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Sbarca a Wall Street il “Maga Fund”: l'Etf sulle lobby di…

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Sbarca a Wall Street il “Maga Fund”: l'Etf sulle lobby di Trump

(Afp)
(Afp)

A Wall Street si già visto di tutto, ma la fantasia creativa dei mercati finanziari non smette mai di sorprendere. L'ultima invenzione dei banchieri americani è infatti senza precedenti: un fondo che investe solo sulle aziende che hanno finanziato Donald Trump e che sostengono il Grand Old Party (GOP), il nome con cui gli americani chiamano il partito repubblicano fin dal 1854.

Tra pochi giorni, non appena la Sec avrà dato il via libera, sarà infatti avviato il collocamento al pubblico delle quote del Maga Fund, un nuovo Etf quotato che avrà come “sottostante” le aziende dell'indice S&P's 500 che più contribuiscono al finanziamento del Partito Repubblicano e che si sono contraddistinte per generosità nei contributi alla campagna presidenziale di Donald Trump. Non a caso, Maga è l'acronimo di Make America Great Again, lo slogan con cui il miliardario americano ha conquistato la simpatia degli elettori e quindi la Casa Bianca.

In particolare, il fondo Maga acquisterà non solo i titoli delle imprese finanziatrici del Gop (il partito repubblicano è detto anche Good Old Party) ma anche le azioni di quelle società i cui dipendenti, dirigenti o comitati interni di azione politica hanno finanziato apertamente la corsa del presidente e il sostegno al partito conservatore. Nel caso del fondo Maga, lanciato su iniziativa della Point Bridge Capital di Fort Worth, una finanziaria di investimento con sede in Texas, l'obiettivo è quello di coinvolgere soprattutto la base elettorale di Trump, cioè la classe media impoverita dalla crisi e gli operai dei distretti industriali del Midwest: il costo di gestione delle quote del fondo è infatti di appena 72 dollari l'anno ogni 10mila dollari investiti, un costo risibile per i grandi operatori e più che sostenibile per i piccoli investitori.

Per quanto attiene la “governance” degli investimenti, nel prospetto informativo depositato alla Securities and Exchange Commission è scritto che la scelta delle aziende “trumpiane” su cui puntare avverrà in modo assolutamente trasparente: i nomi saranno scelti tra quelli catalogati come “political donors” nel registro (a disposizione di tutti) tenuto dalla Federal Election Commission, la commissione federale di vigilanza sul processo elettorale. Così come stabilito dalla legge Usa, infatti, ogni azienda o individuo che sostiene finanziariamente un partito o un politico deve dichiarare formalmente al governo le somme di denaro donate.

Etf come Maga sono una vera novità per i mercati finanziari americani e mondiali, dove è già presente un corposo menù di fondi e di derivati specializzati negli investimenti su aziende sensibili alle tematiche sociali, ambientali ed anche religiose.

Per ora nessuno si azzarda a fare previsioni sul successo e i rendimenti del fondo Maga, anche se a prima vista emergono alcune criticità: come saranno elencati i fattori di rischio? Saranno divisi fra geopolitici e nazionali, tra economici e commerciali? Staremo a vedere. Se si esclude chi sottoscriverà Maga non per guadagnare ma solo scopo per sostenere personalmente Trump, dal punto di vista dell'investitore è logico pensare che il rendimento del fondo si basi principalmente su una scommessa: l'aumento degli utili delle aziende finanziatrici grazie alle politiche industriali e commerciali a loro favorevoli messe in atto dal presidente.

Questa scommessa, chiamata in borsa «Trump trade» ha fatto spiccare il volo dall’insediamento alle azioni del settore degli armamenti, delle costruzioni, della finanza e del credito, del comparto automobilistico e persino delle carceri private.Vero è che in politica non c'è mai niente di certo. Chi per esempio aveva puntato sui titoli dei comparti farmaceutico e sanitario dopo la promessa di Trump di smontare la riforma del suo predecessore Barak Obama, è rimasto infatti scottato: il superamento della “Obamacare” è stato infatti bloccato dal parlamento con un accordo bipartisan tra democratici e repubblicani e in Borsa i titoli hanno subito un duro contraccolpo. Garantire al mercato che ogni promessa di Trump diventerà legge è insomma quantomeno azzardato. Entusiasmo che si è trasformato il perdite quando il parlamento ha stroncato il progetto di Trump.

Ma sul successo del fondo Maga c'è soprattutto un'incognita politico giudiziaria: riuscirà Trump a evitare l’impeachment? Ormai da mesi i democratici e i vari gruppi antagonisti a Trump sollecitano infatti l’avvio di un processo formale contro il presidente per i suoi conflitti di interesse e le zone d'ombra nelle relazioni (e non solo le sue) con la Russia di Vladimir Putin.

Infine, il protezionismo: se dovesse esplodere una vera guerra commerciale con la Cina, la Russia , la Ue e persino con il Messico a farne le spese potrebbero essere anche le aziende che sostengono finanziariamente il suo controverso programma. Comunque sia una cosa è certa: il fondo Maga sembra essere solo l'inizio di un fenomeno speculativo nascente.Non appena si è diffusa la notizia del fondo trumpista è scattato l'allarme tra i supporters finanziari del partito democratico: secondo la Reuters il prossimo Etf avrà i colori del partito democratico: la Active Weighting Advisors del Missouri (uno Stato in cui i democratici sono stati tra l'altro sconfitti ) ha infatti registrato presso l'Authority di vigilanza un prospetto di quotazione per il fondo Dems, acronimo del partito democratico. Anche questo fondo investirà sui titoli delle aziende che hanno finanziato la Clinton e che sostengono il partito democratico.

Anche in se in Europa il matrimonio tra finanza e politica è sempre guardato con diffidenza o addirittura ostilità, negli Usa è la trasparenza dell’intero processo elettorale a fare la differenza: le norme sulle donazioni ai partiti e agli esponenti parlamentari sia federali che statali sono talmente rigide che violarle significa mettere a rischio carriera e reputazione politica.E nell'era dei derivati anche i soldi investiti negli Etf sui due grandi partiti americani…Chissà se lo hanno scritto anche nel prospetto informativo all'esame dell'Autorità di vigilanza dei mercati.

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