Paesi non ci sarà altra scelta, poiché tra pochi anni i motori a combustione saranno messi al bando». Ghosn vuole arrivare con i veicoli elettrici e ibridi al 30% delle vendite globali del gruppo, oltre 4 milioni di auto elettriche vendute nel mondo. Per un fatturato che nel 2022 dovrebbe superare, solo per le auto con la presa, i 70 miliardi di dollari annui. Qualcosa di più, decisamente, di una scommessa.

Riguardo all’integrazione, Ghosn è convinto che in questo processo di riorganizzazione globale verranno evidenziate le specificità e le competenze migliori presenti nelle tre società e messe in comune. Così, ad esempio, sarà determinante l’apporto degli ingegneri giapponesi nello sviluppo delle tecnologie legate alla guida autonoma: il gruppo prevede lo sviluppo di 40 nuovi veicoli con queste tecnologie nei prossimi sei anni. E punta anche a diventare un operatore di servizi di mobilità individuale su domanda con veicoli robotizzati nelle metropoli.

Le stime del piano 2022 vedono stabili le vendite nei mercati maturi di Europa, Stati Uniti e Giappone. I mercati emergenti come Russia e Brasile avranno buone perfomance. Ma i più importanti per la crescita di Renault Nissan Mitsubishi nei prossimi sei anni, secondo Ghosn, saranno Cina, India e Sud Est asiatico.

«Dal 1999, l’alleanza ha indotto crescita e performance appoggiandosi soltanto su due aziende. Con il piano 2022, dimostreremo che possiamo generare crescita e performance a tre, o anche di più», conclude il numero uno del gruppo franco-nipponico. Lasciando la porta aperta a ulteriori acquisizioni e joint venture nel dinamico settore dell’automotive. «Che nei prossimi dieci anni cambierà volto a una velocità impensabile pochi anni fa». Un’intesa prossima ventura già annunciata sarà quella con Dongfeng per produrre un’utilitaria full electric economica, destinata però solo allo sterminato mercato cinese.

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